E l'antitrust che dice?

Mondadori ha comprato Rizzoli Cioè detiene il 40% del mercato

Mondadori ha comprato Rizzoli Cioè detiene il 40% del mercato
05 Ottobre 2015 ore 14:47

Dopo un lunghissimo corteggiamento durato diversi mesi, ieri sera, domenica 4 ottobre, è arrivata la tanto attesa firma: per una cifra pari a 127,5 milioni di euro, Mondadori, casa editrice controllata dalla famiglia Berlusconi (Fininvest ne detiene il 50,9 percento), ha rilevato l’intero ramo libri (eccezion fatta per Adelphi) di Rcs, divenendo incontrastato leader di settore in Italia, nonché uno dei principali colossi continentali. La decisione, come detto, non è stata semplice ed immediata, ma alla fine Rcs ha dovuto fare i conti con il pesantissimo rosso di bilancio che la attanaglia da diverso tempo, e l’offerta di Mondadori è stata considerata dunque irrinunciabile.

L’accordo. L’affare Mondadori-Rcs è in piedi dalla scorsa primavera: già il 6 marzo era arrivato un parere positivo da parte del consiglio di amministrazione di Rcs, decidendo a maggioranza di concedere a Mondadori un’esclusiva fino al 29 maggio 2015, al fine di approfondire termini e condizioni dell’eventuale operazione, riservandosi ogni conseguente valutazione nel merito. L’azienda diretta da Marina Berlusconi ha fatto valere il proprio diritto, presentando entro il termine un’offerta da 135 milioni di euro, che nel corso dell’estate è stata persino abbassata a 127,5 milioni, cifra con la quale è stato concluso l’affare. Il ribasso è dovuto in primo luogo ad un accordo relativo ad alcuni bonus (5 milioni in più in caso di determinati risultati entro la fine del 2015, e ulteriori 2,5 milioni entro il 2017), e in secondo luogo da un patto che impegna Mondadori a farsi carico di eventuali sanzioni da parte dell’Antitrust.

 

[Ernesto Mauri e Marina Berlusconi, CEO e Presidente di Arnoldo Mondadori Editore] 

 

«È un’operazione di cui siamo particolarmente orgogliosi. Un rilevante investimento, da parte di una grande azienda italiana, in un settore nobile e speciale come quello del libro», ha dichiarato Marina Berlusconi, presidente della Mondadori. Già, il libro, poiché l’accordo prevede la cessione di Rcs Libri, e non del ramo interente ai quotidiani (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, insomma, non cambiano proprietà). In sostanza, significa che Rcs perderà il controllo di alcune della case editrici più importanti in Italia, fra le quali Bompiani, Marsilio, Fabbri e Bur. Discorso a parte per Adelphi, in orbita Rcs ma che ha deciso di non essere parte dell’accordo e di venir rilevata dal suo storico proprietario, Roberto Calasso. L’acquisizione porterà Mondadori a detenere il 35-40 percento del mercato editoriale italiano, nonché il 25 percento di quello relativo alle pubblicazioni scolastiche: si appresta dunque a divenire un colosso senza rivali, con stime che già parlano di un fatturato annuo che si aggirerà introno ai 500 milioni di euro, su un complessivo 1,2 miliardi dell’editoria italiana tutta.

Le ragioni dell’accordo: la crisi di Rcs. Che i bilanci di Rcs fossero schiacciati da un pesantissimo passivo è cosa nota già da tempo: il rosso ha recentemente toccato quota 526 milioni di euro, ed entro la fine dell’anno il debito dovrà essere sotto la soglia dei 440 milioni, altrimenti scatteranno delle clausole con cui le banche costringeranno Rcs a dover fare un secondo aumento di capitale, per 190 milioni. E tra i soci di Rcs, in primis la Fca della famiglia Agnelli, Mediobanca, gli eredi Rotelli e l’editore Urbano Cairo, nessuno ha voglia di rimettere mano al portafoglio dopo la recente ricapitalizzazione del 2013, costata la non banale cifra di 400 milioni. Ecco allora che l’offerta di Mondadori, arrivata con un tempismo che lascia poco spazio al caso, era troppo allettante per essere rifiutata.

 

 

L’incognita dell’Antitrust. Quasi il 40 percento del mercato editoriale italiano, dunque: un numero che non può lasciare indifferente l’Antitrust. L’autorità garante della concorrenza e del mercato dovrà stabilire se l’accordo viola le leggi in materia, in particolare le norme sui monopoli. In caso la quota di mercato dominata in futuro da Mondadori dovesse essere eccessiva, alcuni marchi editoriali del gruppo dovranno, stando al dettato normativo, essere ceduti. Tuttavia, nel comunicato stampa di Rcs sui termini della cessione, si legge: «Eventuali provvedimenti di autorizzazione condizionata non pregiudicheranno il completamento dell’operazione e non comporteranno modifiche delle condizioni economiche per Rcs Media Group». Mondadori dunque si assume in toto il rischio di affrontare il possibile intervento dell’autorità garante ed è per questa ragione, come detto, che rispetto alla cifra stabilita nella prima fase delle trattative, 135 milioni di euro, la somma prevista per l’acquisizione di Rcs Libri è scesa a 127,5 milioni.

Le (altre) principali società del gruppo. Mondadori controllava già nomi importanti dell’editoria, come Einaudi, Edizioni Piemme, Le Monnier e Sperling&Kupfer. Ecco le società principali del gruppo:

  • Attica Publications S.A. (41.986%)
  • Cemit Interactive Media S.p.A. (100%)
  • Edizioni Piemme S.p.A. (100%)
  • Giulio Einaudi Editore S.p.A. (100%)
  • Gruner + Jahr/Mondadori S.p.A. (100%)
  • Kiver S.r.l. (75.22%)
  • Mediamond S.p.A. (50%)
  • Mondadori Education S.p.A. (100%), che detiene tra gli altri il marchio Le Monnier
  • Mondadori Electa S.p.A. (100%)
  • Mondadori France SAS (100%)
  • Mondadori International Business S.r.l. (100%)
  • Mondadori Libri S.p.A. (100%)
  • Mondadori Pubblicità S.p.A. (100%)
  • Mondadori Retail S.p.A. (100%), che detiene, tra gli altri, i marchi Euroclub, Club degli Editori, Il Circolo, Club per Voi e MondadoriStore.it, ex InMondadori.it (il sito di e-commerce che ha preso il posto dello store bol.it)
  • Mondadori Seec Advertising Co. Ltd (50%)
  • Press-Di S.r.l. (100%)
  • Sperling & Kupfer Editori S.p.A. (100%), che detiene tra gli altri il marchio Edizioni Frassinelli
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