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L’Ostello di Monterosso è salvo Ma un punto di domanda c’è

L’Ostello di Monterosso è salvo Ma un punto di domanda c’è
05 Settembre 2019 ore 09:20

Sul portale booking.com ha una valutazione di 8,2 su 10 frutto di ben 2.136 recensioni; su Google, invece, vanta oltre 4 stelline su 5, “voto” figlio di 431 recensioni. Insomma, l’Ostello di Bergamo in Monterosso piace. E la gestione svolge, almeno secondo l’utenza, al meglio il proprio lavoro. Per questo ha lasciato tutti a bocca aperta la notizia apparsa il 23 agosto su L’Eco di Bergamo che parlava di «fallimento» della Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù (Aig), realtà a cui la Provincia di Bergamo (titolare dell’immobile) nel 2005 ha affittato la struttura. Effettivamente, la notizia è vera: l’Aig è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma. Ma l’ostello di via Ferraris è, dall’aprile 2016, gestito dal consorzio Italia Holiday Service, a cui la stessa Aig ha affittato il ramo d’azienda. In altre parole, chi ha portato la struttura a essere una delle più apprezzate sui portali dedicati è ancora vivo e vegeto.

Allo stesso tempo, però, è anche vero che il consorzio è indietro nei pagamenti del canone dovuto alla Provincia. Una situazione figlia dell’importante investimento che l’Italia Holiday Service ha dovuto compiere nel 2016 per sistemare la delicata situazione lasciata dalle precedenti gestioni. «Quando siamo subentrati – spiega il presidente del consorzio, Maurizio Forchini -, i dipendenti non venivano pagati da due anni e la struttura necessitava di molti lavori. Abbiamo messo soldi, tanti, per sistemare tutto, aprendo anche dei mutui. Abbiamo pensato prima ai lavoratori e poi ai lavori, che ci sono stati detratti dalla quota dovuta alla Provincia per l’affitto. Non dimentichiamo poi la qualità del servizio che offriamo, confermata dai rating dell’utenza. Se offrissimo colazioni di minor qualità e meno servizi, probabilmente avremmo più soldi a disposizione, ma questo è un bene di proprietà pubblica. Gestirlo in un certo modo è, per noi, anche una forma di rispetto. È vero quindi, non abbiamo pagato tutto il dovuto, ma lo stiamo facendo con un piano di rientro pattuito con la Provincia stessa».

Conferma la situazione anche il numero uno di via Tasso, Gianfranco Gafforelli, che nei giorni scorsi ha incontrato proprio Forchini e che si dice tranquillo circa la gestione della struttura. Resta però il punto di domanda sul futuro: con il fallimento di Aig cambierà qualcosa? Questo lo si saprà soltanto tra un po’ di tempo, quando i curatori fallimentari prenderanno in mano le carte e valuteranno il da farsi. Parallelamente, anche la Provincia valuterà come muoversi, ma l’intento di via Tasso sembra quello di confermare la gestione almeno fino al 2023, anno in cui scadrà il contratto in essere.

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