lo studio di Sara Assicurazioni

Le seconde case per i bergamaschi: non solo meta per le vacanze, ma anche investimento

Dopo anni di crisi, questa estate di convivenza col Covid potrebbe rilanciarle. Per questo è interessante capire cosa rappresentino per i bergamaschi

Le seconde case per i bergamaschi: non solo meta per le vacanze, ma anche investimento
09 Giugno 2020 ore 15:44

Nonostante il virus sia ancora in circolazione, con l’estate ormai alle porte e la possibilità di spostarsi tra le regioni è tornato alla ribalta il tema delle seconde case: stando a quanto riporta l’Agenzia delle Entrate in Italia sono 5,5 milioni gli immobili appartenenti a questa categoria.

Ma che cosa rappresenta tradizionalmente questo bene per i bergamaschi? Come evidenzia l’Osservatorio Sara Assicurazioni, compagnia assicuratrice ufficiale dell’Aci (automobile club italiano), il 51 per cento considera le seconde case come una meta abituale di ferie e soggiorni più o meno lunghi. Tuttavia, il 22 per cento le ritiene una vera e propria forma di investimento, persino un investimento di più di lungo termine per il futuro dei figli (18 per cento degli intervistati) e una fonte di reddito per la famiglia (8 per cento del campione).

Fondamentale poi, per il 73 per cento delle persone, risulta essere la zona in cui si trova la casa, che sia in montagna o al mare, tanto che l’8 per cento degli intervistati è disponibile a chiudere un occhio sul comfort che la struttura è in grado di offrire.

«La nostra ricerca ha restituito un quadro ben preciso del significato che questo bene ricopre, sotto diversi punti di vista – commenta Marco Brachini, direttore marketing, brand e customer relationship di Sara Assicurazioni -. Le seconde case rimangono spesso incustodite per lunghi periodi. Proprio per questo è opportuno proteggere questo bene con le migliori soluzioni: in particolare, una polizza assicurativa offre ampie tutele contro i rischi a cui sono più esposte come i furti o i possibili danni causati, ad esempio, da perdite d’acqua cui non si provvede in tempo proprio perché non si è presenti, oppure i possibili danni provocati a terzi».

Le preoccupazioni economiche maggiori risultano essere quelle legate alla possibile svalutazione che può interessare l’immobile (41 per cento degli intervistati), seguite dai possibili danni, sia strutturali sia di piccola entità, con le relative spese (29 per cento). Vi sono infine i timori di furti (22 per cento) e di atti vandalici (8 per cento).

Per proteggere le seconde case, tra le soluzioni ritenute più efficaci c’è l’istituzione di una polizza assicurativa (63 per cento), seguita dall’installazione di un impianto di allarme (16 per cento). Una piccola percentuale si affiderebbe ai vicini (2 per cento) e soltanto il 16 per cento non ricorrerebbe a nessuna soluzione specifica.

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