la decisione

Omicidio di via Novelli, il giudice respinge gli arresti domiciliari. Il giovane resta in cella

Oggi, mercoledì 11 agosto, l'interrogatorio di convalida. Alessandro Patelli, 19 anni, è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi

Omicidio di via Novelli, il giudice respinge gli arresti domiciliari. Il giovane resta in cella
Cronaca Bergamo, 10 Agosto 2021 ore 20:35

No agli arresti domiciliari per Alessandro Patelli, il giovane di 19 anni in cella da domenica scorsa (8 agosto), accusato dell’omicidio di Marwen Tayari, il trentaquattrenne tunisino accoltellato in via Ermete Novelli. Il gip Maria Beatrice Parati non ha accolto la richiesta dell’avvocato che assiste il diciannovenne, Enrico Pelillo, convalidando l’arresto e confermando la custodia cautelare in carcere. L’accusa nei confronti di Patelli è di omicidio volontario aggravato da futili motivi.

L’interrogatorio di convalida si è svolto oggi (mercoledì 11 agosto) in Tribunale ed è durato oltre due ore e mezza. Presente anche il pm Paolo Mandurino, che aveva interrogato il giovane nelle ore successive all’arresto. Al magistrato, così come al giudice, Alessandro Patelli ha detto di essersi sentito minacciato da Tayari e di aver usato il coltello per difendersi. Un’arma che, ha ribadito il ragazzo, non è stata prelevata in casa, bensì aveva già addosso.

La versione fornita dal ragazzo, però, diverge da quella fornita agli inquirenti dalla compagna di Tayari, Eleonora Turco, e non convince del tutto chi si sta occupando delle indagini. Secondo l’accusa Patelli non si sarebbe difeso, bensì dopo la prima discussione avuta con la vittima sui gradini del portone d’ingresso, sarebbe salito in casa, avrebbe preso il casco del motorino e il coltello e, uscendo dal palazzo, avrebbe puntato la lama contro la vittima.

La discussione si sarebbe accesa nuovamente, il giovane sarebbe stato sgambettato e entrambi, Patelli e Tayari, sono caduti a terra, fino al tragico epilogo: sei coltellate in diversi punti del corpo. Vani i tentativi di soccorrere Marwen, morto tra le braccia della compagna e sotto gli occhi delle figlie di 12 e 2 anni.

Sempre questa mattina (mercoledì 11 agosto) il medico legale Matteo Marchesi ha eseguito l’autopsia sulla salma. La difesa del ragazzo ha dato l’incarico all’esperto Giancarlo Borra di prendere parte all’esame. Gli avvocati che assistono la compagna della vittima e la famiglia del tunisino, invece, non hanno nominato consulenti di parte.