Mercoledì 4 febbraio a Mozzanica i carabinieri della Sezione Radiomobile hanno arrestato un 49enne d’origine peruviana, identificato con le iniziali A.M.A.Y., destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare che il 27 gennaio era stata emessa dal Tribunale di Roma. L’uomo era ricercato per resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale, reati legati ad un grave episodio verificatosi a Roma.
Aggressione a Roma
Secondo le ricostruzioni che sono state fatte da parte degli investigatori, l’uomo si sarebbe reso protagonista di una violenta aggressione ai danni di due agenti di polizia il 18 agosto dell’anno scorso, nei pressi del cimitero Flaminio. Durante un controllo di routine, l’uomo avrebbe puntato l’auto contro i poliziotti a forte velocità, travolgendoli e provocando loro gravi traumi agli arti. Nonostante l’esplosione di un colpo di arma da fuoco a scopo intimidatorio, l’aggressore sarebbe riuscito a fuggire facendo perdere le proprie tracce.
Alias e documenti falsi per evitare la cattura
Le indagini successive, coordinate dalla Procura di Roma, avrebbero evidenziato un suo sistema di occultamento basato sull’utilizzo di più identità e documenti contraffatti. Tra questi, anche un passaporto argentino falso, che sarebbe stato utilizzato per noleggiare veicoli e spostarsi senza destare sospetti, rendendo più difficile la localizzazione.
L’individuazione durante un controllo
L’uomo è stato rintracciato dai carabinieri durante un’attività di controllo del territorio in provincia di Bergamo: viaggiava a bordo di una Volkswagen Golf nel comune di Mozzanica, appunto. Con lui, all’interno dell’auto intestata a una società di autonoleggio romana, si trovavano anche due connazionali, entrambi con precedenti. Secondo quanto emerso, non si esclude che il gruppo potesse trovarsi in zona con l’intento di commettere reati.
Trasferimento al carcere di Bergamo
Dopo l’arresto, il 49enne è stato condotto alla Casa Circondariale di Bergamo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Come previsto dalla normativa, si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.