Per uscire dal "ghetto"

Perché Gori punta su arte e cultura per la riconquista di via Quarenghi

Perché Gori punta su arte e cultura per la riconquista di via Quarenghi
23 Dicembre 2015 ore 20:30

L’Accademia Carrara di Belle Arti atterra in via Quarenghi per ridisegnare il tessuto sociale della zona. L’idea è semplice: portare idee, forme e colori là dove il grigiore del degrado urbano rischia di prendere il sopravvento. Il progetto troverà casa negli spazi comunali del “civico 33” e in un paio di negozi sfitti messi a disposizione dall’ex assessore Dario Guerini, spirito fine abituato a incoraggiare la creatività. Nello stesso stabile Guerini ha già allestito una galleria fotografica e ha concesso all’associazione “The Blank” un appartamento trasformato in “residenza d’artista”, dove periodicamente fanno sosta talenti italiani e stranieri. Da potenziale “ghetto”, via Quarenghi si trasformerà dunque in epicentro del movimento culturale bergamasco: questa, almeno, l’intenzione della giunta e dell’Accademia. Portare l’arte fuori dai palazzi e scagliarla sul marciapiede avrà l’effetto di risollevare una zona della città fin troppo schiacciata sotto il peso dei luoghi comuni negativi. Di rimando, studenti e docenti della Carrara finiranno per essere “contaminati” dalla multietnica fisicità della via, traendone nuova linfa creativa. Un modello che si ispira al fenomeno della cosiddetta gentrification americana: quel processo per cui i decadenti quartieri del centro cittadino vengono recuperati attraverso iniziative artistiche ed imprenditoriali.

«La ricerca artistica – sottolinea l’Assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini – può avere un ruolo civico nel contribuire a creare ponti tra generazioni, culture e comunità, divenendo un motore di inclusione sociale e un mezzo per fare emergere modi di vivere e di immaginare la città. La scelta di portare l’Accademia Carrara di Belle Arti vuole sfruttare la potenza inclusiva di una delle nostre scuole più importanti e riconosciute sul territorio. Sappiamo quanto sia importante che la sicurezza e la cultura avanzino in parallelo; meglio se si intrecciano in un’unica politica urbana di aumento della biodiversità culturale nelle nostre città. Per farlo al meglio, andremo ad ampliare anche la nostra presenza “fisica” nella via, affittando spazi privati oggi in disuso».

 

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Le fasi del progetto. Il primo passo consisterà nel trasferire una parte delle attività didattiche dell’Accademia negli spazi del civico 33. “Il progetto formativo – si legge nel progetto – intende portare gli studenti e i giovani artisti a confrontarsi con contesti che non siano esclusivamente quelli del sistema dell’arte, per condurli a riflettere sul ruolo dell’agire creativo a contatto con ambiti sociali, culturali e economici plurali”. In altri termini, portando alcuni insegnamenti e seminari in questi spazi, si potrà chiedere ai docenti di riflettere con gli studenti sul luogo, assorbendo spunti sull’esplorazione urbana, la migrazione, le differenze culturali e la memoria del quartiere. A complemento dell’attività didattica sarà aperto uno studio con due postazioni da assegnare a studenti neo diplomati, che facciano ricerca e allestiscano una mostra finale. Via Quarenghi d’ora in poi ospiterà anche le esposizioni periodiche dell’Accademia, che di solito si tengono a metà semestre (febbraio) e a fine anno (giugno).

 

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Porte aperte al quartiere. La ciliegina sulla torta sarà rappresentata dall’organizzazione di incontri, lezioni e conferenze aperti al pubblico, con l’aggiunta di proiezioni di film d’autore organizzate con la collaborazione di Lab80. Lo “spazio Carrara” consisterà in un open space di 250 mq, comprendente un’aula e un locale polivalente, più gli uffici dei docenti e lo studio. Nella suggestiva cantina a volte, alta ben 5 metri, saranno invece collocate le installazioni audio e video. Il progetto prenderà forma gradualmente, a partire dall’anno accademico 2015-16, per svilupparsi ulteriormente in quello successivo.

«La “riconquista” anche fisica dei luoghi – ha spiegato il sindaco Giorgio Gori – è una delle condizioni necessarie e non più procrastinabile per scardinare quella condizione di ghettizzazione che da troppi anni affligge un tratto significativo di quella strada». Protagonisti saranno però non solo i giovani artisti, ma anche e soprattutto gli abitanti della strada, chiamati a partecipare al progetto e a riempire di idee il nuovo contenitore. Sono previsti anche corsi di lingua, per avvicinarsi alle comunità straniere che abitano via Quarenghi. Il motore del cambiamento è avviato. Arte e cultura saranno la sua benzina.

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