antidroga

Operazione “Binario Morto”: la Polizia sgomina banda di spacciatori allo scalo merci

Concluse le indagini preliminari nei confronti di 9 persone che gestivano la rete di spaccio in stazione

Operazione “Binario Morto”: la Polizia sgomina banda di spacciatori allo scalo merci
Bergamo, 21 Febbraio 2020 ore 11:15

Sono nove gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emanati oggi (venerdì 21 febbraio) nei confronti di altrettante persone al termine dell’operazione antidroga «Binario Morto», portata a termine dalla Polizia di Stato. Le indagini della sezione antidroga della squadra Mobile sono iniziate nel 2018 nella zona della stazione ferroviaria di Bergamo e nell’area interna dello scalo destinata a deposito delle merci. Dall’attività di intercettazione, osservazione, esame dei contatti telefonici e interrogazione di vari tossicodipendenti, gli investigatori hanno individuato alcuni spacciatori, in prevalenza di etnia maghrebina, che solitamente vendevano eroina cocaina, hashish e marijuana, all’interno della zona ferroviaria in disuso. I clienti, per la maggior parte italiani, spesso consumavano immediatamente sul posto la droga acquistata.

Il 3 ottobre 2018 la Mobile ha arrestato in flagranza di reato quattro maghrebini e, al termine della perquisizione nella loro abitazione di via Gambirasio, sono stati sequestrati 200 grammi di eroina e 100 grammi di cocaina. Tra i vestiti erano nascosti anche circa 11 mila euro in contanti e tre bilancini di precisione. Nel corso della medesima operazione è stata perquisita la casa dove viveva H.A., cittadino tunisino, in via Borgo Palazzo, a poche decine di metri in linea d’aria dallo scalo ferroviario. Qui gli agenti hanno trovato 38 grammi di hashish e oltre 41 mila euro in banconote di vario taglio, nascoste in un cassetto dell’armadio della camera da letto.  Tutti questi uomini, in passato, erano stati visti, più volte, aggirarsi nella zona di spaccio dentro la stazione. Gli investigatori, oltre ad appurare che questi uomini gestivano lo spaccio all’interno della stazione, hanno identificato un’ulteriore rete di spacciatori che approfittava della debolezza psicologica dei tossicodipendenti, pronti a qualsiasi espediente pur di trovare denaro per comprare le dosi di droga. Una donna di 40 anni ha dichiarato di essersi «anche prostituita per acquistare».

Inoltre, gli inquirenti hanno fatto luce sulla violenta aggressione subita da M.A., uno spacciatore tunisino, che nell’aprile del 2018 è stato gravemente malmenato da due suoi connazionali, i fratelli H.A.S. e H.A., riportando, oltre a diverse ecchimosi e contusioni, anche la «frattura pluriframmentaria dell’estremo distale della clavicola», con prognosi di 50 giorni complessivi. Il brutale pestaggio, avvenuto all’interno dello scalo merci, era dovuto al fatto che i fratelli volevano che M.A. abbandonasse l’area così da assumere totalmente la gestione del giro di spaccio. Al termine delle indagini la squadra Mobile ha depositato, lo scorso aprile, 11 notizie di reato nei confronti di soggetti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione, trasporto, vendita e cessione di sostanze stupefacenti, nonché di porto abusivo di oggetti atti ad offendere, rapina e lesioni aggravate.

Questa mattina la Procura della Repubblica ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di: M. M. (Tunisia, 1989), pregiudicato per reati in materia di stupefacenti; H. A. S. (Tunisia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; H. A. (Tunisia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; A. B. (Libia, 1996), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; A. K. N. (Libia, 1985), con precedenti di Polizia in materia di stupefacenti; L. A. (Marocco, 1985), con precedenti penali e di Polizia in materia di stupefacenti; M. A. (Tunisia, 1974), con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti; A. Z. (Tunisia, 1985), con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti; N. K. (Tunisia, 1988),  con precedenti penali e di Polizia prevalentemente in materia di stupefacenti.

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