Il dopo partita

«Non è stata colpa di Copenaghen» Il Gasp non va in cerca di alibi

«Non è stata colpa di Copenaghen» Il Gasp non va in cerca di alibi
Cronaca 03 Settembre 2018 ore 04:00

Dopo l’eliminazione in Europa League per mano del Copenaghen ci si aspettava un riscatto contro il Cagliari. Invece l’Atalanta esce sconfitta 1-0 e un amareggiato Gian Piero Gasperini prova ad analizzare i novanta minuti contro i sardi.

«Non direi che abbiamo perso per colpa delle scorie di Copenaghen – spiega il tecnico di Grugliasco – perché c’era tutta la voglia di reagire. Abbiamo avuto delle difficoltà in campo e queste sono le cause di una prestazione poco convincente seppur di grande generosità. Purtroppo abbiamo accusato dei problemi di natura tecnico-tattica in mezzo al campo». 

Il tutto nonostante l’approccio sia stato positivo.

«Abbiamo avuto qualche buona occasione a inizio gara, siamo partiti abbastanza bene, ma si capiva che l’avversario era pericoloso. Poi, in svantaggio, abbiamo scelto di puntare più sui giocatori che sulla squadra e questo non ha dato buoni risultati. Mi aspettavo un Cagliari combattivo. L’ho visto giocare domenica contro il Sassuolo, ed è una squadra che si è migliorata molto. Ha preso quei tre pezzi che individualmente hanno migliorato un roster già molto buono. Ma in questo campionato non ci sarà solo il Cagliari a dar fastidio. Ci sono molti club con tanta qualità soprattutto nei fronti offensivi». 

L’attenzione si sposta sui singoli. Dopo l’exploit dell’Olimpico, in molti si attendevano il bis di Rigoni.

«Abbiamo bisogno di conoscere Rigoni, ma non solo lui. Oggi  – aggiunge Gasperini – c’erano in campo tanti giocatori nuovi rispetto all’anno scorso. In questi casi indubbiamente perdi un po’ di identità di squadra, ma non per colpa loro. Abbiamo giocato tanto e ci siamo allenati meno. Adesso c’è la sosta, tanti sono convocati con le rispettive nazionali, ma noi abbiamo bisogno di lavorare per tornare ad essere una squadra. E per me è sempre la cosa fondamentale.

Papu?

«Non posso commentare ogni volta perché non gioca qualcuno. Ho più di venti elementi, sono tutti tesserati dell’Atalanta, non li abbiamo presi al bar qua fuori». 

Sugli episodi che hanno deciso il match, l’allenatore dell’Atalanta non entra nei dettagli.

«Rigore su Zapata? L’ho visto da distante e non so cosa dire. Sul gol mi dicono ci sia stata una deviazione, ma non l’ho ancora rivisto».

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