La rivoluzione del quartiere

L’invasione dei b&b in Città Alta Adesso ce ne sono più di cento

L’invasione dei b&b in Città Alta Adesso ce ne sono più di cento
22 Gennaio 2018 ore 05:30

Continuano ad aumentare: bed&breakfast, case vacanze, affittacamere… avevamo calcolato che soltanto in Città Alta ce ne fossero una cinquantina. Ma siamo stati smentiti dall’Associazione Città Alta e Colli: pare proprio che si sia ormai oltre i cento. Se si considera che un bed&breakfast mediamente può offrire un paio di camere, il numero di visitatori ospitabili si fa notevole, così come l’impatto economico.

«Oggi come oggi – dice un gestore di bed&breakfast di Città Alta – se hai due camere da offrire, puoi guadagnare da vivere. Il conto è presto fatto: ogni camera varia di prezzo fra i 70 e i 90 euro, a seconda del periodo: se riempi le camere anche soltanto tre notti alla settimana porti a casa circa duemila euro al mese. Poi bisogna considerare la colazione, il lavaggio e lo stiro, la pulizia della camera e le tasse. Alla fine ti resta un po’ più del cinquanta per cento. Non fai il signore, ma vivi».

 

 

Cento b&b, perlomeno. Si tratta di una trasformazione che sta rivoluzionando la geografia umana di Città Alta, ma anche dei borghi. Negli Anni Cinquanta, la città sul colle aveva visto andarsene le sue classi popolari, dalla fine dei Settanta era cominciato l’arrivo della borghesia, le vecchie stamberghe erano state trasformate in case eleganti, le catapecchie in ambienti lussuosi. Dopo la sbornia dei condomini nella città al piano degli Anni Cinquanta e Sessanta, una nuova moda. Alla quale si aggiunse un altro fenomeno: l’arrivo dei milanesi che comperavano la casa nell’antica città, per passarci magari un pittoresco weekend.

Oggi una nuova svolta. Dice Nino Gandini, tra i fondatori dell’Associazione Città Alta e Colli, negli Anni Settanta: «La nostra associazione ha organizzato proprio su questo tema un incontro martedì sera (23 gennaio) al Maite, in Città Alta, vogliamo discutere del cambiamento della popolazione, del tessuto sociale delle nostre vie a partire dall’analisi dei numeri. Ebbene abbiamo appurato che tra case vacanze e bed&breakfast in Città Alta esistono oltre cento strutture che, considerando anche gli alberghi, offrono ottocento posti letto». Secondo i dati ufficiali del Comune di Bergamo, al primo gennaio del 2017, un anno fa, vivevano in Città Alta (e borgo Canale, esclusi i colli) 2.704 persone. Ottocento posti letto per il turismo significa circa un terzo dei residenti, un numero alto. D’altro canto, il numero dei posti letto è lievitato in questi ultimi cinque anni in conseguenza del grande sviluppo dell’aeroporto di Orio. Così viene spontanea una domanda: ma se i residenti sono praticamente gli…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 8 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 gennaio. In versione digitale, qui.

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