God save the Dea, la storia è nerazzurra

God save the Dea, la storia è nerazzurra
21 Novembre 2017 ore 09:00

Secondo tempo

La ripresa inizia con gli stessi 22 del primo tempo. Gasperini, alla fine, ha scelto di non sostituire Masiello, anche se Caldara continua a scaldarsi. Al 47′, però, l’Atalanta ha la grande occasione: Cristante si incunea stupendamente in area e viene abbattuto da Williams (già ammonito e graziato dall’arbitro). Rigore. Gomez, dal dischetto però, la calcia in bocca a Robles e sulla ribattuta Freuler non riesce a far gol calciando ancora addosso al portiere avversario. Che occasione gettata al vento! Per il capitano inizia una sorta di sfida personale con Robles e si conquista un angolo su cui Cristante, di testa, va vicinissimo al secondo gol. Ci prova anche de Roon, ma il suo destro è fuori di poco. Bellissima partita adesso. L’Everton risponde con una punizione di Rooney che non ha sviluppi, ma è ancora l’Atalanta più pericolosa con Hateboer che penetra in area resistendo al difensore avversario e calcia di potenza, ma il portiere avversario mette in angolo. Prova e riprova, alla fine, finalmente ecco il raddoppio nerazzurro. Ed è ancora Cristante, con una spizzicata d’astuzia su calcio d’angolo, sbucando sul primo palo tra due difensori avversari. E ora a Goodison Park si sentono solo e soltanto i nostri. Una bolgia meravigliosa. Al 71′, lampo dell’Everton: gran movimento di Mirallas alle spalle di Palomino, cross rasoterra arretrato per Ramirez che calcia benissimo in diagonale e riapre il match. Almeno per l’orgoglio Toffees. L’Atalanta, come spesso accade quest’anno, cala nel finale e lascia spazio agli avversari: Ramirez ci prova da fuori con Berisha che di pugno mette in angolo; all’84’, invece, Keane si butta in avanti e di testa colpisce una clamorosa traversa. Tutto fermo però, il 4 dell’Everton infatti aveva commesso fallo. Portiamoci a casa questa vittoria, dai! E alla fine la chiude, a sorpresa, Gosens: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l’esterno tedesco da fuori area pesca un mancino pazzesco che bacia il palo e chiude la partita. Stupendo 1-3 nerazzurro. Anzi, fate 1-4: appena due minuti dopo, all’87’, è Cornelius a partecipare a questa meravigliosa festa. Il danese si porta a spasso tre difensori avversari e buca Robles. È un trionfo atalantino. Che si chiude al 90′, quando Cornelius segna ancora per il 1-5 finale. Che serata pazzesca, non ci sono aggettivi.

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Primo tempo

A sorpresa, Hateboer gioca a sinistra e Castagne, preferito a Gosens, gioca a destra. Cristante, invece, va a fare il trequartista di destra. I primi minuti sono tutti dell’Everton, che parte forte e mette subito pressione alla retroguardia nerazzurra, sebbene non crei nessuna azioni realmente pericolosa. Finalmente, poco prima del decimo di gioco, l’Atalanta mette la testa fuori dalla propria metà campo: Castagne guadagna un bel corner, sul quale sviluppo Gomez mette in mezzo un buon traversone. Keane rinvia alla “viva il parroco” e manda il pallone dalle parti di Masiello, che colpisce di testa da buona posizione ma manda fuori fuori. L’Atalanta sembra essersi svegliata e al 12′ ecco il gol: meravigliosa discesa sulla destra di Castagne, che arriva sul fondo e mette in mezzo un pallone semplicissimo che Cristante deve solo appoggiare a rete per lo 0-1. La storia si avvicina. L’Everton, dopo il buon avvio, mostra segni di cedimento e i nerazzurri alzano il ritmo di gioco, controllando il risultato e coprendo bene il campo. Gomez in gran serata: salta sempre l’uomo e guadagna calci di punizione importanti per rompere il ritmo del gioco. Al 29′, prima vera (e grandissima) occasione per l’Everton: Mirallas sfrutta un erroraccio di Palomino e calcia, ma è bravo a respingere Berisha. La palla arriva sui piedi di Ramirez che, con tutta la porta davanti, riesce a calciare incredibilmente alto. Che brivido, i padroni di casa stanno rialzando la testa. Al 37′, miracolo di Toloi: su una bella azione dei padroni di casa, Berisha non esce e la palla resta in area, ci si avventa Davies che è bravissimo a calciare ma ancora più bravo è Toloi a respingere di testa proprio sulla linea. L’arbitro assegna tre minuti di recupero prima della fine del primo tempo, anche per colpa di un durissimo intervento di Williams su Masiello: Caldara è pronto a prendere il suo posto, ma Gasperini preferisce aspettare l’intervallo. Che si chiude con l’Atalanta in vantaggio per un gol e il Lione avanti per due gol a zero sull’Apollon. Con questi risultati, la Dea è qualificata matematicamente al novantanove per cento.

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Le formazioni

L’attesa è finita, ci siamo. Everton e Atalanta si affrontano sullo storico campo del Goodison Park per la quinta partita della fase a gironi di Europa League. Gli inglesi sono ormai fuori dai giochi, i nerazzurri cercano invece una storica qualificazione ai sedicesimi di finale. Basterebbe un pari, o addirittura una sconfitta dell’Apollon in quel di Lione, ma Gasp lo ha detto, «vogliamo andare avanti con le nostre forze». E allora il sogno è la vittoria. Ecco le formazioni ufficiali.

 

 

Everton (4-2-3-1): Robles; Kenny, Williams, Keane, Cuco Martina; Baningime, Davies; Klaassen, Rooney, Mirallas; Ramirez.

Atalanta (3-5-2): Berisha; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, Cristante, de Roon, Freuler, Castagne; Petagna, Gomez.

 

 

Il pre-partita
di Fabio Gennari

Ci siamo, il grande giorno è arrivato. Questa sera a Goodison Park, l’Atalanta di Gasperini cerca la qualificazione matematica ai sedicesimi di finale di Europa League contro l’Everton. Si gioca a Liverpool, da Bergamo sono arrivati in oltre tremila per una partita che conta tantissimo per la gente ma, paradossalmente, ha un valore relativo per la classifica del girone. L’Atalanta di Gasperini, infatti, ha molto più di un piede al prossimo turno, ma è indubbio che centrare la qualificazione in uno degli stadi più vecchi d’Inghilterra rappresenta una grande possibilità.

 

 

La situazione del girone. La classifica del Girone E di Europa League vede Atalanta e Lione appaiate a quota 8 punti, l’Apollon Limassol a 3 punti e l’Everton (già eliminato) fermo ad 1 punto. Senza il gol del pareggio subito a Nicosia proprio sul filo di lana, l’Atalanta sarebbe già qualificata, ma è chiaro che ormai la situazione è quasi definita. Perché tutto resti in gioco fino al prossimo 7 dicembre, dovrebbe accadere qualcosa di incredibile: Dea sconfitta a Liverpool e Lione sconfitto in casa dai ciprioti. Il calcio è bello perché non regala mai certezze assolute, ma è quantomeno auspicabile che i francesi chiudano la pratica un po’ per tutti. Va bene che Gasperini in conferenza stampa ha dichiarato che vuole passare il turno contando solo sulle sue forze, ma non va dimenticato che è soprattutto il Lione a rischiare in caso di sconfitta interna: all’ultimo turno, se i francesi non ottenessero i tre punti a Reggio Emilia, il rischio d’eliminazione sarebbe comunque alto.

Come sta l’Everton. La formazione inglese ha cambiato guida tecnica rispetto alla partita di andata. L’olandese Koeman ha lasciato la panchina, al suo posto per ora c’è il tecnico delle giovanili Unsworth nelle vesti di traghettatore e la società sta cercando un nuovo mister. La situazione per gli inglesi è molto complicata: nonostante un mercato importante, la squadra è già eliminata dall’Europa League e in campionato vivacchia ai margini della zona retrocessione con evidenti problemi tecnico-tattici. Il sedicesimo posto con soli 12 punti in 12 giornate è maturato grazie a tre vittorie e tre pareggi con ben sei sconfitte già subite. Le scelte di formazione del tecnico Unsworth dovrebbero essere pesantemente condizionate dai prossimi due impegni: l’Everton domenica pomeriggio alle 14.30 affronterà in trasferta il Southampton (13 punti in classifica) con la concreta possibilità di dare grande respiro alla sua classifica, visto che nel giro di tre punti ci sono ben sette squadre, e anche il turno infrasettimanale in programma il prossimo 29 novembre in casa contro il West Ham (9 punti) lascia pensare che con la qualificazione in Europa League ormai sfuggita, gli inglesi facciano più di un ragionamento in ottica turnover.

 

 

Le scelte del Gasp. Il tecnico Gasperini ha portato a Liverpool praticamente tutti i giocatori disponibili. A Bergamo è rimasto, dei titolari, solo Spinazzola, che è alle prese con un fastidio muscolare, e al suo posto dovrebbe giocare Robin Gosens con Castagne sulla fascia destra: il numero 8 tedesco è stato provato nella rifinitura sotto la pioggia del Goodison Park, mentre sulla corsia di destra si va verso un ballottaggio tra Hateboer e il giovane belga. In difesa, le condizioni di Caldara saranno valutate all’ultimo ma il terzetto che si muoverà davanti a Berisha dovrebbe essere quello composto da Masiello, Toloi e Caldara. Sulla linea di centrocampo, dopo l’ottima prestazione di Milano, Marten de Roon avrà un’altra maglia da titolare vicino al rientrante Freuler: Cristante sarà schierato ancora nella posizione di raccordo tra centrocampo e attacco con Petagna centravanti e Gomez a fare da guastatore sulla corsia mancina. L’escluso dovrebbe essere quindi Ilicic, lo sloveno sarà quasi certamente chiamato a dare una mano durante la sfida e i suoi gol decisivi contro l’Apollon (andata e ritorno) lo mettono comunque tra i papabili. Attenzione, infine, a Cornelius e Orsolini che in caso di necessità potrebbero essere impiegati.

Le terze della Champions. In attesa di capire come saranno le classifiche dei vari gironi di Europa League, il quinto turno di Champions League giocato tra martedì e mercoledì ha già dato qualche verdetto. Nel Gruppo A, il successo del Basilea sul Manchester United ha mischiato clamorosamente le carte: gli inglesi sono primi a 12 punti con gli svizzeri a quota 9 in compagnia del CSKA Mosca. Nel Gruppo B è tutto definito con il Celtic al praticamente qualificato come terzo (3 punti, Anderlecht a quota 0), nel Gruppo C il successo dell’Atletico Madrid sulla Roma per 2-0 rimette in corsa la formazione spagnola (6 punti, la formazione di Di Francesco è seconda a 8) e tutto si deciderà all’ultimo turno con Chelsea-Atletico e Roma-Qarabag. Il Gruppo D vede Juventus (8 punti) e Sporting Lisbona (7 punti) impegnate nel testa a testa finale (i lusitani però devono vincere a Barcellona per sperare nel secondo posto), nel Gruppo E Spartak Mosca (6 punti) e Siviglia (8 punti) si giocano secondo e terzo posto al fotofinish, mentre nel Gruppo F il Napoli (6 punti) deve vincere in Olanda contro il Feyenoord sperando che il Manchester City batta in casa lo Shaktar (9 punti). Nel Gruppo G, il testa a testa tra Porto e Lipsia è totale (7 punti), mentre il Gruppo H potrebbe addirittura regalare una sorpresona: chi tra Borussia Dortmund e Apoel Nicosia (2 punti a testa) ce la farà?

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