Cronaca
Un maxi-piano di prevenzione

Medico e infermiere cura te stesso La trovata della sanità inglese

Medico e infermiere cura te stesso La trovata della sanità inglese
Cronaca 07 Settembre 2015 ore 10:35

Sgombrare gli armadietti del bagno dalle medicine, fare più movimento, essere più contenti, fare risparmiare lo Stato e guadagnarci in salute. Il piano, più o meno, è questo. Non è la dichiarazione programmatica di qualche nuovo gruppo di medicina alternativa, olistica o ayurvedica che sia, ma è la precisa, razionale intenzione del National Health Service, il servizio di salute pubblica inglese. I suoi dipendenti svolgono mansioni centrali per il benessere del Paese e le loro assenze dal lavoro, anche se non producono disastri, sono comunque dei problemi che la dirigenza sanitaria deve risolvere. Insomma, grattacapi che tutti eviterebbero volentieri. Per questo motivo, la Sanità britannica ha deciso che deve prendersi cura di se stessa, per potere curare bene i cittadini. Presto saranno stanziati cinque milioni di sterline per un programma finalizzato a rimettere in salute e/o prevenire eventuali patologie del personale NHS.

 

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Un programma tutto salute. I dipendenti potranno seguire corsi di yoga, zumba (la danza afro-caraibica che usa anche movimenti dell’aerobica), fitness e potranno aderire a club sportivi che li aiuteranno a smaltire i chili di troppo. Avranno a loro disposizione un servizio di counseling per smettere di fumare e altri servizi legati alla salute mentale. Inoltre, ci sarà un programma dedicato a promuovere lo spostamento su mezzi a impatto zero, specialmente la bicicletta. In futuro, tutto lo staff dell’NHS potrà usufruire di check-up dedicati a problemi psicologici e a disturbi muscolari e scheletrici. Questi, infatti, sono le due principali cause delle assenze del personale, dovute agli sforzi fisici e psicologici sostenuti da medici e infermieri (lunghe ore passate in piedi, spostamento di pazienti incapaci di camminare, stress emotivo). Le assenze costano allo Stato 2, 4 miliardi di sterline, ben più dei 5 milioni che servono per avviare il programma di prevenzione.

Un programma già sperimentato. La decisione è stata presa da Simon Stevens, capo dell’NHS, che ha già da un anno stava preparandosi a questa svolta. Stevens ha provato direttamente a sottoporsi a un sistema simile a quello che verrà introdotto in Inghilterra, durante il suo precedente impiego negli Stati Uniti, e ha potuto constatare di persona i suoi benefici effetti. Crede fermamente che l’NHS dovrebbe costituire un esempio per le altre organizzazioni e aziende, incoraggiandole a prendersi maggiore cura della salute dei loro dipendenti, una salute spesso resa precaria dal lavoro svolto, dai rischi della sedentarietà o, all’estremo opposto, da sforzi fisici eccessivi e prolungati. L’applicazione del pacchetto di prevenzione, commenta Stevens, «non è più una bella possibilità, ma una necessità», vista la crescente pressione esercitata sulle strutture ospedaliere e mediche.

 

Simon Stevens

 

 [Simon Stevens, capo dell’NHS]

 

Curarsi per curare meglio. Il programma sarà applicato all’inizio da dieci ospedali, che complessivamente danno lavoro a 55 mila persone. Poi si diffonderà a livello nazionale. Il Walton Centre, un istituto specializzato in neurologia a Liverpool, ha già rilevato gli effetti positivi dell’iniziativa: le percentuali di assenza del personale sono calate dal 7 al 4 percento. Duncan Selbie, capo esecutivo di Public Health England, ha dichiarato: «I passi che sta facendo NHS per migliorare sistematicamente la salute e il benessere della sua forza lavoro, incoraggiando più attività fisica e migliori opzioni alimentari, avrà delle conseguenze dirompenti per la salute e il benessere di tutta la popolazione. Inoltre, il denaro risparmiato riducendo le assenze del personale potrà essere speso in servizi per il pubblico. Le abitudini più salutari assunte dal settore sanitario contageranno anche i cittadini».

«La salute e il benessere del personale della sanità pubblica ha un impatto diretto sui pazienti», chiosa Christina McAnea, responsabile Salute dell'Unison, uno dei principali sindacati inglesi. «Affrontare i problemi di salute è un passo fatto nella giusta direzione, perché contribuirà ad affrontare alcune delle principali cause di stress sul lavoro. Il personale NHS è quello maggiormente esposto a usura psicofisica e a casi di violenza. Questa situazione non può più essere tollerata». Un’indagine condotta dal Dipartimento della Salute nel 2009, del resto, aveva dimostrato come le malattie dei dipendenti e le relative assenze fossero legati a un maggior rischio per i pazienti di avere cure di scarsa qualità o addirittura di sperimentare peggiori condizioni di salute.

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