Omicidio di Sharon Verzeni, inizierà il 25 febbraio il processo contro Moussa Sangare
È stata accolta la richiesta avanzata dal pm di giudizio immediato. Il trentenne di Suisio è accusato di omicidio pluriaggravato dai futili motivi, la premeditazione e la minorata difesa
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È stata accolta la richiesta, avanzata dal pm della Procura di Bergamo, Emanuele Marchisio, di giudizio immediato per Moussa Sangare, il trentenne di Suisio che a luglio accoltellò Sharon Verzeni a Terno d'Isola (in via Castagnate). Il processo nei confronti dell'uomo prenderà il via il prossimo 25 febbraio, come riportato da PrimaMerate.
Il giudizio immediato
Il giudizio immediato è un procedimento speciale che consente di "saltare" l'udienza preliminare e porta ad anticipare il dibattimento, senza finalità premiali per l'imputato. Una strada che si è rivelata percorribile, nel caso di specie, per due motivi: la presenza di prove inconfutabili contro l'indagato e l'avvenuto interrogatorio.
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In poche parole, sulla base di quanto già acquisito (oltre ai video delle telecamere, più recentemente anche il dna della vittima sulla bici dell'imputato) e dell'interrogatorio, l'udienza preliminare è stata ritenuta superflua.
L'accusa e le aggravanti
Sangare è accusato di omicidio pluriaggravato e il pm Marchisio gli contesta anche i futili motivi, la premeditazione e la minorata difesa, legata al fatto che l'omicidio è avvenuto in orario notturno, in un luogo deserto e con la vittima che stava ascoltando musica con le cuffiette, risultando quindi più vulnerabile a un'aggressione a sorpresa alle spalle come quella che ha subito.
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Intanto, da diversi mesi Sangare non è più incarcerato in via Gleno a Bergamo, dove era stato portato subito dopo l'arresto. A settembre, infatti, il giudice di sorveglianza aveva chiesto il suo trasferimento in un'altra struttura dopo che altri detenuti avevano lanciato contro il trentenne delle bombolette incendiarie. La gip aveva accolto la richiesta.