Liberate lo scorso 15 gennaio

Per il riscatto di Greta e Vanessa l’Italia pagò 11 milioni (dice l’Ansa)

Per il riscatto di Greta e Vanessa l’Italia pagò 11 milioni (dice l’Ansa)
05 Ottobre 2015 ore 18:35

Un riscatto da 11 milioni di euro. È quello che sarebbe stato pagato per liberare Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, rapite in Siria nell’estate del 2014 e liberate poi il 15 gennaio del 2015. Una cifra su cui circolavano ipotesi fin dalla prima ora, ma che oggi avrebbe ricevuto una nuova conferma sulla base di quanto raccolto dall’Ansa. L’agenzia di stampa scrive infatti di aver ricevuto copia digitale della condanna che venerdì scorso è stata emessa dal tribunale islamico Qasimya, nella provincia di Atareb. Ad essere punito, uno dei signori della guerra locale, Hussam Atrash, capo del gruppo Ansar al Islam. La sua colpa, aver intascato 5 dei 12 milioni e mezzo di dollari (11 milioni, quindi, di euro) ricevuti come intermediario nel corso del negoziato per liberare le due giovani. I restanti 7, invece, sarebbero stati ripartiti tra le varie bande coinvolte nei conflitti locali, come per altro affermato da altre fonti che Ansa ha interpellato nell’Atareb.

Il rapimento. La vicenda di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli era stata raccolta dai giornali sin dalle prime ore dopo il rapimento, che era avvenuto il 31 luglio 2014 ad Aleppo, mentre le due si trovavano in Siria per conto del “progetto Horryaty”, associazione che organizzava progetti per aiutare la popolazione colpita dalla guerra tra Assad e i ribelli. Nella bergamasca la notizia era stata seguita con grande attenzione, visto che una delle due giovani, Vanessa, era originaria di Brembate. Di loro non si era saputo nulla per diversi mesi, fino al 31 dicembre 2014, giorno in cui i qaedisti di al Nusra diffusero un video in cui le ragazze chiedevano aiuto al nostro Paese.

La tesi del riscatto. Quanto al riscatto pagato dall’Italia per la liberazione delle due giovani, sin dalle prime ore si erano inseguite alcune ipotesi, sostenute da diversi giornali giornali. Tra i primi ad esprimersi in questo senso c’era la tv degli Emirati Arabi Uniti Al Aaan, che aveva parlato di una cifra che coincide con quella diffusa oggi dall’Ansa, 12 milioni di dollari. Più vago era stato il Guardian: il pagamento era stato “multi-milionario”, secondo le fonti di sicurezza da loro interpellate. Dalla sua il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni non aveva mai negato del tutto il pagamento di un riscatto, sebbene avesse definito le illazioni sostenute dai giornali come «prive di fondamento».

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