Cronaca
Uno studio americano

Le ragazze a scuola sono le migliori Ma se si ritardasse l'ora di inizio...

Le ragazze a scuola sono le migliori Ma se si ritardasse l'ora di inizio...
Cronaca 06 Settembre 2016 ore 07:30

Le ragazze sono più brave. Almeno a scuola dove, rispetto ai compagni, eccellerebbero soprattutto nelle materie umanistiche come la lettura o la scrittura, lasciando invece qualche punto nei test internazionali di matematica ai maschi. Tuttavia uno studio americano dimostrerebbe che se le lezioni si svolgessero nel pomeriggio, o solo se si ritardasse di qualche ora l’inizio delle lezioni, il suono della campanella posticipato avvantaggerebbe soprattutto gli alunni maschi.

Perché le ragazze sono più brave a scuola. È presto detto, secondo gli esperti statunitensi: l'ambiente scolastico, come è attualmente strutturato, favorirebbe le studentesse perché sono più diligenti, meglio organizzate, più riflessive; tutte qualità che si riflettono in migliori voti nelle prove  scolastiche e in pagella. Tesi cui fa eco anche l’opinione dei nostri esperti, che spiegano le migliori performance delle ragazze attribuendole a uno sviluppo fisico e psicologico più precoce rispetto a quello del maschio, tanto più evidente in età adolescenziale, quella in cui si gioca appunto il tutto e per tutto fra i banchi di scuola.

 

 

C’è un però. Se appare dunque evidente che le alunne hanno risorse psico-emotive e mezzi migliori per affrontare le sfide scolastiche, di qualunque natura esse siano, la teoria americana dell’influenza ambientale ha fatto riflettere sull’ipotesi di cambiare qualche cosa nella tabella di marcia delle lezioni. Spostando cioè le lezioni al pomeriggio o anche ritardandole di qualche ora. Una rivoluzione oraria che verrebbe poco o mal tollerata dalla metodicità femminile, almeno secondo una recente ricerca svolta da un gruppo di economisti dell'Università della California a Davis, negli Stati Uniti, fra studenti delle scuole superiori. Infatti, in occasione delle lezioni posticipate, i ragazzi avrebbero la meglio sulle compagne e potrebbero cominciare a dare un po’ di filo da torcere alle ragazze, senza però riuscire ancora a superarle in bravura, ma solo rivaleggiando un po’.

 

 

Lo studio. La conferma arriverebbe da uno studio nel quale, per un intero anno scolastico, gli studenti americani hanno partecipato a lezioni che avevano inizio alle 7.30 del mattino e il mese successivo alle 13.30. Ebbene, nei mesi in cui le lezioni si sono svolte nel pomeriggio, i maschi hanno ottenuto voti migliori in compiti e verifiche rispetto a quelli totalizzati con le lezioni mattutine. Anche un secondo studio che ha riguardato alcuni studenti della US Air Force Academy selezionati a caso per prendere parte a lezioni in orari molto mattutini, avrebbero mostrato performance peggiori per tutto l’arco della giornata rispetto a quelle ottenute nel corso di lezioni svolte in orari canonici. Con svantaggi maggiori per i gufi, i ragazzi cioè che faticano a svegliarsi presto al mattino e carburano, anche a livello mentale, con più ritardo o in ore più avanzate della giornata. Così, in base a queste prime evidenze, alcuni distretti scolastici americani hanno cominciato a proporre di ritardare la campanella, sostenuti anche dalle raccomandazioni dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) che invitavano a non iniziare le lezioni prima delle 8:30, al fine di garantire agli alunni un giusto numero di ore di sonno e riposo. Indicazione seguita però al momento solo in 5 distretti scolastici su 6.

 

 

Cosa pensano i nostri esperti sulle lezioni pomeridiane. L’opinione generale non è favorevole, a causa dell’alternanza di sonnolenza e picchi di memoria tipica del pomeriggio, mentre è avvalorata l’idea che si possa trarre beneficio da un inizio posticipato delle lezioni. Ovvero occorrerebbe che la campanella non suonasse mai prima delle 10: infatti alle 8:30, i ragazzi e gli adolescenti sono solo fisicamente desti mentre tutte le funzioni, comprese quelle mentali, ancora dormirebbero o sarebbero rallentate, tanto più che alcuni studi di psicologi francesi attesterebbero anche che la memoria a breve termine, quella deputata a capire meglio, arriva al punto di massima efficacia intorno alle 11. Dunque, il suggerimento è quello di schedulare lezioni quali quelle di matematica tra le 11 e le 13, mentre per materie in cui è richiesta una memoria a lungo termine, come ad esempio la storia o per fissare nuove nozioni, le ore più indicate sarebbero dalle 15 alle 17. Di contro, le peggiori sono le ore fra le 14 e le 14 in cui si avrebbe il  maggior picco di sonnolenza diurna. E come comportarsi per i compiti in classe? Mai programmarli alla prima ora, ma sempre dalle 10:30-11, momento in cui la mente è più attiva e vivace e i risultati possono essere decisamente migliori. Ovvero con pochi segni di matita blu da parte dei professori e migliore soddisfazione e motivazione allo studio per gli alunni.

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