Le tre giovani partite di nascosto

Nella valigia delle tre ragazze partite per la Guerra Santa

Nella valigia delle tre ragazze partite per la Guerra Santa
11 Marzo 2015 ore 08:20

Telefono cellulare, biancheria intima, calze, trucco, epilatore. Tutte cose che non possono mancare nel bagaglio di una giovane ragazza che si prepara a una vacanza. Di solito le giovani più ordinate e scrupolose si segnano questi appunti a mano su un foglietto, in modo da non sbagliare e dimenticare qualcosa quando si fa la valigia, e così da ottimizzare pesi e spazi se si parte in compagnia. È quello che hanno fatto tre ragazze di nome Kadiza, Amira e Shamima, neanche 50 anni in tre. Si stavano preparando per un viaggio. Un lungo viaggio, da programmare nei dettagli. Fin qui tutto normale, o quasi. Perché la lista in questione è stata ritrovata nella camera da letto di una delle ragazze inglesi che sono partite per la Siria per arruolarsi tra le fila dell’Isis. Come foreign fighters o, più semplicemente, per diventare spose jihadiste.

Nulla è lasciato al caso. A riferirlo è il giornale inglese The Guardian, che racconta di una lista minuziosa, calcolata fin nei minimi dettagli. Dagli oggetti personali si arriva all’elenco delle spese da sostenere prima per arrivare in Turchia e poi da lì per entrare in Siria. Una lista che le famiglie non si spiegano. Sulla pagina strappata da un diario sono annotate le cose che servono per il viaggio, accanto a ogni voce ci sono le iniziali della ragazza incaricata di comprarle.

Ognuna ha un compito. C’è quella che deve comprare l’epilatore a 50 sterline, e quella che deve comprare due set di biancheria intima a 12. Poi ci sono i calzini: 4 sterline. Si fa economia sul telefono cellulare, ne basta uno da 75 sterline. Poi ci sono i biglietti aerei, quelli del pullman per arrivare al confine con la Siria, i soldi per i visti, quelli per alloggiare una o due notti in hotel, quelli per i taxi. E poi un altro piccolo gruzzoletto per le spese impreviste.

 

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L’incredulità della famiglia e la reclutatrice di spose jihadiste. Quello che le famiglie delle tre adolescenti non riescono a capire è da che parte siano arrivati i soldi. In tutto poco più di duemila sterline, circa 3000 euro. Forse a dar loro una mano potrebbe essere stata colei che è diventata la principale reclutatrice di spose jihadiste. Si chiama Aqsa Mahmood, è una ragazza scozzese di 20 anni, si è formata nelle migliori scuole di Glasgow e ora guida una brigata femminile che a Raqqa sorveglia i bordelli con le donne-schiave destinate ai miliziani dello Stato Islamico.

La reclutatrice. Nata in uno dei quartieri più ricchi di Glasgow, dove il padre Muzaffar era arrivato negli anni Settanta forte della sua fama (era il primo giocatore di cricket pakistano in Scozia), dal novembre 2013 Aqsa è in Siria, scappata dalla famiglia a cui ha detto di voler fare un viaggio. Si è arruolata nella jihad, sposata con un jihadista e ha fatto carriera nella struttura interna al sedicente califfato di al Baghdadi. Le spose jihadiste che lei recluta arrivano da tutto il mondo. Secondo alcune stime, riportate dal New York Times, sarebbero il 10% dei foreign fighters, il cui totale si aggirerebbe intorno alle 20.000 persone. La maggioranza delle mogli avrebbe tra i 18 e i 25 anni. Le ragazze proverrebbero soprattutto da Francia e Regno Unito, ma anche da Austria, Belgio e Spagna. Un quarto del totale sarebbe andata in Siria accompagnata da membri della famiglia.

L’identikit della sposa jihadista. Donne ancora giovani, a volte giovanissime, molte minorenni,che vanno alla “guerra santa” per servire ai bisogni sessuali dei guerrieri maschi, spesso conosciuti in chat a distanza. È stato così anche per le tre ragazze inglesi che, proprio perché adolescenti e quindi ancora acerbe e incoscienti di ciò che le attende, prima di partire hanno voluto stilare la loro checklist per il viaggio.

Le tre ragazze inglesi. Della sedicenne Kadiza Sultana e delle due quindicenni Amira Abase e Shamima Begum si erano perse le tracce dopo che una ventina di giorni fa si erano imbarcate su un volo all’aeroporto londinese di Gatwick diretto a Istanbul. Si ritiene che le ragazze siano passate dalla Turchia alla Siria attraverso la città di Arai e ora potrebbero trovarsi a Raqqa, roccaforte degli jihadisti, in una casa controllata da un’altra una ragazza britannica, pare una loro ex compagna di scuola partita per la Siria a dicembre, che ha fatto da tramite per il loro ingresso nei due Paesi. Un video le ritrae alla stazione degli autobus in Turchia mentre aspettano la coincidenza per arrivare fino al confine siriano, e un altro video le mostra sorridenti e sciolte mentre stanno per imbarcarsi a Gatwick. Sono vestite come la maggior parte delle loro coetanee, solo una indossa un velo che le copre parzialmente i capelli. Tutte hanno pantaloni, maglia e scarpe sportive, sono vestite alla moda. La stessa ragazza che porta il velo ha il tocco fashion dato da una sciarpa maculata.

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