La polemica

Nuove scintille tra Regione e Protezione civile sull’obbligo di utilizzo delle mascherine

Angelo Borrelli ha detto che non le userà perché basta rispettare la distanza sociale. Il vicepresidente regionale Sala e l'assessore al Bilancio Caparini: «Basiti da queste dichiarazioni»

Nuove scintille tra Regione e Protezione civile sull’obbligo di utilizzo delle mascherine
04 Aprile 2020 ore 23:07

«Non uso la mascherina, rispetto le regole del distanziamento sociale. La mascherina è importante se non si rispettano le distanze». Così ha parlato nel tardo pomeriggio di sabato 4 aprile il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, andando dunque in netto contrasto con la nuova ordinanza emessa nel tardo pomeriggio dello stesso giorno da Regione Lombardia, che prevede invece l’obbligo di coprirsi naso e bocca (possibilmente con mascherine, altrimenti con anche un foulard o una sciarpa).

Davide Caparini, assessore regionale al Bilancio

E così, dopo le tensioni che già c’erano state nelle scorse settimane, ecco che tornano a esserci scintille tra Regione Lombardia e Protezione Civile. L’assessore regionale al Bilancio, Davide Caparini, ha affermato: «In Lombardia chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine che Borrelli ci ha promesso noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Nel frattempo, la nostra Protezione civile sta distribuendo milioni di mascherine ai più fragili e alle farmacie. Borrelli, invece, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?».

Fabrizio Sala, vicepresidente di Regione Lombardia

Stesso tono, se non ancora più duro, quello usato dal vicepresidente Fabrizio Sala: «Le parole del capo dipartimento della Protezione Civile nazionale Angelo Borrelli ci lasciano a dir poco basiti. Di fatto, Borrelli prende nettamente le distanze dal nostro provvedimento sulla necessità di coprire le vie respiratorie quando si esce di casa. Un modo di comportarsi che non esitiamo a definire imprudente e che davvero fatichiamo a comprendere. Non capiamo se si stia sottovalutando il diffondersi del contagio o se ci sia una mancanza di approfondita conoscenza di ciò che è successo nelle aree maggiormente colpite nel mondo. È un momento che richiederebbe una forte coesione, in particolare nelle linee guida per la protezione dei cittadini, ma pare che venga sempre messo in discussione ciò che in Lombardia costruiamo con tanta fatica per la salute della popolazione».

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