Le nuove norme

A New York vietato fumare ovunque e un pacchetto costerà 13 dollari

A New York vietato fumare ovunque e un pacchetto costerà 13 dollari
Cronaca 04 Settembre 2017 ore 03:30

Bill de Blasio, il sindaco di New York, ha firmato la legge che aumenta il prezzo minimo delle sigarette a 13 dollari a pacchetto. Non che prima costassero poco, ma l’aumento (10,50) è di un tale livello da prosciugare le tasche dei fumatori. «Il fumo resta una delle maggiori cause di morte a New York. Stiamo lavorando per cambiare questa situazione», ha twittato de Blasio, il cui obiettivo è ridurre il numero di fumatori di 160mila persone entro il 2020. A NY già dal 2013 è vietata la vendita di sigarette ai minori di 21 anni. De Blasio ha voluto biasimare il fatto che a New York oggi ha più rivenditori di tabacco che Starbucks e pizzerie messi insieme. «Ovunque vi giriate, sfortunatamente, c'è un negozio che vende tabacco», ha detto il sindaco nella conferenza stampa in cui annunciava il nuovo rincaro. L’offensiva sta ottenendo risultati: nel 2002 fumava il 21,5 per cento della popolazione residente mentre nel 2015 il 14,3 per cento. Ma l’obiettivo è quello di ridurre a piccola minoranza (160mila persone) i fumatori nel 2020.

 

 

Vietato fumare ovunque. Fumare a New York del resto non è impresa semplice. Ovviamente, dall’approvazione del Smoke Free Air Act del 2002 è proibito in tutti gli interni e in tutti i locali pubblici. Ma dal 2011 il divieto si applica anche nei parchi (si leggono i cartelli «Smell flowers, no smoke»), nelle piscine, nelle piazze, sulle spiagge e quando si passeggia sul lungomare. E non va meglio a chi si è rivolto alla sigaretta elettronica: dal 29 aprile 2014 le stesse regole si applicano anche a questi sostituti del tabacco. Continuando nell’elenco delle proibizioni, in strada si può fumare ad almeno 30 metri dall’entrata dei palazzi, in particolare se si tratta di edifici rinomati e centri commerciali; non è invece permesso fumare sul marciapiede all’esterno di scuole, centri d’infanzia e strutture sanitarie. È possibile accendere una sigaretta in uno dei pochi bar in cui è ancora oggi permesso fumare: vengono chiamati smoking bar. Ed esistono anche dei cigar bar, luoghi particolarmente esclusivi in molti dei quali è possibile però fumare solo sigari (con pochissime eccezioni).

 

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Anche nelle case popolari. Se si vuole fumare all’interno di una casa è meglio accertarsi prima se nell’appartamento sono presenti rilevatori di fumo che potrebbero far scattare l’allarme antincendio, perché quasi tutti i nuovi condomini ne sono dotati. Ma gli Stati Uniti da inizio 2017 hanno avviato una battaglia contro il fumo passivo che riguarda in particolare New York: nelle case popolari, dove gli inquilini pagano affitti con sussidi pubblici, sarà proibito fumare. È una stretta senza precedenti varata dal Dipartimento sulla casa e sviluppo urbano del governo, in difesa in particolare dei bambini, che sono i più esposti al fumo passivo. Le agenzie di edilizia residenziale pubblica avranno un anno e mezzo per porre in vigore le nuove normative, che coinvolgeranno oltre 1,2 milioni di famiglie. Di queste ben 400mila riguardano New York: già da qualche anno l’agenzia che si occupa degli alloggi popolari - la più grande degli Usa - ha interdetto il fumo nei corridoi e negli spazi pubblici.