Le foto a colori caldi

Il primo giorno d’autunno

Il primo giorno d’autunno
23 Settembre 2015 ore 10:08

Il viaggio terrestre attorno al Sole ci ha portato verso l’inizio di una nuova stagione, l’autunno. L’estate torrida che ci ha strappato tanti improperi sta lasciando il posto a un clima più fresco, a cieli nuvolosi e ai colori caldi delle foglie prossime a cadere. Le danze d’autunno si aprono con l’equinozio, il momento in cui il piano orbitale della stella del nostro Sistema planetario è perpendicolare rispetto a quello dell’asse terrestre. In altri termini, il Sole si pone sullo zenit dell’Equatore. Si tratta di una condizione che occorre solo due volte all’anno, al principio dell’autunno, appunto, e all’inizio della primavera. Nei giorni di equinozio, come sappiamo, la durata del dì è pari a quella della notte e il sole sorge e tramonta esattamente ad Est e Ovest.

L’autunno, tuttavia, non inizia sempre nello stesso giorno, a causa di un fenomeno chiamato precessione degli equinozi, provocato a sua volta dal cambiamento di orientamento dell’asse di rotazione terrestre. Il primo giorno d’autunno, dunque, cade il 22 o il 23 settembre; quest’anno inizierà il 23 settembre, precisamente alle 10:21. Mentre nel nostro emisfero, quello boreale, si festeggerà l’arrivo delle stagioni più fredde, in quello australe, invece, si accoglierà la primavera. Le regioni artiche dovranno prepararsi a sei mesi di buio, mentre quelle antartiche saranno esposte alla luce del sole per altrettanto tempo. L’alternanza delle stagioni si deve al fatto che i raggi solari non colpiscono la superficie del nostro pianeta nello stesso modo, e dunque raggiungono le varie aree della Terra più o meno direttamente, con più o meno forza. L’avvento dell’autunno, inoltre, non è senza conseguenze, per la nostra atmosfera. La caduta delle foglie e il raffreddamento del terreno si accompagna alle tempeste geomagnetiche e alle aurore boreali, la cui frequenza raddoppia, rispetto agli altri periodi dell’anno.

 

 

Tradizioni e festeggiamenti. Nel mondo antico i cambi di stagione erano accompagnati da festeggiamenti legati al mondo agricolo. Tra i popoli di cultura celta l’equinozio d’autunno era posto sotto il segno di Mabon, divinità della vegetazione e dei raccolti. Secondo la leggenda che lo riguarda, Mabon fu rapito tre giorni dopo la sua nascita e liberato da Re Artù e i suoi compagni. Al posto di Mabon, i Greci, e poi i Romani, avevano Persefone, la bella figlia di Demetra, dea delle messi, che fu rapita dal dio degli Inferi Plutone, invaghitosi di lei. Le lacrime e le suppliche della madre presso Zeus fecero sì che Persefone potesse ritornare nel mondo dei vivi per sei mesi all’anno. In questo periodo, la gioia di Demetra fa crescere le sementi e verdeggiare le piante. Ma nel periodo in cui la figlia è lontana, la dea toglie alla terra la sua benedizione. All’inizio dell’autunno, dunque, gli antichi mettevano al riparo le sementi, per custodirle fino alla primavera seguente. Presso le prime comunità cristiane, invece, l’equinozio autunnale fu associato alla figura dell’Arcangelo San Michele, il quale lotta contro il buio e le forze del male.

 

EQUINOZIO-ASTRONOMIA

 

Autunno, tempo di sagre. I piatti della tradizione regionale italiana cambiano in accordo con la disponibilità dei prodotti. In molte località i gusti autunnali sono i protagonisti di sagre e festività paesane, occasioni di convivialità e di recupero delle usanze contadine. Nella provincia di Roma, a Cerreto Laziale, si tiene la Sagra delle Pizzarelle, una pasta a base di farina di grano e di granturco, condita con sugo, aglio, alici e peperoncino. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, a Canda (Rovigo), si festeggia il gnocco di patate, accompagnato da abbondante vino locale. Sempre ad ottobre, cade la sagra “ti li stacchioddi”, a Latiano (Brindisi). I fortunati potranno gustarvi le orecchiette con involtini di carne equina, detti brascioli. Spostandoci più a nord, verso il centro della penisola, troviamo la Sagra della salamina da sugo al cucchiaio. Chi fosse interessato potrebbe  organizzare una gita fuori porta a Madonna Boschi, Ferrara: la salamina è una specialità locale cucinata con aceto, grana e patate ed è usata per condire tagliatelle e lasagne. Un vero sogno per le papille gustative. A Bologna, invece, si rende omaggio al tortellino. Ancora più a nord, in Trentino, si può trovare, nei primi giorni di ottobre, il Mercato del pane e dello strudel. Pagnotte di pane di segale e di pane speziato si alternano al classico strudel di mele e ai golosissimi krapfen alla crema. Altro che stagione triste e fredda. L’autunno è un banchetto di colori e sapori.

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