Gender gap nel mondo

Le studentesse dei Paesi arabi sono molto più brave dei maschi

Le studentesse dei Paesi arabi sono molto più brave dei maschi
29 Novembre 2017 ore 09:15

Qual è il paese al mondo dove ci sono più donne con lauree scientifiche? Gli Stati Uniti? La Germania? L’India? Niente affatto. La culla di menti femminili votate alla scienze sono i Paesi arabi. Solo in Arabia Saudita, ad esempio, sono le donne ad avere la metà di tutte le lauree scientifiche.

I maschi studiano meno. Che le donne migliorino le loro prestazioni scolastiche man mano che acquisiscono diritti legali e politici è risaputo. Quello che stupisce è quanto i risultati dei ragazzi siano inferiori a quelli delle ragazze quando a queste ultime viene garantito l’accesso all’istruzione. Per di più, se dare alle ragazze la possibilità di studiare significa metterle – almeno in potenza – sulla strada del successo (scolastico e non), nei Paesi arabi non è lo stesso per i ragazzi. Spesso, infatti, quando ai bambini provenienti da famiglie a basso reddito viene dato accesso all’istruzione, non sempre i maschietti riconoscono le potenzialità della scuola per il loro futuro e per un miglioramento delle loro condizioni di vita. Nei Paesi arabi una ragazza che studia più di cinque ore al giorno è la normalità, mentre un ragazzo che passa un paio d’ore sui libri è un miracolo. Qual è la ragione di una così grande differenza?

 

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Il gender gap anche a scuola. La chiave – dicono gli esperti – è nella motivazione, carburante di tutti i successi scolastici, che, in Paesi dove c’è ancora disuguaglianza di genere, poggia su basi completamente diverse per uomini o donne. In Stati come la Giordania, il Qatar, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi solo un lavoratore su cinque è donna, mentre in Paesi ricchi come l’Oman ai ragazzi sono quasi sempre garantiti posti di lavoro in ambito governativo. È molto più facile, allora, per un ragazzo trovare un lavoro anche senza una buona istruzione né grandi performance scolastiche. Nel peggiore dei casi, il ragazzo eredita qualcosa da lontani parenti. Per una ragazza, invece, nei Paesi arabi raggiungere un’indipendenza professionale ed economica è molto più difficile.

La maggioranza delle scuole pubbliche, inoltre, ha un sistema educativo basato su una rigida divisione di genere: dopo la terza elementare maschi e femmine studiano in classi separate, le ragazze con insegnanti donne, i ragazzi con docenti uomini, i cui metodi sono solitamente più duri, ma non necessariamente più produttivi. La nozione di mascolinità, del resto, cozza contro il concetto di metodo, disciplina e successo scolastico. Totalmente contraria è, invece, la visione femminile dell’istruzione, vista come strumento di emancipazione e di riscatto.

 

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Le ragazze studiano di più, guardano meno videogiochi, sono più attente. Da loro, specialmente in Paesi dove la scuola alle donne non sempre è garantita, i genitori si aspettano il triplo dell’impegno rispetto ai fratelli maschi, che vengono lasciati liberi di uscire e divertirsi, mentre le ragazze sono spesso tenute in casa e sorvegliate a vista. Nel lungo termine, però, la libertà dei maschi gioca a loro sfavore, distraendoli dall’impegno scolastico, mentre le ragazze, che di opzioni ne hanno poche, studiano molto di più.

Un fenomeno, quello del gender gap in ambito scolastico, che sta raggiungendo proporzioni notevoli, tanto che molti Paesi arabi, come la Giordania o l’Oman, hanno avviato vasti studi sull’argomento, che si aggiungono alle tante pubblicazioni già esistenti, come A Most Masculine State: Gender, Politics and Religion in Saudi Arabia (Uno stato più maschile: genere, politica e religione in Arabia Saudita di Madawi Al-Rasheed).

 

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Diligenza e motivazione. Potrebbe darsi, come molte ricerche suggeriscono, che ai ragazzi serva più tempo per imparare a controllare i loro impulsi e concentrarsi sullo studio. Le ragazze, invece, sono più inclini ad esercitare la disciplina piuttosto che la competizione, la diligenza invece del rischio. In un mondo come quello dei Paesi arabi, però, ciò che non fa il sistema educativo, dove la competizione e l’arte del “correre rischi” vengono insegnate in scuole maschili, viene compensato dalla voglia di riscatto delle ragazze dalla loro conseguente motivazione, che le porta a raggiungere l’eccellenza in ambito scolastico. Il prossimo passo sarà per loro fare in modo che i titoli conseguiti, in stati dove, nonostante la loro istruzioni, le donne continuano a passare la maggior parte del tempo ai fornelli o accudendo i figli, diano i loro frutti.

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