La manovra, nel dettaglio

Le legge di stabilità 2016 Tutte le novità e le reazioni

Le legge di stabilità 2016 Tutte le novità e le reazioni
16 Ottobre 2015 ore 15:31

Con uno stile tutto renziano, ovvero presentate in forma di tweet, il Governo ha reso note le misure contenute nella legge di stabilità per il 2016. Molto era già stato anticipato nei mesi scorsi, a cominciare dal piano di tagli delle tasse sulla casa, mentre altro ha rappresentato una vera e propria novità. Verranno toccati più o meno tutti i settori del tessuto socio-economico italiano, dall’impresa ai privati fino alle associazioni coinvolte nel welfare, con una manovra che complessivamente vale una cifra intorno ai 27 miliardi di euro. C’è soddisfazione in Italia, più o meno da ogni parte, mentre chi potrebbe storcere il naso è Bruxelles.

 

 

Via la tassa sulla prima casa. In primo luogo, l’abolizione della tassa sulla prima casa. Verrà infatti, a partire dal 2016, eliminata la Tasi su questo genere di immobile, mentre su ville e case di lusso sparirà pure l’Imu. Si tratta di un impegno che Renzi già si era preso quest’estate («Il 16 dicembre sarà il funerale della tassa sulla prima casa»), e che aveva prodotto numerose critiche da parte dell’Unione europea, preoccupata da un eventuale aggravarsi della situazione del debito italiano. Ma il Governo ha tirato dritto per la propria strada, e ha inoltre decretato la scomparsa dell’Imu su terreni agricoli e macchinari imbullonati («Torniamo alla Terra!», ha twittato il Premier). Si tratta di tagli che costeranno allo Stato circa 5 miliardi di euro, ma che non graveranno sui Comuni: il Governo intende infatti rimborsare agli enti locali i mancati introiti in modo che non sopraggiunga la necessità di introdurre ulteriori tasse per compensare le passività dei bilanci comunali.    

 

 

Agevolazioni per le imprese. Sgravi in vista anche per le imprese: l’aliquota sui profitti calerà infatti di ben 3,5 punti percentuali, scendendo al 24 percento, a partire però dal 2017, anche se il Governo intende tenersi aperta la possibilità di anticipare il provvedimento già al 2016, qualora l’Ue approvi la clausola per gli interventi sui migranti, il che significherebbe maggior flessibilità di bilancio. Stessa condizione sospensiva anche per nuovi interventi nell’edilizia scolastica.

Sempre rimanendo nel campo delle imprese, verrà introdotta la possibilità di dedurre dalle tasse gli acquisti di macchinari effettuati tra ottobre 2015 e fine 2016, con la facoltà di ammortizzarne il valore per il 140 percento. Che tradotto significa: aiuti a chi investe sull’azienda.

 

 

Le altre novità.

  • Verranno inoltre azzerate le clausole di salvaguardia, ossia gli aumenti automatici dell’Iva e di alcune accise nel caso in cui il gettito fiscale non sia sufficiente: rimarranno tutte bloccate.
  • Il canone Rai passa da 113 a 100 euro, 95 nel 2017, e sarà contenuto nella bolletta, per combatterne l’evasione.
  • Gli incentivi alle ristrutturazioni edilizie, i cui costi possono oggi essere detratti dall’Irpef per una quota del 50 percento, saranno prorogati per un altro anno. Stesso discorso per le detrazioni legate agli interventi sul risparmio energetico, che dovrebbero rimanere al 65 percento per un anno ancora.
  • Verranno sbloccati 675 milioni di disavanzo in favore dei Comuni.
  • Il Fondo sanitario nazionale beneficerà di 111 miliardi di euro, uno in più rispetto al 2015.
  • Arriveranno inoltre 600 milioni, oltre agli 800 già fissati, per il Fondo povertà; in particolare, il Governo intende intensificare i rapporti e la collaborazione con associazioni e fondazioni operanti nel cosiddetto “terzo settore”, ovvero quello di welfare e no profit.
  • Riguardo alle pensioni, viene inserita l’“opzione donna”, con la quale le lavoratrici potranno sì anticipare la cessazione della carriera, ma risentendone sul piano dell’assegno della pensione. Una scelta bilanciata dall’introduzione, per chi ha almeno 63 anni, di lavorare part time gli ultimi anni di professione pur mantenendo pressoché inalterata la retribuzione.
  • Infine, la possibilità di pagamento in contanti viene elevata da mille (come aveva prescritto a suo tempo Monti) a 3mila euro.

 

 [Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi]

 

Che si è detto della manovra. Si capisce immediatamente, dando un occhio alle nuove misure, lo spirito di questa finanziaria: spendere per rilanciare, sia da un punto di vista della produttività delle imprese che dei risparmi, e possibilmente dei consumi, dei privati. Si tratta, in effetti, della prima legge di stabilità da diversi anni a questa parte tesa più a creare che a ribilanciare. Gli incoraggianti dati di occupazione e crescita del Pil degli ultimi mesi hanno portato Renzi e il suo Governo a considerare che i tempi fossero maturi per invertire la tendenza.

Una scelta che ha comportato il plauso di numerose componenti, a cominciare da Confindustria, il cui presidente Squinzi ha dichiarato che «quanto previsto ha molti elementi positivi ed è il massimo che si possa fare nell’attuale situazione». Ciò che soddisfa particolarmente Renzi e il Ministro Padoan è il deciso intervento di abbattimento delle tasse, che, secondo le parole del Premier, «è il più poderoso della storia repubblicana». Una manovra che ha stuzzicato anche la stampa estera: secondo l’Economist, questa legge finanziaria, insieme alla riforma costituzionale appena approvata dal Senato, potrebbe portare l’Italia a divenire «il Paese più stabile d’Europa». Parole forti, ma che lasciano intendere che anche oltre confine la strada intrapresa dall’Italia può essere davvero quella giusta.

 

 

Il nodo Europa. Chi invece potrebbe non essere per nulla convinta di questa manovra è l’Ue. Già nelle scorse settimane, il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombroviskis aveva criticato la scelta di Renzi di detassare, in maniera massiccia, i privati piuttosto che le imprese. Un possibile scontro, quello che pare profilarsi fra Italia e Bruxelles, su cui poggiano la lente anche molti quotidiani esteri, Wall Street Journal e Financial Times su tutti. Ma Renzi, oltre a ribadire che questa finanziaria mira a sgravare sia i singoli cittadini che le imprese, ha già dichiarato che «se l’Ue dovesse bocciare questa legge di stabilità, gliela ripresenteremo tale e quale. In questi anni c’è stata troppa subalternità nei confronti degli eurocrati». La preoccupazione di Bruxelles è fondamentalmente legata al bilancio: si tratta effettivamente di una finanziaria che aumenterà la spesa pubblica, ma il Governo è convinto che spendere sia l’unico modo per far ripartire l’Italia, in una posizione di forte contrasto con l’austerità tanto cara ai palazzi europei.

Dalla sua, Renzi è forte delle stime al rialzo che il Paese vanta da diversi mesi a questa parte e di quelle di Ocse e Fondo monetario internazionale, che prevedono una sempre maggior ripresa dell’Italia e, dunque, un calo del debito nonostante la spesa preventivata. L’obiettivo del Premier, nemmeno così irrealistico stando alle stime, è quello di portare la crescita dell’Italia entro il 2017 al 2 percento, come la Germania. Una bella sfida, che questa legge di stabilità ha definitivamente lanciato.

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