il caso giudiziario

La Motonave Predore, ferma da oltre un anno e costata (nel frattempo) due milioni di euro

L'imbarcazione, commissionata dalla società Navigazione Lago d’Iseo (Nli), era stata finanziata con un bando da 2,4 milioni da Regione Lombardia.

La Motonave Predore, ferma da oltre un anno e costata (nel frattempo) due milioni di euro
12 Agosto 2020 ore 12:03

Trenta metri di lunghezza per 100 tonnellate di dislocamento, con l’aggiunta di un motore Siemens a propulsione ibrida (diesel e elettrico): stiamo parlando della motonave Predore, commissionata dalla società Navigazione Lago d’Iseo (Nli), finanziata da Regione Lombardia e ormeggiata da oltre un anno a Costa Volpino. Immobile: non ha mai navigato nelle acque del lago, ma è costata complessivamente 2 milioni di euro.

Come riporta Corriere Bergamo, Legambiente Lago d’Iseo si è scagliata contro la cattiva gestione dell’imbarcazione da parte di Nli, sottolineando la necessità di rinnovare il parco mezzi con imbarcazioni meno inquinanti. La compagnia di navigazione, dal canto suo, ha spiegato però che si è arrivati a questa situazione a causa di una malagestione della motonave, bensì per errori nella sua costruzione.

A giugno del 2019 Navigazione Lago d’Iseo ha rescisso il contratto che la legava a Zara Metalmeccanica, azienda di carpenteria veneziana che tre anni prima si era aggiudicata il bando da 2,4 milioni per la costruzione della nave. Ora la questione è in mano alla Procura, ma nel frattempo Zara (che possiede le chiavi della motonave) avrebbe riscosso i primi due milioni di finanziamento regionale e mancherebbe solo il saldo da 400mila euro. Nli ha spiegato con i fondi restanti verrà bandita un’altra gara per ristrutturare l’imbarcazione e far sì che possa essere adatta alla navigazione.

L’azienda veneta, al contrario, nell’esposto alla Procura di Bergamo in cui respinge le accuse e attacca la Nli, sostiene di aver ricevuto la visita di un rappresentante commerciale di Siemens prima dell’assegnazione dell’appalto e di essere stata obbligata a montare un motore non in regola con le normative del registro navale e non compatibile con il progetto presentato inizialmente, che prevedeva un motore dell’Auxilia.

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