Treviglio

Morto in mare il bandito Rossano Cochis, braccio destro di Vallanzasca

"Nanu", 73enne, era stato il braccio destro di Vallanzasca negli anni di piombo della mala milanese, ma per un periodo aveva vissuto anche nella Bassa

Morto in mare il bandito Rossano Cochis, braccio destro di Vallanzasca
13 Luglio 2020 ore 09:00

Un tuffo in acqua dal gommone gli è stato fatale, mentre si trovava in vacanza a Vieste. È morto così giovedì, probabilmente colto da un malore, il 73enne Rossano Cochis, storico membro della “Banda della Comasina” che dal 2014, ovvero da quando aveva lasciato la prigione, abitava a Bernareggio. Originario di Carpenedolo nel bresciano, Cochis era diventato rapinatore dopo aver lasciato il lavoro di rappresentante in una ditta di grissini. Negli anni di piombo, quelli della “mala milanese” il suo nome ricorre spesso tra i protagonisti delle cronache nere dei tempi: le sue specialità erano le rapine, ma capitò in mezzo anche a vicende di sequestri e omicidi. Condannato all’ergastolo, scontò 37 anni in carcere prima di ottenere la libertà condizionale.

Il “Nanu” aveva vissuto anche a Treviglio. Rossano Cochis, detto il “Nanu”, era un bandito temuto e rispettato. Insieme ad Antonio “Pinella” Colia e a Renato Vallanzasca è stato l’anima della temutissima Banda della Comasina e per un periodo nei primi anni ’70 aveva vissuto anche a Treviglio. I vicini di casa di allora ancora ricordano le sue fughe saltando dal balcone del condominio per sfuggire alle forze dell’ordine che cercavano di acciuffarlo. Del terzetto ora è rimasto solo il capo, il “Bel Renè”, che si trova in carcere e proprio in questi giorni si è visto negare la semilibertà. Colia è morto sei anni fa in un incidente in moto a Basiano, nel milanese. E ora anche il braccio destro di Vallanzasca non c’è più e con lui se ne va un altro pezzo di storia di quella “mala milanese” che tre anni fa – ultima apparizione pubblica di Rossano Cochis – fu ricordata con una mostra fotografica.

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