Forse è un ex voto

Il mitico coccodrillo di Ponte Nossa è stato ricoverato in clinica

Il mitico coccodrillo di Ponte Nossa è stato ricoverato in clinica
10 Gennaio 2018 ore 07:30

È a tutti noto il motivetto infantile “E il coccodrillo come fa?”, ma da lunedì 8 gennaio a Ponte Nossa è un altro quello nettamente più gettonato: “E il coccodrillo dov’è?”. Dopo il fine settimana dell’Epifania ha infatti lasciato la chiesa parrocchiale il celeberrimo coccodrillo imbalsamato, che da circa 500 anni è sospeso sul fondo della navata destra a lato dell’ingresso nella parrocchiale/santuario Madonna delle Lacrime, che ricorda la miracolosa lacrimazione del 2 giugno 1511.

«Il coccodrillo – spiega don Alessandro Angioletti, parroco di Ponte Nossa e Ponte Selva, rivolgendosi ai parrocchiani – sarà trasportato in tutta sicurezza in una clinica bergamasca per radiografie e con la collaborazione dell’istituto di Scienze Naturali di Bergamo sarà studiato e restaurato. Successivamente da fine febbraio a inizio maggio sarà esposto al Museo Diocesano a Bergamo per un’importante mostra. Farà ritorno nella chiesa parrocchiale nel mese di maggio e sarà valutato un luogo opportuno per metterlo in mostra nei giorni dell’Apparizione, così da offrire a tutti la possibilità di vederlo da vicino in tutta sicurezza, a 500 anni (presumibilmente) dalla sua uccisione ed offerta alla Madonna come ex voto. Queste operazioni saranno seguite nei dettagli e finanziate dal Museo Diocesano Bernareggi».

 

 

La “lucertola marina” e la sua originale collocazione in chiesa sono al centro di numerosi studi, spesso controversi, nei quali giocoforza si incrociano fantasia, leggenda e realtà documentali. Una delle ricostruzioni legate alla presenza dell’animale (indagato anche da Emanuele Roncalli nel volume I misteri di Bergamo nel 1995) vuole che nel 1518 tale Bonelli de’ Ferrari, mercante di Premolo, avesse ucciso (o forse semplicemente acquistato) l’alligatore a Rimini, portandolo “per grazia ricevuta” al cospetto della Vergine, che gli diede la forza per colpire l’animale alla gola uccidendolo. Una seconda ricostruzione, racconta di un antico lago dove a Nossa viveva “un gran lucertolone”, che un giorno stava per inghiottire una madre con un bimbo. La donna in preda alla disperazione implorò la protezione della Madonna: all’improvviso giunse un cacciatore che uccise l’animale, quindi lo imbalsamò e lo portò in chiesa.

Più accreditate le ipotesi che datano la presenza certa del coccodrillo al 1594. Secondo documenti rintracciati negli anni ’80 , si trattava di una sorta di “dono” portato in chiesa dai sindaci della chiesa di S. Maria alla fine del ‘500, e successivamente rimosso. Nel ‘700, ritrovato in soffitta durante lavori di restauro del Santuario e ritenuto legato a un qualche ex voto, il coccodrillo è stato definitivamente ricollocato sul fondo della navata e mantenendo un sostanziale mistero sull’effettiva origine e moltiplicando la curiosità di studiosi e visitatori, spesso organizzati in visite a tema dal locale IAT Promoserio delle Orobie Orientali, che ha sede proprio a Ponte Nossa. La chiesa è stata ristrutturata all’inizio del XX secolo, su progetto di Giovanni Muzio.

La cultura popolare annovera anche un racconto scherzoso, secondo il quale “un tempo un coccodrillo risaliva il fiume Serio, mangiando solamente vergini. Arrivato a Ponte Nossa morì di fame”. Una goliardata assai diffusa, al punto che nel 2015, con il patrocinio del Comune, fu organizzata una serie di eventi artistici a cura dell’associazione “LineaInfinita” con il coinvolgimento delle scuole.

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