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Disastro Trenord

Pendolari, "invito" a Gori e Fontana «Dai, venite sul treno delle 7.02»

Pendolari, "invito" a Gori e Fontana «Dai, venite sul treno delle 7.02»
Cronaca 11 Novembre 2019 ore 09:10

«Siamo diventati degli zombie, ci adattiamo a tutto. Non va bene così. Potrebbero anche prenderci a sberle e non reagiremmo. Siamo ridotti così. Negli Anni Settanta saremmo andati al Pirellone e avremmo tirato sassi e pomodori al presidente e a tutta la giunta. Invece ce ne stiamo imbelli e costoro da vent’anni gestiscono le linee ferroviarie della Lombardia e il risultato è un disastro. Ritardi su ritardi, treni cancellati... annunci di centosettanta treni nuovi e poi non se ne vede nemmeno uno. Il fallimento di Trenord, me lo lasci dire, è lo specchio di quanto vale la nostra pubblica amministrazione. Anche quello della tanto vantata Lombardia. Il modello lombardo, sì». Francesco Parini ha 60 anni, abita a Bergamo, è pendolare da una vita. Da quando faceva l’università. E di fare il pendolare non ne può più.

Dice: «Settimana scorsa hanno soppresso il 18.05 da Milano Centrale per Bergamo. Abbiamo aspettato il 19.05 che si è riempito all’inverosimile. Alla fermata di Lambrate ci sono state scene selvagge, anche litigi perché la gente non riusciva a salire, non si può immaginare come eravamo ammassati. Alla stazione di Pioltello è arrivata l’autoambulanza perché una ragazza si è sentita male. Pazzesco. E poi ci invitano ad abbassare le suonerie dei cellulari per non recare disturbo ai viaggiatori! Ma lei si rende conto? Mi avvicino alla pensione, a volte penso a quanta parte della mia vita ho passato sul treno. Anni. Che non sarebbe nemmeno male. Sul treno puoi dormire, leggere, conversare. Ma non in queste condizioni. Ma lei lo sa in che situazione viaggiamo noi del 7.02? Lo sa quanta gente deve fare il viaggio in piedi? Chi sale a Verdello poi... Mi ero...

 

Articolo completo a pagina 8 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 14 novembre. In versione digitale, qui.