il maxi blitz della finanza

Oltre 3mila tonnellate di benzina contrabbandata: sgominata banda, 10 gli arresti

I militari hanno sequestrato 2,8 milioni di euro, profitto determinato dall’evasione delle accise e delle imposte. Le indagini sono state avviate nel 2018. Il carburante veniva acquistato in Polonia e stoccato in un deposito milanese dopo essere passato per la Germania e l'Austria

Oltre 3mila tonnellate di benzina contrabbandata: sgominata banda, 10 gli arresti
Bergamo, 16 Settembre 2020 ore 09:44

Maxi-blitz della Guardia di Finanza di Bergamo che ha portato all’arresto di una banda di 10 persone, con base in provincia di Bergamo, accusate di associazione a delinquere per l’importazione illecita in Italia di oli lubrificanti e di altri carburanti. Complessivamente sono stati 2,8 i milioni di euro sequestrati dai militari, corrispondenti al profitto determinato dall’evasione delle accise e delle imposte sulla produzione e sui consumi. Le indagini sono iniziate nel 2018 quando i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, acquisizione di testimonianze e l’approfondimento di segnalazioni per operazioni finanziarie sospette, hanno smascherato un’organizzazione criminale di 21 persone accusate, a vario titolo, di gestire il commercio in nero di rilevanti quantitativi di prodotti petroliferi introdotti di contrabbando in Italia.

Il sistema criminale, come lo ha definito il gip nel suo provvedimento di arresto, prevedeva l’acquisto del prodotto in raffinerie in Polonia ad opera di alcuni sodali stabiliti in quel Paese, che avevano il compito di inviarlo in Germania in un deposito a capo dell’organizzazione. Dalla Baviera, dopo aver attraversato l’Austria, il carico arrivata in Italia attraverso il Brennero all’interno di cisterne di Pvc della capienza di 1000 litri, trasportate a bordo di tir telonati. All’arrivo in un capannone, in provincia di Milano, il prodotto veniva travasato in autocisterne per essere consegnato agli autotrasportatori ai clienti finali, principalmente nel Sud Italia. Ai clienti stabiliti nelle regioni del Nord invece il prodotto veniva consegnato direttamente, senza essere stoccato nel deposito milanese. Talvolta il trasporto avveniva su rotaia, con cisterne della capienza di 30mila litri che, arrivate all’interporto di Melzo, venivano prelevate da tir in uso all’organizzazione. I prodotti petroliferi viaggiavano sempre scortati da documenti che ne descrivevano una diversa natura (principalmente detersivo e collanti) o addirittura senza alcun documento di trasporto. Per ridurre il rischio di eventuali controlli, le fasi di arrivo e consegna erano pressoché concomitanti e il pagamento delle transazioni in contanti o con bonifici su conti esteri. Secondo le stime fatte dagli inquirenti la banda avrebbe introdotto complessivamente 4.280.000 litri (corrispondenti a circa 3.600 tonnellate) di prodotti petroliferi di contrabbando.

A finire in carcere a Bergamo sono stati un 54enne residente a Carobbio degli Angeli, ritenuto essere il capo e promotore dell’organizzazione; un 57enne di Gorlago; un 51enne di Trezzano sul Naviglio con precedenti per ricettazione, truffa e associazione a delinquere per clonazione di carte di credito; un 62enne di Meda già indagato per bancarotta, frode fiscale, truffa, riciclaggio e falso in bilancio; e un 34enne di Albairate. Inoltre, fanno parte delle persone destinatarie del provvedimento di arresto anche cinque uomini di nazionalità polacca, per i quali è stata intrapresa la procedura di rintraccio.

Durante le indagini, nonostante siano stati intercettati dai finanzieri diversi carichi, l’associazione ha cercato di volta in volta di rimodulare il suo modus operandi, per non fermare i traffici illeciti. Tra i principali acquirenti figurano imprese operanti nel settore dei trasporti, aziende agricole, società di commercializzazione di prodotti petroliferi e distributori stradali. Infine, sono stati messi i sigilli su 17 tir usati per contrabbandare i prodotti petroliferi e su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, oltre 195mila litri di carburante sottoposto a sequestro sono stati destinati ai vigili del fuoco di Bergamo, Milano e Lecco e utilizzati per rifornire i mezzi di soccorso.

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