Una mostra ha aperto gli occhi alla Francia

Parigi capitale della prostituzione ora si vergogna e punirà i clienti

Parigi capitale della prostituzione ora si vergogna e punirà i clienti
Cronaca 16 Febbraio 2016 ore 12:18

La Francia si è guardata in faccia e si è un po’ vergognata. È l’effetto paradossale e di una grande mostra organizzata dal Musée d’Orsay e visitata da decine di migliaia di  parigini e di turisti. Titolo della mostra “Splendori e miserie”. Immagini della prostituzione, un percorso che ha raccontato anche attraverso veri capolavori la stagione in cui «Parigi è stata la capitale mondiale dei piaceri a pagamento» (Le Monde). La mostra stessa sfruttava questa immagine di Parigi: come ha scritto lo stesso Le Monde era una mostra che “adescava” i visitatori, grazie ad un tema affascinante ma anche pruriginoso. Il titolo poi richiamava un grande romanzo di Balzac, Splendori e miserie delle cortigiane. E così dava all’operazione anche copertura nobile e letteraria.

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Se l’operazione commercialmente è riuscita e ha anche raccolto riscontri più che positivi della critica per via della qualità delle opere esposte, sembra però aver aperto una breccia nella coscienza collettiva: «davvero dobbiamo passare per la società e la città del piacere a pagamento?» si sono detti osservatori e legislatori. E così è tornato sotto i riflettori un progetto bipartisan che aveva iniziato il suo iter parlamentare nell’autunno del 2013. Sino ad ora la Francia sul fronte prostituzione puniva l’adescamento, cioè le prostitute stesse che si vendevano ai clienti: questo faceva delle donne dei veri capri espiatori del problema. Una situazione aggravata dal fatto che ormai le prostitute sono quasi sempre immigrate e stranire, quindi in una condizione di fragilità sociale estrema. Ovviamente le associazioni da tempo, e non solo in Francia denunciavano l’assurdità di un’impostazione giuridica di questo tipo. Un’associazione molto attiva, Mouvement du Nid, aveva presentato lo scorso anno un rapporto ripreso da tutta la stampa mondiale, in cui quantificava il fenomeno: 37mila prostitute in Francia con un giro d’affari di 1,6 miliardi di euro. È un fenomeno meno visibile, perché al marciapiedi si è sostituito l’online (per il 62% delle prostitute). Ora anche le parti politiche sembrano essersene rese conto.

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Così la legge in discussione ha ribaltato l’obiettivo e ha messo nel mirino i clienti. Lo ha fatto prendendo a modello l’esperienza svedese, il primo Paese ad aver approvato una legge che colpisce il cliente. Anche in Francia sarà così: la persona sorpresa a chiedere prestazioni a una prostituta dovrà pagare 1.500 euro di multa, accompagnate da uno stage di sensibilizzazione riguardo al fenomeno della prostituzione. Dopo l’approvazione all’Assemblea nazionale, la legge passerà al Senato: ma essendo il testo passato da una commissione bicamerale, difficilmente il Senato apporterà modifiche.

Ovviamente la società francese è stata colta alla sprovvista da questa iniziativa parlamentare. E ora iniziano a levarsi voci di protesta, perché si ritiene la legge come lesiva delle liberà. E sia sa quanto un Paese come la Francia sia sensibile alla libertà, senza fare troppe distinzioni tra libertà e libertinismo.  Tra le altre cose gli oppositori segnalano l’anacronismo di un mercato di video porno di produzione francese, in cui le donne sono chiamate a prestazioni che le prostitute rifiutano. Il mercato dei video resta legale. Anche perché per lo Stato a differenza della prostituzione è redditizio: su ogni dvd si paga l’Iva…

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