Un pulmino anche da Bergamo

I pendolari che vanno in Croazia per farsi sistemare i denti

I pendolari che vanno in Croazia per farsi sistemare i denti
Cronaca 10 Aprile 2017 ore 05:30

«In Croazia si spende molto meno per avere un servizio spesso e volentieri superiore a quello italiano: là importano materiali di prima qualità dalla Svizzera e dalla Germania, qui da noi o arrivano dalla Cina o sono no-name brand». Queste le parole di Tiziano Bisi, fondatore della Viaggiodeldente, associazione con sede a Brescia (ma con una minuziosa organizzazione che copre tutto il Nord) e prima in Italia ad investire sul turismo dentale: in accordo con tre cliniche dentistiche a Parenzo, Fiume e Rovigno, in Croazia, offre un servizio di trasporto (ottanta euro andata e ritorno), e – per chi lo richiedesse – di alloggio (incluso nel preventivo della terapia), a pazienti italiani che non possono permettersi le gravose spese dentistiche nel nostro Paese.

I pazienti sono contenti. «In alcuni casi si arriva a risparmiare anche il settanta per cento rispetto a un preventivo in uno studio italiano. L’unica cosa che sconsigliamo sono gli apparecchi: sarebbe scomodo e dispendioso doversi muovere una o due volte al mese per le visite di controllo». Gli utenti sono tantissimi e sembrano molto soddisfatti, il blog da cui Tiziano è partito una decina di anni fa è pieno di recensioni positive e il signor G.R. ci dice di consigliare vivamente il servizio a chiunque abbia bisogno di cure. La richiesta di questo genere di servizio si è alzata al punto che ora la concorrenza è forte.

 

 

A Bergamo abbiamo ad esempio la Giamby Flaccadori Srl, che da tre anni si occupa del trasporto dei pazienti a Rovigno, Fiume e Parenzo: «Tutti i martedì il nostro pulmino da otto posti è pieno di pazienti di ogni età, da ragazzi giovani a pensionati. Noi ci occupiamo solo del trasporto, i pazienti si accordano da soli con le cliniche. Funziona molto a passaparola. La maggior parte sceglie di affrontare interi cicli di terapie, anche sette o otto viaggi in un anno, e ci risparmia comunque». Tutto bene insomma. Meno per i dentisti italiani che, ovviamente, non la pensano così.

I dentisti italiani contestano. Il dottor Luigi Veronesi, presidente della commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Brescia e socio dell’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), dice: «I prezzi di una singola prestazione sono ovviamente più bassi se si va in Paesi in cui la vita in generale costa la metà. Ma un lavoro fatto bene presuppone una serie di controlli periodici, una certa costanza nel monitoraggio, e a lungo andare non è detto che si risparmi poi così tanto». Ma non è solo questione di soldi, il nocciolo del problema, secondo il professore, è alla radice: «Il senso dell’odontoiatria moderna non è più fare impianti o grandi interventi, ma puntare su un costante e metodico lavoro di prevenzione: il dentista moderno è il “dentista di famiglia”, che accompagna il paziente fin dai primi denti da latte, che conosce alla perfezione il quadro clinico e gli sviluppi passati e che tiene costantemente sotto controllo l’evoluzione. Come si pensa di poter fare un lavoro del genere con un dentista, per quanto qualificato possa essere, che opera oltre cortina? Questa è una concezione sbagliatissima dell’odontoiatria. Il buon dentista prevalentemente non cura, ma previene».

La questione dei prezzi e del risparmio. Alla domanda sui prezzi non ha dubbi: «Ovviamente ognuno tira l’acqua al proprio mulino: se confronti un impianto fatto da una clinica qualunque oltreconfine, con uno fatto dal professor Carlo Poggio (attualmente l’unico dentista italiano ad aver raggiunto la qualifica di “socio attivo” presso AIOP, SIDO e SIdP, le tre più importanti società scientifiche odontoiatriche, ndr) è ovvio che si ottengono queste proporzioni. Fare un impianto da me costa settecento euro. Non credo ci sia troppa differenza». In effetti la Dentalic, clinica odontoiatrica di Rovigno e che si dichiara estranea ad accordi con agenzie di trasporti dall’Italia, ci dice che un impianto nei loro studi può costare, ovviamente a seconda del caso clinico, approssimativamente dai 350 ai 720 euro.

 

Ma altrove, come nelle cliniche della Viaggiodeldente, il risparmio effettivamente è assicurato, e la qualità del lavoro non sembra essere in discussione, anche se si parla comunque di un buon sistema odontoiatrico (quello croato), confrontato al «terzo migliore del mondo, in bagarre con Giappone e USA» (quello italiano), come ci ricorda Veronesi. E allora come mai in Italia costa così tanto? E soprattutto, costa davvero così tanto? Un dato significativo è che i pazienti delle cliniche croate, specie quelle in accordo con agenzie come quella di Tiziano Bisi, sono perlopiù italiani che approfittano di una condizione favorevole creata dal diverso peso della moneta e dal diverso costo della vita: un croato, in proporzione, non spende meno di un italiano per rifarsi la bocca. Inoltre, sempre per lo stesso motivo, le tasse che gravano sulle cliniche croate sono molto più basse rispetto a quelle italiane, mentre i materiali sono gli stessi.

 

 

Morale: «Su un impianto da mille euro, un dentista ne trattiene trecento, che poi verranno tassati. I restanti settecento comprendono i costi dei materiali, di elettricità e acqua, degli stipendi agli assistenti, degli strumenti usa e getta e della manutenzione. I dentisti “ricchi sfondati” appartengono a un’altra epoca, è un luogo comune che spesso e volentieri si rivela falso», ci dice ancora Veronesi. Altra questione sollevata dal professore è quella legata ad eventuali lavori fatti male: «Come si pensa di fare causa, qualora ce ne fosse bisogno, a un dottore che sta in un Paese straniero? Noi dobbiamo metterci la faccia in quello che facciamo, perché in Italia, come è giusto che sia, se un medico lavora male e viene chiamato a giudizio, spesso e volentieri perde la causa».

Sta di fatto che in Croazia si tratta comunque di affrontare cure con medici qualificati e con materiali di prim’ordine. La possibilità di risparmiare esiste davvero e legittimamente attrae chi sosterrebbe con molta fatica le spese dentistiche italiane, che per chi percepisce uno stipendio o una pensione nella media o inferiore sono effettivamente molto impegnative. Attenzione però a puntare il dito contro il sistema odontoiatrico nostrano e a pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde. I dentisti costano meno in Croazia perché anche il pane costa meno, e soprattutto: qual è la “Croazia” dove i croati vanno a rifarsi la bocca?

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