West Sussex, Inghilterra

«Tenetevi i soldi, meglio la terra» Il gran rifiuto di un agricoltore

«Tenetevi i soldi, meglio la terra» Il gran rifiuto di un agricoltore
13 Maggio 2015 ore 15:24

Dicono che con i soldi si possa comprare tutto. Bene, Robert Worsley ha dimostrato il contrario. E non dicendo no a pochi spiccioli, ma ad una cifra a dir poco da capogiro.

L’offerta folle… Il signor Worsley è un agricoltore del West Sussex, Inghilterra, che da una quindicina d’anni si occupa ogni giorno dei suoi 550 acri di terreno, ovvero poco più di due milioni di metri quadri. Quarantottenne, sposato con figli (Anna di 13 anni e Rebecca di 9), altro non chiede dalla vita se non poter continuare a coltivare in tranquillità il suo podere. A un certo punto, però, hanno bussato alla sua porta alcuni imprenditori immobiliari, i quali erano molto interessati ad acquistare interamente il terreno. Talmente interessanti da aver già un’offerta pronta. Ora, 550 acri sono un appezzamento mica da ridere, anzi; secondo il valore corrente, euro più euro meno, dovrebbe valere all’incirca fra i 10 e i 20 milioni. Ebbene, per andare sul sicuro, i suddetti imprenditori di milioni di euro al buon Roberto ne hanno offerti ben 380. Evidentemente, visto che a nessuno piace regalare soldi, vedevano in quel terreno possibilità economiche grandiose (si parla di residenze per 10 mila appartamenti). Ma tant’è, il signor Worsley si è trovato di fronte 380 milioni di ottimi motivi per lasciar perdere una vita fatta a spezzarsi la schiena dal mattino alla sera, garantendo a sé e ai suoi figli (ma si potrebbe tranquillamente dire anche ai figli dei figli dei suoi figli) una vita agiata e di lusso. Robert non ci ha pensato su nemmeno un minuto. Ma non per accettare, bensì per declinare gentilmente l’offerta. Sembra impossibile, ma è accaduto davvero. Perché?

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… e il gran rifiuto. Le ragioni che hanno portato Robert Worsley a questo gran rifiuto sono riconducibili al forte attaccamento alla campagna del West Sussex che questo agricoltore sbandiera con orgoglio. Egli è infatti membro di un comitato di proprietari terrieri della zona che combatte in ogni modo contro la dilagante espansione delle zone urbane a danno di quelle di campagne. Essi vedono nelle compagnie immobiliare il peggior nemico in assoluto, gente che a suon di danari convince gli agricoltori a vendere i propri appezzamenti affinché grano e ortaggi lascino il posto a cemento e mattoni. Una dinamica che, se non ostacolata, vedrebbe in breve tempo scomparire i delicati e celebri paesaggi campagnoli d’Inghilterra, sostituiti da palazzi e marciapiedi. «Noi siamo una comunità rurale, e non vogliamo questo tipo di sviluppo, non vogliamo vedere il Sussex rovinato»: questo il commento di Worsley, che ha inoltre definito come atti di “bullismo” i comportamenti delle compagnie immobiliari, e ha tenuto a precisare che «noi non abbiamo paure di stare in piedi davanti a loro».

E la politica si schiera con Robert. La notizia ha fatto così tanto scalpore da aver scomodo persino il mondo della politica, la quale si è schierata senza indugi dalla parte di Worsley. Il deputato conservatore Nicholas Soames ha dichiarato che la scelta di Robert è stata legittima, che quella delle compagnie immobiliari è una vera e propria invasione, non supportata dal consenso né degli agricoltori né tanto meno dei politici. Un altro deputato conservatore, Nick Herbert, è stato ancor più drastico, affermando che “faremo opposizione finché avremo fiato in corpo”.

Da parte sua, la compagnia immobiliare in questione (denominata Mayfield) ha fatto sapere che le proposte fatta agli agricoltori della zona (fra cui Worsley) sono tese a venir incontro alla carenza di alloggi nel Sussex, e che il progetto avrebbe portato alla costruzione anche di scuole, negozi e infrastrutture usufruibili da tutti. Ma non c’è niente da fare, l’Inghilterra continua a preferire il profumo del raccolto alla durezza del cemento.

 

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