Cronaca
A Lambrate, in via Ventura 14

A Milano si parla ancora di cibo Sapori dal mondo in cornice vintage

A Milano si parla ancora di cibo Sapori dal mondo in cornice vintage
Cronaca 07 Novembre 2015 ore 14:31

Expo è terminata, ma Milano continua a parlare di cibo e, soprattutto, a mangiarne. I sei mesi trascorsi gravitando nell’orbita di pietanze tradizionali o strambe, vicine o lontanissime, hanno formato una classe preparata per il “flea food”. Sabato 7 e domenica 8 novembre, nell’ex fabbrica metalmeccanica di Lambrate, in via Ventura 14, si terrà un “Eat Market” in questa particolare cornice “flea”. L’origine di questo termine è discussa, ma il “flea market” rimanda unanimemente ai caotici bazaar, dove la merce viene venduta e barattata nel mezzo di venditori urlanti e spazi sovraccarichi di oggetti. L’idea di flea food si ispira, però, ai mercati di Brooklyn e dell’East London, dove cibo di ogni tipo viene preparato dai cuochi dal vivo, e pentole e padelle tramutano in tempo reale gli ingredienti in piatti curiosi e invitanti.

 

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[L'East Market, foto Facebook]

 

Normalmente i 5mila metri quadrati dell’ex fabbrica di Lambrate ospitano l'East Market, un popolare mercatino che raduna 130 espositori privati e offre a tutti la possibilità di vendere, comprare e scambiare merce dal vintage al riciclo, dalle rarità al modernariato. Ma in via del tutto eccezionale, l’East Market strizzerà l’occhio a questa speciale cucina gourmet e da mezzogiorno a mezzanotte di sabato e domenica, sarà possibile entrare gratuitamente e provare specialità da tutto il mondo, dalle tapas al ramen, dagli hamburger ai pancake, dai piatti indiani a quelli messicani.

Per chi vuole restare in Italia, saranno presenti espositori specializzati nelle eccellenze regionali, come Il Cannolo, che farcisce questi tipici dolci al momento o, per restare in Sicilia, l’Ape Bedda, che presenta in esclusiva il pane cunzatu. La Tusca vi condurrà nelle terre dei panigacci e dei testaroli, mentre Il Parmigiano aprirà le porte delle sue cucine locali. Formula specializzata interregionale quella di The Meatball Family, che celebra il grande ritorno della polpetta all'italiana.

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Coloro che, invece, volessero valicare i confini nazionali e recarsi a Oriente, saranno incuriositi dallo stand di DumplingHeaven, il primo concept italiano dedicato al mondo dei ravioli cinesi e giapponesi. O, ancora, Rollingstar e Asian Crossover, per viaggi gastronomici tra Cina, Giappone, Thailandia e SriLanka. Se il vento spinge a Ovest, potete rivolgervi, allora, a Ghetto Pancake per provare il suo pancake che arriva direttamente da Harlem, mentre chi ama il burger soddisferà la sua voglia agli stand di 202, CheezyWeezy e Rockburger.

A vegetariani e vegani sono riservati spazi come quello di Cucinando su Due ruote, street food che utilizza la canapa come ingrediente principale. Ma ci sono anche prodotti senza glutine, a Km 0, senza Ogm, bio e molto altro. Non si manca di menzionare, ad esempio, il pensiero speciale di Dog Sweet Dog, che dedica interamente il proprio stand al cibo per cani. Tutto, oltre che essere direttamente consumato, potrà essere anche confezionato e portato a casa. Presso l’ex fabbrica troveranno posto anche eventi di live cooking, food contest e dj set per tuta la durata dell’evento.

 

[Foto Facebook]

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Con le sue scelte che spaziano da raffinato mercato delle pulci a ricercata gastronomia di strada, l’East Market rimanda in modo esplicito a realtà radicate come quella del Sunday UpMarket, il mercato che nell’East London, ogni domenica, si tiene presso la vecchia Truman Brewery. Simbolo stesso del cambiamento e delll’apertura che caratterizza questa parte della città, all'angolo di Hanbury Street e Brick Lane, il Sunday UpMarket dedica i suoi ampi spazi alla vendita di gioielli, abiti vintage, prodotti d’arte e d’artigianato, ma anche, appunto agli stand gastronomici di insalate, yogurt, specialità turche, pietanze marocchine, panini caraibici e tanto, tanto ancora. La speranza è quella che Milano riesca nel suo intento di ricostruire queste spontanee atmosfere d’oltremanica che abbiamo sempre invidiato alla capitale britannica.

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