Parigi: «Deve farsene carico l'Italia»

I migranti bloccati a Ventimiglia e la Francia che chiude gli occhi

I migranti bloccati a Ventimiglia e la Francia che chiude gli occhi
Cronaca 16 Giugno 2015 ore 13:08

Si fa tesa la situazione a Ventimiglia, dove questa mattina le forze dell’ordine hanno sgomberato i migranti che da sabato erano fermi sugli scogli dei Balzi Rossi, appena prima del confine con la Francia. Qualche profugo ha fatto resistenza passiva, ed è stato caricato di forza su un bus della Croce Rossa: ma poi la tensione è scemata, e gli extra-comunitari sono stati trasportati alla Stazione di Ventimiglia. Al momento sono presenti ancora alcuni ragazzi di colore sugli scogli: sono quelli che sono riusciti a sfuggire alla prima azione della polizia, rimanendo poi in zona nella speranza di riuscire a passare il confine francese.

Le parole di Cazeneuve. Ma non sarà così facile, se dovesse resistere ancora a lungo il muro transalpino all’ingresso di profughi sul loro suolo nazionale. Ormai è da sabato che la situazione è in stallo, e non sembra destinata a risolversi a breve. Ieri il ministro dell’Interno di Parigi, Bernard Cazeneuve, ha ribadito la necessità che i migranti non passino, e che è l’Italia che «deve farsene carico: bisogna rispettare le regole di Schengen». Poi ha aggiunto: «Le regole del diritto di asilo devono essere rispettate: quando i migranti arrivano in Francia dopo essere passati per l’Italia ed essersi lì registrati, si applica la legge europea, e ciò significa che essi devono tornare in Italia. Non hanno il diritto di passare e devono essere gestiti dall’Italia».

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Chi sono i migranti sugli scogli. Così la situazione è rimasta in critica e lenta agonia per 4 giorni, dopo che almeno 200 persone erano rimaste per cinque notti all’aperto, proprio sugli scogli al di qua della dogana francese. I profughi arrivano da Eritrea, Somalia, Costa d’Avorio, Sudan: arrivati dal Mediterraneo nel nostro Paese, viaggiano verso la Francia per raggiungere i parenti, o per proseguire le proprie rotte verso altri Paesi del nord (Germania e Svezia in particolare). Diversi di loro non si sono fatti identificare dalle autorità italiane, cosa accaduta in passato già con altri profughi: in questo modo non sono poi costretti a chiedere asilo politico al nostro Paese, ma possono proseguire il loro viaggio sperando di farsi registrare là dove vogliono arrivare.

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Le parole di Alfano e Renzi. «Uno schiaffo in faccia all’Europa»: queste le parole che ieri ha usato il Ministro degli Interni Angelino Alfano intervenendo a Lussemburgo, riferendosi alle immagini degli scogli assiepati di profughi. Renzi, era stato più elegante, dicendo che «l’atteggiamento muscolare che alcuni ministri di Paesi esteri stanno avendo va nella direzione opposta all’affrontare il problema degli immigrati tutti insieme», aggiungendo poi che «nessun egoismo nazionale può chiudere gli occhi” e che “un paese come il nostro non può consentire alla Francia di avere navi nel Mediterraneo e lasciare i migranti in Italia». Già ieri le autorità italiane stavano riflettendo su come muoversi per far fronte all’emergenza: nella notte la polizia più volte si era recata in quel luogo di Ventimiglia, come per invitare i profughi a disperdersi. Poi l’azione di oggi, spinta anche «da motivi di igiene sanitaria», spiegano i responsabili delle forze dell’ordine, aggiungendo che si vuole evitare un eccessivo concentramento di persone in quel punto. Secondo quanto riferisce La Stampa, i migranti rimasti sugli scogli avrebbero minacciato di buttarsi in mare qualora si tentasse di rilevarli con forza un’altra volta.