La nuova segretaria del Pd?

Maria Elena Boschi, bella, brava e… tra i leader più influenti d’Europa

Maria Elena Boschi, bella, brava e… tra i leader più influenti d’Europa
04 Dicembre 2015 ore 20:00

Matteo Salvini? No, al momento è solo la voce di una parte del Paese. Matteo Renzi? Banale. Silvio Berlusconi? Decisamente no. Il vero volto influente della politica nostrana è quello di… Maria Elena Boschi. E a dirlo è l’autorevolissima fonte di Politico, magazine di approfondimento online con sede in America e succursale a Bruxelles. E proprio la parte europea del sito, nella rassegna dei 28 leader europei (uno per ogni Paese membro) più influenti di oggi, ha scelto per l’Italia la Boschi, il ministro delle Riforme del Governo Renzi, quella «bella, brava e intelligente» come l’hanno spesso raccontata i media nostrani. Un riconoscimento, però, che dimostra come la Boschi sia in realtà molto più di quei tre semplici aggettivi. Rappresenta il vero homo novus della nostra politica. Anzi, per dirla correttamente, la mulier nova, quella che va oltre i «sessismi verbali» che stanno tanto antipatici alla Boldrini e guarda più alla sostanza.

 

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«La riformatrice costituzionale». Politico definisce la Boschi la «riformatrice costituzionale» d’Italia. E già una che sta tentando di riformare un po’ il nostro Paese, all’estero, viene guardata come una sorta di aliena. Ma soprattutto il ministro ha dimostrato come «la giovane età non sia incompatibile con il successo politico», altra cosa che ha stupito un po’ tutti, o almeno tanti, oltreconfine, dove l’Italia politica viene spesso vista come un Paese per vecchi. Se già Renzi, da questo punto di vista, fu una grande novità (i media internazionali hanno spesso sottolineato questa qualità del premier, come se essere nato nel 1975 sia un merito suo e non di mamma e papà), il fatto che uno dei politici più importanti d’Italia sia una 34enne, per di più donna, ha letteralmente spiazzato. Politico però sottolinea anche la grande intelligenza con cui la Boschi si sta muovendo in un mondo nuovo per lei, ma storicamente pieno di ostacoli, come quello della politica italiana: «Ospite fisso nei talk show, ha evitato scivoloni politici e si è anche sentita libera di dissentire da Renzi. Per esempio sulle unioni civili, essendo a favore dei matrimoni gay, a differenza di Renzi che su questo punto ha una posizione più sfumata. Non c’è da meravigliarsi che molti già la vedano diretta ad incarichi più alti».

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Tra le donne più influenti. Il profilo della Boschi si erge al nono posto della classifica stilata da Politico sui 28 leader europei che stanno tentando di cambiare il Vecchio Continente, quarta alle spalle di Margrethe Vestager (seconda), commissario europeo danese, Nicola Sturgeon (terza), primo ministro scozzese, e Isabelle Falque-Pierrotin (sesta), a capo della Commissione Nazionale de l’Informazione e della Libertà francese, ma davanti ad altre sette importanti donne della politica europea. Un riconoscimento pubblico di un certo peso e che rafforza ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, il ruolo della Boschi all’interno del Governo Renzi e, più in generale, della politica italiana. Con la campagna referendaria per l’approvazione della riforma costituzionale da lei stessa seguita che si terrà l’anno prossimo, il ruolo della Boschi all’interno del governo andrà, di fatto, a concludersi ma è proprio a quel punto che la giovane «brava, bella e intelligente» avvocatessa potrà allora concentrarsi sui suoi passi futuri.

 

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Il futuro del Pd nella sue mani. E saranno tutti passi importanti: è lei che Renzi ha scelto per portare avanti la sua rivoluzione “piddina”. Perché, paradossalmente, oggi il vero punto debole del premier è proprio il suo partito, dilaniato dalle faide tra correnti interne e incapace di dare un’idea di sé che non sia, alternativamente, quella della totale subalternità al premier o della sua totale alterità rispetto al “Partito di Renzi”, sia esso quello della Leopolda o quello che fa accordi con Verdini. Come sottolinea Linkiesta, l’ex sindaco di Firenze ha annunciato che a febbraio metterà mano proprio al Pd e sarà allora che avrà più bisogno della Boschi, l’unica ad essersi dimostrata capace di destreggiarsi con invidiabile eleganza tra le spintarelle e le tiratine di giacca (o di gonna in questo caso) di una politica italiana mai così instabile. La Boschi, col passare dei mesi, ha conquistato sempre più consensi nell’opinione pubblica e sebbene sia un “uomo” di Renzi, ha un profilo mediatico tutto suo, ben distinto dai successi e dei fallimenti del premier.

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Un Master a Palazzo Chigi. Figlia della Leopolda e renziana di ferro, in realtà la Boschi piace (e pure tanto) anche al Pd più di sinistra, che vede in lei la grande occasione mancata: alle famose primarie per il sindaco di Firenze, quelle che Renzi vinse e da cui tutto ebbe inizio, la Boschi sosteneva il dalemiano Michele Ventura e su molte questioni sociali (dai diritti civili alle partite per le classi più povere) la posizione della Boschi è decisamente più “rossa” di quella del premier. Insomma, la Boschi pare la carta giusta del nuovo segretario del Partito Democratico. In questi due anni a Palazzo Chigi ha dimostrato di essere una maestra della trattativa politica e della mediazione, capacità fondamentali per chi vuole stare alla guida di un partito che accoglie Richetti così come Cuperlo. Una sorta di Master politico che, al momento, la Boschi ha passato a pieni voti.

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