Fatture false e denaro contante

Operazione Mani d’Oro: Bergamo in un sistema di riciclaggio milionario

È di circa 37 milioni di euro il valore dei beni oggetto dei sequestri disposti nell'operazione. Coinvolte 155 società cartiere

Operazione Mani d’Oro: Bergamo in un sistema di riciclaggio milionario

Bergamo è tra le province ad essere interessate dall’operazione “Mani d’Oro”, condotta dalla Guardia di Finanza di Ravenna e coordinata dalla locale Procura della Repubblica. L’inchiesta ha portato a sequestri preventivi d’urgenza per un valore complessivo pari a circa 37 milioni di euro e ad oltre 40 perquisizioni in nove province italiane, tra cui anche quella bergamasca. Al centro delle indagini ci sarebbe un articolato sistema che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe unito somministrazione illecita di manodopera, frodi fiscali e riciclaggio.

Anche Bergamo nelle indagini sul riciclaggio

È stato proprio seguendo le tracce del denaro che gli investigatori sono riusciti ad arrivare anche nel capoluogo orobico. Infatti secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, nella provincia bergamasca avrebbero operato soggetti ritenuti coinvolti nelle attività di riciclaggio dei proventi derivanti dalla gestione illecita della manodopera.

Secondo gli inquirenti, questo sistema avrebbe fatto ricorso a 155 società cartiere, formalmente esistenti ma prive di una reale operatività economica. Tramite queste società sarebbero state emesse delle fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo di circa 130 milioni di euro.

Le somme sarebbero poi state movimentate attraverso differenti conti bancari e in seguito restituite in contanti, al netto di commissioni comprese tra il 14 e il 22 per cento. Un meccanismo riconducibile, secondo gli investigatori, al cosiddetto “Underground Banking”.

Un sistema da oltre 80 milioni trasferiti all’estero

L’indagine avrebbe permesso di delineare un sistema con dimensioni nazionali. Oltre 1.200 soggetti economici sarebbero stati coinvolti nei movimenti finanziari individuati dagli investigatori, mentre in circa due anni sarebbero stati trasferiti all’estero più di 80 milioni di euro.

Nel quadro ricostruito dalla Guardia di Finanza, le società cartiere avrebbero persino compensato le imposte attraverso circa 11 milioni di euro di crediti fiscali ritenuti fittizi. Bergamo ha assunto quindi un ruolo specifico nell’inchiesta soprattutto sul fronte finanziario, all’interno della rete individuata dagli investigatori per la movimentazione e il riciclaggio delle somme.

Mille lavoratori e società usate come “serbatoi” di manodopera

Alla base dell’indagine c’è anche il presunto sfruttamento di un sistema di somministrazione illecita di personale. Le investigazioni avrebbero fatto emergere numerose società formalmente attive nel settore delle costruzioni meccaniche ma, secondo l’accusa, utilizzate principalmente come “serbatoi” di manodopera.

Circa mille lavoratori, tra saldatori, carpentieri e manovali d’officina, sarebbero stati assunti o licenziati in funzione delle necessità delle società operative. Queste ultime, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero beneficiato della disponibilità di personale senza sostenere tutti gli oneri connessi a un regolare rapporto di lavoro dipendente e senza ricorrere alle agenzie autorizzate. Una gestione che avrebbe consentito un significativo risparmio fiscale e contributivo.

Perquisizioni e beni sequestrati

Durante le perquisizioni sarebbero stati individuati anche gli strumenti utilizzati per la gestione del sistema finanziario. In particolare, gli investigatori avrebbero scoperto un vero e proprio “ufficio finanziario”, dotato di server, computer, una macchina conta-banconote, oltre 100 smartphone e centinaia di carte di credito utilizzabili per il prelievo di denaro.

Sono stati inoltre rinvenuti circa 250 mila euro in contanti, oltre a gioielli e numerosi orologi di lusso, tra cui uno dal valore stimato di circa 100 mila euro. Nel quadro dei sequestri rientrano anche immobili, autovetture e centinaia di conti correnti, il cui valore complessivo sarà quantificato nei prossimi giorni.

Indagine ancora alle fasi preliminari

L’operazione ha interessato complessivamente altre otto province oltre Bergamo: Ravenna, Rimini, Cesena, Napoli, Caserta, Padova, Taranto e Lecce. È stata inoltre avviata una cooperazione giudiziaria con il Tribunale unico della Repubblica di San Marino, dove sono stati sequestrati rapporti finanziari per circa 7,5 milioni di euro riconducibili a un soggetto indagato. La Guardia di Finanza ha sottolineato che l’attività investigativa mira al contrasto delle frodi fiscali, dell’indebita compensazione con crediti fittizi, dello sfruttamento della manodopera e del riciclaggio dei profitti illeciti. È però fondamentale ricordare che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e riguarda allo stato 22 persone fisiche, tra cui due professionisti.