La decisione

Omicidio di Sharon, il Comune di Terno d'Isola non si costituirà parte civile nel processo

Il sindaco Gianluca Sala: «Il riscatto del paese non passi dalle aule del tribunale, ma dalla partecipazione civile alla vita pubblica»

Omicidio di Sharon, il Comune di Terno d'Isola non si costituirà parte civile nel processo
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Il Comune di Terno d'Isola non si costituirà parte civile nel processo a Moussa Sangare, il reo confesso dell'omicidio di Sharon Verzeni, avvenuto il 30 luglio dell'anno scorso in via Castegnate.

La prima udienza si terrà in tribunale a Bergamo il prossimo martedì 25 febbraio, dove si farà luce, dopo le investigazioni che hanno portato alla cattura dell'assassino, anche dal punto di vista giudiziario su un avvenimento violento che l'estate scorsa aveva scosso la Bergamasca.

L'omicidio e la questione sicurezza

L'evento, prima dell'arresto del giovane, aveva gettato in un profondo sconcerto e senso di insicurezza gli abitanti. Per circa un mese, infatti, si era avuto un timore diffuso che il killer, ancora a piede libero, potesse colpire ancora. Con questa situazione, si erano fatte anche più accese le critiche all'Amministrazione da parte di alcuni cittadini e dell'opposizione, che avevano fatto riferimento anche agli episodi di microcriminalità e spaccio in alcune zone del loro territorio.

Con la scoperta delle dinamiche con cui, almeno dalle ricostruzioni degli inquirenti e dal racconto di Sangare, sarebbe avvenuto il delitto, è emerso però un quadro più complesso. Nel quale è senza dubbio venuto fuori un ritratto molto più complesso dell'assassino, che avrebbe ricondotto la motivazione del reato una sorta di impulso che aveva avvertito, ovvero quello di accoltellare qualcuno. Motivo per cui, il Comune si era smarcato dalle accuse per cui l'episodio fosse legato anche a delle difficoltà nel gestire la questione sicurezza.

Sharon Verzeni

Espressa vicinanza ai familiari

«Successivamente a numerosi confronti con un legale, al fine di determinare la corretta strada da percorrere, il Comune ha assunto tale decisione nel rispetto delle valutazioni giuridiche e delle prerogative istituzionali dell’Ente, considerando la natura del reato» ha spiegato l'Amministrazione in una nota stampa diffusa oggi, venerdì 21 febbraio.

Pur essendoci dei presupposti per l’istituzione, si è comunque deciso di non partecipare attivamente al processo come parte lesa. Il Comune, in ogni caso, ha espresso piena fiducia nell’operato della magistratura e rinnovato la propria vicinanza alla comunità e ai familiari della vittima, auspicando che si faccia piena luce sui fatti accaduti e garantire giustizia.

Moussa Sangare

Le parole del sindaco

«L’omicidio della nostra concittadina Sharon Verzeni ha esercitato un grande impatto sulla vita nel nostro Comune e non solo. La comunità ha nutrito per lunghe settimane un senso di inquietudine e insicurezza, amplificato dal grande risalto che il caso ha avuto nel discorso pubblico e nelle cronache nazionali» ha dichiarato il sindaco Gianluca Sala.

«Indubbiamente - ha continuato -, il tragico episodio ha recato un danno all’immagine del territorio, generando un allarme sul tema della sicurezza. Per via della sua posizione centrale nell’asse dell’Isola bergamasca e per alcune dinamiche che persistono da decenni, proprio la sicurezza è tra i temi più caldi nel nostro paese.

I fenomeni di microcriminalità e di disturbo della quiete pubblica non vanno però messi sullo stesso piano del doloroso omicidio di Sharon Verzeni, che non presenta relazione con i problemi pregressi che abbiamo riscontrato sul territorio, per cui ci battiamo da anni attuando un programma di sicurezza urbana concreto, partecipativo e trasversale».

Il primo cittadino, inoltre, ritiene che «il riscatto di Terno d’Isola non passi dalle aule del tribunale», ma arrivi piuttosto «dalla partecipazione civile alla vita pubblica e continuando a investire sul miglioramento della qualità della vita, attraverso opere pubbliche e progetti sociali. La ricetta per voltare pagina passa dal nostro impegno amministrativo e dal supporto attivo dei cittadini. Il tutto mentre continueremo ad onorare la memoria di Sharon, consolidando il dialogo con le forze dell’ordine e le istituzioni comunali, per rafforzare le sinergie operative che si sono stabilite».

Commenti
Marcello

A che cosa servirebbe costituirsi parte civile contro uno spiantato a cui non c'è niente da spillare? Sarebbero solo parcelle da pagare agli avvocati. Decisione saggia.

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