Indagini chiuse

Omicidio di Sara Centelleghe a Costa Volpino, il killer con le diverse aggravanti rischia l'ergastolo

La notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024, la 19enne fu uccisa dopo che sorprese l'indiano in casa sua. La madre chiede giustizia

Omicidio di Sara Centelleghe a Costa Volpino, il killer con le diverse aggravanti rischia l'ergastolo
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Chiuse le indagini del pm Gianpiero Golluccio sull'omicidio di Sara Centelleghe, la 19enne di Costa Volpino aggredita a mani nude e a colpi di forbice da Jashandeep Badan, ventenne di origini indiane, reo confesso e ora in carcere.

L'accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario, aggravato dallo scopo di rapina, dalla minorata difesa e dalla crudeltà. Tutti elementi che, a processo, potrebbero costare al killer l'ergastolo. Adesso, rimane da capire se insieme al suo legale usufruirà dell'interrogatorio con il magistrato della Procura, dato che a investigazioni terminate ne avrebbe diritto.

Uccisa per la droga dell'amica

Mentre si attende il dibattimento giudiziario, rimane il dato di una vicenda che ha sconvolto questo paese dell'Alto Sebino e la tragedia che ha colpito la famiglia, soprattutto per le dinamiche con cui è avvenuta. La vittima, infatti, non aveva mai avuto nulla a che fare con il suo assassino e si è ritrovata in quella situazione per una serie di drammatiche circostanze.

Nello specifico Badan, un soggetto problematico, nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024, si era intrufolato con uno stratagemma nell'appartamento di via Nazionale, dove la giovane viveva con la madre (fuori casa quella sera), per sottrarre all'amica della ragazza dell'hashish. Quest'ultima, infatti, era andata a passare la serata e dormire nell'abitazione, nascondendo però la sostanza stupefacente dietro la porta d'ingresso. L'indiano le aveva fatto credere di voler effettuare uno scambio: lui le avrebbe ceduto della cocaina, mentre lei gli avrebbe dato un po' di fumo.

Questo lo si capisce dallo scambio di messaggi in chat tra i due (e che poi la ragazza aveva cercato di cancellare, per nasconderli ai carabinieri), nel quale l'arrestato aveva poi dato appuntamento all'altra ai portici del condominio. Lei era scesa, ma non l'aveva trovato. Questo perché era tutto un sotterfugio per salire fino all'appartamento di Sara, intrufolarsi e cercare la droga. A quel punto, però, le cose non sono andate esattamente come aveva calcolato Badan: Sara, che non immaginava nulla e stava dormendo nel suo letto, a un certo si è svegliata e ha visto un estraneo in casa sua.

In quel momento, è esplosa la furia omicida di "Deep", come era chiamato da chi lo conosceva, il quale aveva prima picchiato la giovane, poi l'aveva colpita con numerose forbiciate con lo strumento che aveva recuperato in cucina e, infine, l'aveva strangolata. dandosi poi alla fuga, a piedi nudi e insanguinati, lasciando tracce ovunque, attraverso i garage della palazzina, ritornando nel suo appartamento. Quando i militari hanno bussato alla sua porta, dopo ulteriori verifiche dato l'atteggiamento sospetto, hanno scoperto che aveva ancora vistose tracce ematiche.

Jashandeep Badhan

La famiglia chiede giustizia

Quando l'amica di Sara torna all'appartamento, si ritrova davanti alla scena e chiama i soccorsi e la madre della vittima, Marilisa Gambarini. Proprio lei, in questo frangente, ha rilasciato alcune dichiarazioni e raccontato quelle ore sia a L'Eco che al Corriere Bergamo. Si era fermata dal compagno e la telefonata l'aveva raggiunta all'1.38 di notte: all'inizio aveva pensato a un incidente d'auto, poi aveva capito che la situazione era diversa. Dato che ci avrebbe messo circa venti minuti da Provaglio d'Iseo, dove si trovava, per raggiungere Costa Volpino, aveva chiesto alla madre e al fratello di anticiparla e andare sul posto.

La palazzina del delitto

La nonna, quando arriva, dalla soglia vede i soccorritori e un braccio della ragazza a terra. La signora Gambarini, una volta raggiunta la madre, trova le orme insanguinate sulle scale e vede tirare ai carabinieri il nastro per delimitare la scena del crimine. A quel punto, capisce che è finita. «Mia figlia non c’entrava nulla, dormiva - ha spiegato a L'Eco -. È morta in modo assurdo, quel ragazzo abitava vicino ma lo conoscevamo solo di vista. L’amica 17enne, se voleva fare certe cose, poteva farle a casa sua. E non ha raccontato subito tutto. Davanti alla sua amica senza vita ha avuto la lucidità di cancellare i messaggi telefonici».

Non vuole alcun contatto con la famiglia dell'omicida, che abita lì vicino nello stesso complesso, ma spera di avere almeno giustizia dopo quanto successo a Sara: «Lo vedrò in faccia al processo, ma non gli dirò nulla. Io spero che gli diano il massimo della pena, anche se questo non potrà ridarmi mia figlia».

Commenti
sandro

Simpatici questi titoli, "rischia", poverino come si trattasse di una casualità. Intanto ha applicato la pena di morte alla povera Sara. Tranquilli che anche qui arriverà la perizia psichiatrica.

Alessandro

Dietro le sbarre e buttare la chiave. Un altro di cui possiamo fare a meno. Che faccia compagnia a Sangare, un suo simile.

RT

...con una scusa di procurare sostanze, lo aspetto BEN VOLENTIERI al mio indirizzo e poi gli preparo una bella festicciola.....

Luca

Rischia ? Fatemi capire , se ammazzi una persona volutamente , non subisci la pena capitale e da Cristiano capisco ma non accetto ... e rischi di Non prendere l' ergastolo ? ! Noooo , e no ! Io non ci sto ! Direbbe Scalfaro e un cantautore di cui no ricordo il nome

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