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una figura storica

Lutto a Bergamo: è morto all'età di 85 anni Cesare Zonca

È morto nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno. Avvocato tra i più noti in città, per anni ha guidato il Credito Bergamasco e poi Fondazione Credito Bergamasco

Lutto a Bergamo: è morto all'età di 85 anni Cesare Zonca
Cronaca Bergamo, 01 Giugno 2021 ore 10:25

Il suo nome è legato a uno degli studi legali più prestigiosi della città, ma anche al Credito Bergamasco, banca che ha guidato fino al 2014. Nella notte tra lunedì 31 maggio e martedì 1 giugno è morto all’età di 85 anni Cesare Zonca.

Avvocato, iscritto all’Albo dal 1961, è stato anche presidente fino a qualche mese fa della Fondazione Credito Bergamasco. Ed è proprio nel mondo della cultura e della finanza, oltre che in quello dell’avvocatura, che Cesare Zonca ha lasciato un segno a Bergamo: è stato infatti tra i componenti del consiglio di amministrazione dell’Università, del comitato esecutivo della Banca Provinciale Lombarda e presidente della Banca Lombarda spa e di Lombarda Holding spa, oltre che membro dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo.

Nel corso della sua carriera ha anche coltivato la passione per la politica, che lo ha portato ad essere eletto a Palazzo Frizzoni in qualità di consigliere comunale. Tra i numerosi ruoli ricoperti in città è anche quello di consigliere di amministrazione di Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto.

Ma, libera professione a parte, tra i luoghi dove più si è speso Cesare Zonca vi è il Credito Bergamasco; prima come consigliere d’amministrazione e vice presidente vicario, poi come presidente fino alla fusione in Banco Popolare, avvenuta nel 2014.

«Gli sono stato "istituzionalmente" vicino per trent'anni, tre passi indietro nella Banca, com'era doveroso fosse, viste le normative, le diverse responsabilità, le gerarchie interne, un passo avanti in Fondazione, riconoscendomi, per precisa sua scelta, massima autonomia e non facendo mai mancare consigli, sempre discreti, suggerimenti, conforto – lo ricorda in una lettera Angelo Piazzoli, presidente della Fondazione Credito Bergamasco -. Dal 1992 (anno in cui divenne presidente del Credito Bergamasco ndr) al 1997 l'ho assistito, un po' a distanza. Poi la collaborazione è diventata stretta, quotidiana, a partire dalla fine del 1997, avendo avuto l’opportunità di operare, in qualità di segretario generale, nel corso della sua presidenza presso la Banca dal 1998 al 2014 e dal 2005, fino agli inizi di marzo 2021, presso la Fondazione Creberg».

«Quando chiese, a suo tempo, di lasciare la presidenza della Fondazione, intervenne personalmente in consiglio designandomi come successore – prosegue Piazzoli -. È stato un gesto inaspettato, per me di grande emozione e di rilevante responsabilità. Ne ho ricevuto un esempio costante in termini di viva intelligenza, di passione civile, di libertà di pensiero, di cultura profonda e vera, mai ostentata, di professionalità assoluta e di competenza reale, non astratta, da spendersi ogni giorno, nella concretezza della vita e della professione. Bergamo gli deve moltissimo nei campi della ricerca medica e scientifica, dell'arte e della cultura, della salvaguardia del patrimonio storico, della solidarietà sociale. Ci ha insegnato e sempre indicato il principio della sobrietà nel fare il bene, senza apparire e senza farlo pesare. Per me sarà sempre e solo “l’Avvocato”».