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I mille volti della tosse: un identikit per riconoscerla e affrontarla

I mille volti della tosse: un identikit per riconoscerla e affrontarla
Cronaca 07 Dicembre 2018 ore 09:13

Chi fra mamme e papà, ma soprattutto bimbi, non ha perso notti di sonno a causa della fastidiosa "piumetta" che si scatena nei momenti più inopportuni, o non ha saltato la scuola per una tosse asinina? È successo a tutti, c’è da scommetterlo. Nonostante la comune premessa, non sempre è altrettanto facile riconoscere la tosse nei suoi vari identikit né si sanno le patologie delle vie respiratorie che la possono accendere. Non si ha neppure consapevolezza di quando sia il momento di preoccuparsi o dei rimedi più efficaci per sedarla. Ecco, allora, una mini-guida basata sui consigli degli esperti pediatri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che aiuta a non cadere in errori grossolani, evitabili o in sintomatologie che, se trascurate, possono evolvere in una problematica più seria.

 

 

Non è una malattia. La tosse non è un problema, ma la risposta a un problema. Nasce, infatti, come riflesso protettivo per le vie respiratorie, avendo il compito, fastidioso per noi ma salutare per l’organismo, di pulire e spazzare via secrezioni o materiale inalato in modo involontario che ristagna nell’apparato affinché non arrechino danno. Eppure nonostante questo benefico effetto, quando la gola comincia a dare segnali del possibile esordio della tosse, grandi e piccini si preoccupano pensando alle notti tormentate e alle ripercussioni diurne: sonno cronico, stanchezza, calo della concentrazione; un tripudio di deficit per chi lavora e chi va a scuola. Allora, per ovviare o controllare questi rischi, la prima indicazione è conoscere la qualità della tosse: infatti la prima differenza sta nella durata che ne definisce la natura. Ed è acuta se si risolve entro tre settimane, essendo di norma causata dalla continua esposizione ai microbi che attaccano in prevalenza bambini tra i 2 e i 4 anni. Inoltre la tosse in forma acuta può accompagnarsi a malattie quali laringite e pertosse. La cronica, invece, è la tosse che perdura per più di otto settimane e verso cui occorre porre più attenzione perché si associa di frequente ad asma bronchiale o a tosse somatica. Tutte, in ogni caso, per guarire meritano un trattamento adeguato a seconda della causa scatenante, sempre intrapreso dietro consiglio medico-pediatrico; bandito è il fai-da-te terapeutico.

 

 

Cosa può annunciare la tosse. La tosse, quindi, è una sorta di campanello e, come tale, avvisa che qualche cosa sta accadendo; che qualcuno, più propriamente virus e batteri o altro, sta bussando alla porta di accesso delle vie respiratorie, pronti ad attaccarle. Perché la tosse, insidiosa, spesso è la condizione sine qua non di diverse problematiche che affliggono le vie respiratorie dei bambini. Almeno di quattro:

  • La pertosse è una malattia batterica contagiosa che si manifesta con una serie di colpi di tosse ravvicinati fino a lasciare senza respiro. È più grave se viene presa dai lattanti, i quali in funzione di vie respiratorie non ancora mature, possono andare in apnea e cianosi. La terapia è antibiotica, fanno sapere dal Bambino Gesù, e iniziata precocemente allevia sensibilmente i sintomi, accorciando i tempi della malattia. Ma la prevenzione migliore è data dal vaccino esavalente che protegge anche dalla pertosse, oppure ne contiene le manifestazioni e la gravità quando viene contratta.
  • La laringite. È più tipica dell’inverno; non a caso è dovuta a infezioni virali e tra i sintomi più caratterizzanti c’è una tosse simile al verso della foca o al cane che abbaia. Il bimbo, nel sentire questo suono strano, spesso si spaventa, dunque il primo ruolo di mamme e papà, dicono gli esperti, è tranquillizzarlo, tirarlo su dal letto durante l’accesso di tosse e farlo sedere così da migliorare la ventilazione dei polmoni. Se la terapia prescritta dal medico non rispondesse bene o se la laringite si associasse anche a difficoltà respiratoria, è bene ripetere una visita dal pediatra, che potrà dare un farmaco più mirato, come lo steroide per bocca o per via respiratoria.
  • L’asma bronchiale, una problematica che altera il meccanismo di contrazione delle pareti bronchiali, può avere diverse manifestazioni: tosse, sibilo, affanno, fino al broncospasmo quando è più grave. Specie a questo stadio, l’asma bronchiale potrebbe necessitare di cure in pronto soccorso o in centri specialistici in cui impostare e seguire cure personalizzate con farmaci e dosaggi ad hoc. Se la tosse cronica è una conseguenza dell’asma bronchiale, gli esperti del Bambino Gesù consigliano una terapia a base di aerosol, eventualmente associata ad altri farmaci per via orale.
  • La tosse somatica, anche detta psicogena, è la seconda causa di tosse cronica dopo l’asma bronchiale e interessa i bambini dall’età di 6 anni. È una tosse particolare perché non ha un'origine fisiologica/organica, ma ha una motivazione "intima" che ne determina il carattere stizzoso e perdurante nel tempo, simile a un tic; risuona come un clacson, dicono gli esperti. Di norma questa forma passa cercando di rassicurare il bambino, che con la tosse esprime una sua preoccupazione, ma se per qualunque ragione non si sedasse o non si esaurisse potrebbe essere indicato l’intervento di uno psicologo o psichiatra infantile.

 

 

La tosse che preoccupa. C'è poi la tosse persistente per molti giorni e che ostacola lo svolgimento delle normali attività quotidiane o che compare con la febbre, superiore anche ai 39°C: in questo caso è raccomandato rivolgersi al pediatra per una accurata diagnosi. C’è poi un altro tipo di tosse cui fare attenzione: quella che insorge all’improvviso e in modo vigoroso e che potrebbe essere spia di qualche cosa che il bambino ha ingerito inavvertitamente. La raccomandazione è di non agire sul bambino, invitandolo invece a tossire ancora più energicamente per assecondare il bisogno di espulsione del corpo estraneo, chiamando comunque immediatamente il 112 per un pronto intervento. In tutti gli altri casi, quando la tosse non disturba la conduzione normale della vita e si risolve entro tre o quattro giorni, è da ritenersi benigna e tale da non richiedere il ricorso al pediatra.

I rimedi. Dulcis in fundo, gli esperti del Bambino Gesù fanno anche una carrellata sui rimedi possibili per la tosse. Al primo posto, in termini di beneficio, si posizionano i lavaggi nasali, che hanno il ruolo di ripulire le vie respiratorie dal muco fermatosi nel naso o in gola. Poi è consigliata l’assunzione di liquidi caldi e di miele nei bambini con età superiore a un anno, sostituito da sciroppo di mais per quelli che non hanno raggiunto ancora i dodici mesi di vita. Gli antibiotici sono utili solo se il medico sospetta un’infezione batterica, mentre il salbutamolo per aerosol o salbutamolo spray con distanziatore è indicato in caso di broncospasmo, associato a cortisonico e infine l’aerosol con cortisonico è la terapie per la laringite con tosse da foca.