Fulmine a ciel sereno

Le suore “fuggono” da Brignano: addio (in fretta e furia) da Sant’Agnese

Il notiziario parrocchiale: «Partite improvvisamente senza dare una spiegazione, in fretta e furia»

Le suore “fuggono” da Brignano: addio (in fretta e furia) da Sant’Agnese
01 Settembre 2020 ore 12:41

Le suore fuggono da Brignano: clamoroso addio senza preavviso dal convento di Sant’Agnese dopo la crisi Covid-19.

In fretta e furia. Erano arrivate nove anni fa, portando nuova vita nel convento di Sant’Agnese dolorosamente lasciato vuoto dalle suore di Maria Bambina, che a causa della crisi delle vocazioni, dopo 130 anni non potevano più mantenere la comunità brignanese. Ora, all’improvviso e senza il minimo preavviso per la comunità, le suore della congregazione spagnola “Hogar de la Madre” hanno deciso di lasciare per sempre Brignano. Sono infatti partite  a maggio, per l’emergenza Coronavirus, alla volta della Spagna, dove ha sede la loro Congregazione generale. Ma poi, a quanto pare in modo repentino,  hanno deciso di non tornare più e hanno scritto al parroco don Giuseppe Ferri una stringata lettera di addio. A rendere nota la clamorosa vicenda è stato lo stesso prevosto, con un articolo sul notiziario parrocchiale di questo mese. Ne parla il Giornale di Treviglio. La lettera delle suore: «Ci sentiamo un peso economico: ce ne andiamo per il bene della comunità e della parrocchia».

«Basiti: sono partite in senza confronto e dialogo». Il bollettino parrocchiale uscito in questi giorni non nasconde minimamente lo sconcerto della Parrocchia sulla vicenda: «Partite improvvisamente senza dare una spiegazione, in fretta e furia da Brignano a metà maggio scorso per tornare in Spagna presso la loro Casa Madre, lasciandoci basiti, le Suore si sono fatte vive a metà agosto con una lettera raccomandata spedita da Zurita (Zurita de Piélagos è il villaggio in Cantabria che ospita la sede della Congregazione de l’Hogar de La Madre, ndr) il 22 luglio e arrivata in Parrocchia il 13 agosto, comunicandoci senza un anticipato confronto e un necessario dialogo anche con i loro Superiori, la decisione di lasciare Brignano per insediarsi in altri luoghi più bisognosi della loro presenza». Segue la lettera delle suore, che pure non sono state particolarmente loquaci nel fornire spiegazioni sulla decisione di interrompere così improvvisamente l’attività della comunità parrocchiale.  «Senza alcuna retorica, leggendo la lettera, i parrocchiani potranno apprendere le motivazioni di tale scelta. A noi resta il dovere di rispettare la loro libertà organizzativa ma anche quella della gratitudine per il bene profuso in questi nove anni della loro presenza tra noi», è il cauto commento della Parrocchia, in calce all’articolo.

In paese dal 2011, dopo 130 con le Suore di Maria Bambina. Le suore della congregazione “Hogar de la Madre” erano arrivate a Brignano, nel convento di via Circonvallazione, nel 2011. Fino ad allora erano state le suore di Maria Bambina, a gestire la comunità religiosa femminile brignanese, fondata 130 anni prima. Poi, a causa della carenza di vocazioni e del pensionamento di diverse consorelle, era diventato impossibile per la congregazione bergamasca proseguire l’attività e con molto dispiacere la congregazione aveva deciso di chiudere. L’allora parroco di Brignano don Luciano Manenti aveva quindi intercettato la disponibilità di questa relativamente giovane congregazione spagnola, che si era resa disponibile a fondare una comunità a Brignano. Così dopo i primi abboccamenti con “Hogar de la Madre” erano stati intrecciati dal parroco stesso con il fondatore della congregazione don Rafael Alonso Reymundo. E dopo un viaggio, in marzo, a Santander (Spagna settentrionale) don Luciano aveva definito i dettagli del trasferimento e il 23 ottobre di quell’anno era avvenuto l’ingresso ufficiale della Congregazione.  Da allora, le suore spagnole avevano collaborato con l’oratorio e con l’asilo “Don Pietro Aresi”, organizzando eventi e incontri spirituali, e portando avanti l’esperienza di fede del carismatico fondatore nella comunità brignanese. Poco meno di nove anni dopo, l’improvviso e certamente non  annunciato addio.

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