Messaggi, vocali e video dai contenuti allarmanti dai ieri, lunedì 19 ottobre, stanno circolando nelle chat di WhatsApp degli studenti che frequentano le scuole superiori di Romano di Lombardia, alimentando sempre di più la preoccupazione tra ragazzi e famiglie. Al centro delle segnalazioni, la voce di un presunto gruppo intenzionato ad aggredire sessualmente alcune studentesse durante le manifestazioni. Al momento, tuttavia, non risultano elementi ufficiali che confermino l’esistenza del gruppo o un piano di aggressioni. Le Forze dell’Ordine stanno verificando l’origine dei contenuti, mentre la Polizia locale ha rafforzato i controlli nelle aree frequentate dai giovani.
Le minacce circolate nelle chat, ma mancano conferme
Come riportato dai colleghi di PrimaTreviglio i messaggi hanno iniziato a diffondersi nelle prime ore di ieri, raggiungendo rapidamente anche le famiglie. Secondo quanto riportato nei contenuti condivisi, alcuni giovani avrebbero progettato aggressioni contro le ragazze, sfruttando il clima di tensione legato alle recenti manifestazioni contro il carovita e agli episodi di disordine registrati in diverse città.
Si tratterebbe però di informazioni che non hanno trovato finora riscontri ufficiali. Anche la circolazione di un filmato particolarmente violento, nel quale una persona viene legata e data alle fiamme, ha contribuito ad aumentare la apprensione. Non è stato possibile stabilire sulla base delle condivisioni, nella provenienza del video né un suo eventuale collegamento con le minacce.
Tra queste ipotesi circolate nelle chat, c’è anche quella di una campagna orchestrata da troll della rete, autentiche diffondono deliberatamente contenuti provocatori o falsi per generare paure e confusione. Anche questa ricostruzione rimane da verificare. Saranno gli accertamenti a chiarire chi abbiano diffusi messaggi e se esiste un pericolo concreto.
Rafforzati i controlli a Romano
Nell’attesa di chiarire la vicenda, il Distretto della Bassa Bergamasca Orientale ha deciso di aumentare la vigilanza nei punti maggiormente frequentati dagli studenti, con particolare attenzione alle scuole superiori, alla stazione e ai luoghi di ritrovo dei ragazzi.
«Abbiamo scelto di tenere sotto controllo e rafforzare i controlli nelle zone dove ci sono gli assembramenti dei ragazzi, e di tenere controllatele e monitorate le attività commerciali della città» – ha spiegato Arcangelo Di Nardo, comandante della Polizia locale del Distretto.
Proseguendo Di Nardo ha aggiunto: «L’obiettivo è prevenire sul nascere eventuali episodi di disordine pubblico, vandalismo o danneggiamento del patrimonio pubblico e delle attività commerciali. Una misura precauzionale adottata alla luce delle tensioni degli ultimi giorni, senza che costituisca una conferma delle minacce circolate online».
Tensioni anche a Bergamo e paura tra le famiglie
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per episodio verificatisi durante alcune manifestazioni. A Brescia, nel corteo della scorsa sabato, sono stati registrati i momenti di tensione; anche a Bergamo, nelle ore successive, sono stati intensificati i controlli delle Forze dell’Ordine, con presidi in centro e nell’area della stazione.
Sulla gestione dell’ordine pubblico a Bergamo sono emerse anche critiche da parte di chi ha contestato i fermi e le identificazioni di numerosi giovani, denunciando un approccio ritenuto intimidatorio e possibili episodi di profilazione razziale. Si tratta di valutazioni espresse da alcuni osservatori e contestatori, da distinguere dai fatti relativi alla circolazione dei messaggi a Romano di Lombardia.
La preoccupazione, anche in questo caso, coinvolge le famiglie. Sui social, un utente ha commentato positivamente la presenza delle Forze dell’Ordine, spiegando di sentirsi più tranquilla perché la figlia frequenta un istituto della zona e, in questi giorni, deve essere accompagnata a scuola a causa della paura.
Verifiche in corso per distinguere i fatti dalle voci
La priorità rimane ricostruire l’origine dei contenuti e verificare l’attendibilità delle minacce. La rapida diffusione di messaggi non confermati può infatti amplificare l’allarme, soprattutto quando coinvolge studenti e famiglie.
Concludendo a Romano di Lombardia, i controlli stanno proseguendo nelle aree più sensibili.fino a quando non emergeranno elementi verificati, è importante distinguere le segnalazioni circolate nelle chat dei fatti accertati, evitando di rilanciare indiscriminatamente video e messaggi di provenienza incerta.