11 gennaio, per Charlie Hebdo

La marcia di Parigi in venti foto

La marcia di Parigi in venti foto
12 Gennaio 2015 ore 13:03

Domenica 11 gennaio si è tenuta a Parigi quella che la storia ricorderà come l’evento più imponente del nuovo millennio. Si tratta della “marcia repubblicana”, ovvero la più grande manifestazione del nuovo millennio in favore della libertà di espressione, a seguito degli attacchi terroristici dei giorni scorsi, che hanno colpito la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo.

Secondo il Ministero, avrebbero partecipato all’evento tra 1,2 e 1,6 milioni di persone, mentre altri 2 e mezzo avrebbero manifestato nel resto del Paese. Ma lo stesso Ministero ha affermato che avere cifre più precise è impossibile dato che non si era mai registrata una partecipazione popolare di tale entità, neppure quando le truppe alleate sbarcarono nella capitale francese durante la seconda guerra mondiale. Sono state davvero impressionanti anche le misure di sicurezza adottate per la manifestazione: 2 mila poliziotti e quasi 1400 militari. Cecchini sui tetti, 24 unità della riserva nazionale, 20 squadre della brigata anti crimine della polizia di Parigi e 150 agenti in borghese incaricati della protezione delle alte personalità. Fortunatamente non è stata necessario alcun intervento e tutto si svolto senza alcun problema.

Manifestazioni a sostegno del popolo francese si sono svolte in contemporanea in tutto il mondo, in raduni non certo imponenti come quello che si è svolto a Parigi ma che comunque hano registrato numeri significativi. Londra, Berlino, Roma, Madrid, Venezia, Bruxelles, Stoccolma, Atene, Beirut, Gerusalemme, Ramallah, Gaza, Montreal, Buenos Aires, Caracas, Sidney, Tokyo, New York, Washington: ecco i nomi di alcune città coinvolte.

Tutti i leader presenti. Alla testa del corte si è visto il presidente francese Francois Hollande, al cui fianco erano presenti altri leader europei, tra cui il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. In seconda fila, il premier israeliano e il presidente palestinese. Tra gli assenti, non senza polemiche, c’erano Vladimir Putin e Barack Obama. Il primo ha inviato al suo posto il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, mentre in sostituzione del presidente americano hanno presenziato il ministro della Giustizia, Eric Holder, e l’ambasciatore americano di Parigi. Folta la schiera di politici italiani: oltre al presidente del Consiglio Matteo Renzi, hanno partecipato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Federica Mogherini, l’ex premier Mario Monti, l’ex premier e presidente della Commissione Ue Romano Prodi e alcuni sindaci, come quello di Torino, Piero Fassino e di Milano, Giuliano Pisapia.

La marcia. I leader e le personalità illustre hanno percorso insieme il corteo per circa duecento metri assieme ai parenti delle vittime e alla redazione di Charlie Hebdo scampata all’attentato. Il silenzio della marcia era interrotto solo dagli applausi di sostegno che provenivano dai palazzi francesi e dal canto della Marsigliese. Dopo il breve tragitto, il presidente Hollande e gli altri capi di Stato sono tornati all’Eliseo. Successivamente, Hollande ha effettuato una visita alla Grande sinagoga di Parigi, mentre i leader sono ripartiti per i rispettivi Paesi.

L’inizio della marcia era previsto per le tre di pomeriggio ma già due ore prima, Place de la Republique era piena di persone. Il corteo, che doveva arrivare a Place de la Nation, non ha mosso così tanti passi, vista la grandissima affluenza di persone: le autorità hanno preferito aprire diversi itinerari alternativi. Giunta a destinazione, la folla è rimasta a lungo li immobile; in molti hanno deciso di restare in piazza più a lungo e di accendere candele quando il sole ha iniziato a tramontare.

 

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia