Lo racconta L'Eco di Bergamo

Lo strano caso della bergamasca morta da 24 anni, ma in realtà viva

Lo strano caso della bergamasca morta da 24 anni, ma in realtà viva
Cronaca 23 Febbraio 2016 ore 12:30

Monica Chiari è morta 24 anni fa, il 10 ottobre 1992. E a raccontare la sua storia è proprio lei a L’Eco di Bergamo. Assurdo? Decisamente. Tranquilli però, non ci troviamo di fronte a nessun caso in stile The Walking Dead, ma semplicemente a un surreale errore dell’Inps, secondo cui la signora Chiari, che oggi ha 46 anni, è madre di un figlio e vive a Quintano di Castelli Calepio, sarebbe deceduta quasi un quarto di secolo fa.

 

inps pensioni

 

Il caso è venuto a galla pochi giorni fa. Monica soffre di importanti problemi cardiaci che le sono stati diagnosticati nel 1988. La malattia da cui è affetta si chiama cardiomiopatia dilatativa: ne soffrono tra le 5 e le 8 persone ogni 100mila individui, ma in realtà la percentuale potrebbe essere molto più alta dato che questa condizione patologica del cuore non è semplice da diagnosticare. Spesso, infatti, l’unico sintomo è un dolore toracico aspecifico. Le conseguenze, però, sono pesanti visto che colpisce prevalentemente il ventricolo sinistro del cuore, la parte che invia il sangue nel resto dell’organismo attraverso l’aorta. Più semplicemente, la cardiomiopatia dilatativa è un ingrossamento del ventricolo, che si associa a una ridotta capacità di pompare il sangue ed è una malattia che, se non trattata, nel tempo può portare a scompensi cardiaci. Per questo Monica Chiari è ritenuta una invalida civile al 70 percento.

Qualche giorno fa, la 46enne ha deciso di controllare la sua posizione contributiva. Ha preso il telefono e ha contattato l’Inps. Ed è allora che ha fatto l’amara scoperta: in realtà Monica, senza saperlo, è morta da circa 24 anni. Uno choc, ma anche la consapevolezza che a sbagliare non è di certo lei, visto che viva è viva. Decide allora di fare alcuni tentativi per entrare nella propria pagina dedicata sul sito dell’Inps attraverso il suo Pin, ma ogni tentativo risulta vano. Del resto, se è morta… Armata di documenti e della propria corporeità (elemento di non poco conto quando ti ritengono morta), la 46enne prima telefono al centralino dell’Inps e successivamente si reca allo sportello di Grumello. La reazione degli impiegati è quella di chi pare aver visto un morto: nel loro database, infatti, risulta che la signora Monica Chiari è deceduta il 10 ottobre 1992. Eppure se la trovano davanti, viva e vegeta. Sfortunatamente, ora, a dover risolvere questo bel garbuglio è la burocrazia italiana, che, si sa, non brilla certo per efficienza.

 

morte gaetana simoni

[Il documento che attesta la “morte” di Gaetana Simoni (foto Nuova Ferrara)]

 

Lo dimostra un caso simile, venuto alla ribalta delle cronache nel novembre scorso e con protagonista Gaetana Simoni, 43enne di Comacchio che, però, risulta morta il 13 agosto 2012 per lo Stato italiano. Come raccontava la Simoni a la Nuova Ferrara, dimostrare di essere ancora in vita non è affatto semplice. Gaetana racconta che in questi tre lunghissimi anni ha fatto tutto quello che le è stato detto, è passata da un ufficio all’altro, è stata rimbalzata da una “sezione” a un’altra, senza però venire mai a capo della questione. È per questo che, dopo anni di lotta silenziosa e solitaria, ha deciso di rendere pubblica la sua storia. Auguriamo a Monica maggior fortuna, ma per, ahinoi, dubitiamo che i farraginosi meccanismi che muovono gli ingranaggi burocratici di questa nostra Italia riescano a risolvere la situazione con rapidità. Eppure capire se una persona è morta o meno non è poi così complicato, no?

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