nuovi servizi

Nasce “Buongiorno Bergamo”, un call center per raggiungere tutti gli over65

L'iniziativa, sviluppata dal Comune in collaborazione con Centax, sarà attiva dalla la prossima settimana. Al via un monitoraggio della popolazione over65 residente in città per comprenderne lo stato di benessere generale, individuare eventuali bisogni e, al contempo, offrire uno spazio di ascolto

Nasce “Buongiorno Bergamo”, un call center per raggiungere tutti gli over65
Bergamo, 23 Aprile 2020 ore 12:32

di Federico Rota

Un monitoraggio della popolazione over65 residente in città per comprenderne lo stato di benessere generale, individuare eventuali bisogni e, al contempo, offrire uno spazio di ascolto e di condivisione. Sono, in estrema sintesi, gli obiettivi di «Buongiorno Bergamo» il nuovo progetto sviluppato dal Comune in collaborazione con Centax, grazie anche al coinvolgimento dei servizi sociali, anagrafe e del servizio reti comunali.

«Con l’inizio dell’emergenza sanitaria abbiamo costruito la rete di volontari di “BergamoxBergamo” che hanno dato un contributo fondamentale per garantire i servizi di prossimità alla popolazione anziana portando loro la spesa e i farmaci a domicilio o distribuendo i buoni spesa – spiega l’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina -. Una volontaria lavora in Centax e ci siamo confrontate rispetto a quali servizi ulteriori era possibile mettere in campo ».

Centax fornirà a una trentina di volontari, selezionati e appositamente formati dal Comune per partecipare a questo progetto, un software che sarà scaricabile sul proprio computer. Un numero unico consentirà poi ai volontari di telefonare a tutte le persone con più di 65 anni di età, anche a coloro che non sono in carico ai servizi sociali, così da conoscerne eventuali necessità. «Il servizio si articolerà in due fasi – spiega l’assessore Messina -. In una prima fase, che sarà operativa dalla prossima settimana, faremo una mappatura che ha l’obiettivo di individuare, attraverso un questionario con domande a risposta chiusa, lo stato di benessere». Il numero da cui arriveranno le chiamate di «Buongiorno Bergamo» è lo 035.0668711

Nella seconda fase, operativa dal 5 maggio, le persone contattate potranno richiamare il numero e interagire con i volontari, intrattenendo colloqui telefonici «Non si tratta di un servizio psicologico o di un servizio clinico – precisa Marcella Messina -. In città ci sono circa 10 mila persone con più di 65 anni. Crediamo sia importante raccogliere una lettura non soltanto delle fragilità sociali, ma vogliamo rivolgersi a chiunque desideri accedere ad una serie di servizi di prossimità. Si tratta della condivisione di uno spazio di ascolto per chi è a casa da solo. Dalle chiamate ai servizi attivati per far fronte all’emergenza sanitaria ci siamo accorti che la gente non chiamava soltanto per chiedere l’attivazione di un servizio, ma manifestava anche la necessità di parlare, raccontare ed esprimere i loro vissuti, anche il senso di insicurezza vissuto in queste settimane».

Al netto delle persone già conosciute dai servizi sociali, Palazzo Frizzoni stima un possibile bacino di utenza di circa 8 mila anziani, per altrettante telefonate. «Non appena si sono verificati i primi casi abbiamo deciso di chiudere le nostre sedi di Bergamo e Verona e di attivare lo smart-working, anche perché l’attività di call center comunque raccoglie diverse persone in un unico luogo – prosegue Dario Tognazzi, amministratore delegato di Centax -. Ho chiesto all’area tecnica di attrezzare un settore apposito per questa iniziativa perché abbiamo la tecnologia per poter restare vicini alle persone in questo particolare momento di emergenza. Nella seconda fase verrà messo in campo un vero e proprio call-center virtuale che gestirà le telefonate in entrata».

«Cerchiamo di mostrare vicinanza a una parte della popolazione che in questo momento è invitata in modo particolare a restare isolata perché maggiormente esposta al rischio del contagio – conclude Elena Lazzari, responsabile dei servizi sociali di Bergamo -. Intendiamo creare una rete di protezione sociale. In questo senso, un aiuto importante è dato dai presidenti dei centri per la terza età, nel segnalare situazioni particolari di fragilità o di bisogno da parte delle persone anziane nei quartieri».

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