Capacità di intendere e di volere?

«Non sapevo se fosse una bambina o un peluche»: parla l’uomo arrestato per il tentato rapimento all’Esselunga di Redona

Davanti al giudice, il 47enne rumeno ammette il gesto ma non ne spiega il motivo; poi sceglie di non rispondere

«Non sapevo se fosse una bambina o un peluche»: parla l’uomo arrestato per il tentato rapimento all’Esselunga di Redona

Non servono più i dettagli del tentato rapimento: Bergamo sa già della corsa disperata dei genitori, delle mani strette e dell’arresto davanti all’Esselunga di via Corridoni. Quello che fino a oggi rimaneva un mistero erano le parole dell’uomo arrestato: sabato, davanti al giudice per le indagini preliminari Michele Ravelli, il 47enne rumeno ha ammesso di aver afferrato la bimba, ma ha dichiarato di non riuscire a spiegare il perché del gesto. «Non sapevo se si trattasse di una bambina o di un peluche», ha detto, assistito da un interprete e dal difensore Erica Pasinetti.

Le sue dichiarazioni, però, non hanno chiarito le ragioni dell’azione, che resta priva di logica apparente. Poco dopo, l’uomo ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Al termine dell’udienza, il gip Michele Ravelli ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere.

Secondo la difesa, sarà richiesta una perizia tramite incidente probatorio per accertare se l’uomo, al momento del fatto, fosse capace di intendere e volere.

Dai pochi elementi ricostruiti emerge che l’uomo era in Italia da pochi giorni, senza fissa dimora, e nei giorni precedenti si era recato in ospedale, anche se non è chiaro se per motivi di salute o per cercare di tornare in Romania. Al momento del gesto non era ubriaco né sotto l’effetto di stupefacenti.

L’episodio, durato pochissimi secondi, aveva già mostrato la prontezza dei genitori: la madre ha stretto la figlia, il padre ha bloccato l’uomo con l’aiuto di altri presenti, e le forze dell’ordine sono arrivate in pochi minuti.