Le indagini degli studiosi

L'orario di inizio scuola è giusto? Una questione tra Usa e Italia

L'orario di inizio scuola è giusto? Una questione tra Usa e Italia
Cronaca 11 Settembre 2017 ore 09:18

Per chi suona la campanella? Per tutti gli studenti dell’obbligo italiani, chiamati a riprendere l’anno scolastico. Per alcuni è già iniziato ma per i più la data fatidica intercorrerà tra l’11 e il 15 settembre. Con un dibattito ancora aperto: meglio mantenere, anticipare o posticipare l’orario di inizio delle lezioni che in Italia si aggira attorno alle 8:00-8:15? Il parere, secondo una indagine condotta negli Stati Uniti e i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Sleep Medicine, è fifty-fifty, ovvero c’è chi è pro e chi contro al cambiamento al 50 per cento, mentre in Italia l’assenso allo stato d’orario attuale sarebbe unanime sia da parte dei genitori che degli esperti. E le ragioni sembrerebbero più che attendibili.

 

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Il sondaggio americano. L'indagine Usa ha riguardato oltre 550 genitori con figli di età compresa tra i 13 e i 17 anni, chiamati a esprimere la loro preferenza, a favore o in dissenso, in merito all’orario di inizio delle lezioni, che in America suona almeno per circa l’88 per cento di studenti prima delle 8:30. L’indagine, però, non ha portato a nulla di fatto, poiché il 51 per cento delle famiglie si sarebbe dichiarata più che favorevole a un ingresso posticipato, dopo le 8.30 o anche ben oltre, contro la restante metà, che invece approva un inizio mattiniero. Complice il fatto che questo orario consente di accompagnare i figli a scuola e organizzare al meglio gli impegni extrascolastici, sportivi e non, pomeridiani. Un esperimento posticipato, in alcune scuole americane di specifici distretti, è però stato fatto e avrebbe dato risultati positivi, ovvero una maggiore  efficacia di prestazione, non tanto nelle lezioni propedeutiche mattutine, quanto piuttosto in attività atletiche e sportive nelle quali i ragazzi americani sono attivamente coinvolti, anche nei programmi scolastici stessi.

 

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Cosa ne pensano gli italiani. Genitori ed esperti del Belpaese dicono invece sì e confermano l’orario attuale di inizio delle lezioni: entro le 08:15 del mattino. Le ragioni sono presto dette: stante che i ragazzi restano a scuola tra le 4 e le 6 ore giornaliere con conclusioni, in determinati giorni della settimana già intorno alle 14, posticipare le lezioni significherebbe ritardare e scalare in avanti tutti gli impegni pomeridiani, dalle ore di studio e di compiti allo svolgimento delle attività extra scolastiche. Costringendo a una rimodulazione del piano abitudinario e familiare in avanti, cioè più verso sera, con un rischio maggiore nelle grandi città dove il peso del rientro a casa, in termini di traffico e intasamenti vari, si fa particolarmente sentire. Non è, tuttavia, solo questione di tempo, perché gli esperti sollevano un altro aspetto altrettanto importante: quello della resa scolastica. Infatti gli alunni sono più partecipativi e attivi, anche a detta degli insegnanti, nelle prime ore del mattino, poi già si comincia ad avvertire un calo della concentrazione e attenzione, tanto più evidente mano a mano che ci si avvia verso il suono della campanella che annuncia la fine della giornata di scuola. Dunque in Italia l’orario attuale delle lezioni sarebbe promosso a pieni voti, senza necessità, nemmeno supposta, di debiti formativi da recuperare o rivalutare.

 

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Qualche precauzione. L’orario da solo non basta però a fare rendere gli alunni a scuola. Occorre fare attenzione soprattutto al sonno, dicono gli esperti, che per i ragazzi delle medie o liceali dovrebbe aggirarsi tra le 8 e le 10 ore a notte e mai meno, mentre per i più piccoli è bene prevedere un calendario notturno di buon risposo tra le 9 e le 12 ore. Ma che cosa significa qualità del sonno, che deve interagire sinergicamente con la quantità? Fare in modo che non si attuino interferenze disturbanti spesso causate dall’uso di device elettronici, come smartphone, tablet, social e pc, protratto fino a qualche minuto prima dell’addormentamento, eccitando così il sistema sonno/veglia. Il rimedio perché ciò non accada è facilmente attuabile: occorre che mamma e papà insegnino, senza imporre, ai propri ragazzi a uscire dai dispositivi almeno mezz’ora prima di spegnere la luce. Infatti l’iperattività indotta dal mezzo elettronico potrebbe alterare non solo la qualità del sonno, ma anche ridurre le ore dormite con chiari segni poi mattutini e scolatici di possibile iperattività compensatoria, associata appunto a  una carenza di sonno. Mentre ore di sano e buon riposo assicurano più attenzione, apprendimento, regolazione delle emozioni e del comportamento, in generale migliorando la qualità di vita del ragazzo. Con ripercussioni positive anche su voti scolastici migliori. Per la felicità di alunni, mamme e papà e insegnanti.