l'indagine

Perché il Covid è diverso da persona a persona? Lo spiegherà Origin, un progetto del «Mario Negri»

Lo studio vedrà coinvolte 1.200 persone abitanti di Alzano, Nembro e Albino. Verranno selezionati 400 individui che hanno avuto una forma grave di Covid-19, 400 che hanno contratto il virus ma non si sono ammalati e 400 che non hanno contratto il virus.

Perché il Covid è diverso da persona a persona? Lo spiegherà Origin, un progetto del «Mario Negri»
02 Ottobre 2020 ore 08:24

Anche il Covid ha i suoi difetti. E proprio questi andranno indagati per capire perché le persone, che abitano nei paesi che sono stati più colpiti dalla pandemia, non hanno avuto tutte le medesime condizioni di gravità. Non solo per quanto riguarda gli abitanti degli stessi Comuni (Alzano, Nembro e Albino), ma addirittura all’interno delle stesse famiglie il Covid ha avuto manifestazioni e gradi di gravità diverse. È da qui che prende il via il Progetto Origin, lo studio che indagherà le cause genetiche di suscettibilità e severità della malattia Covid-19, un’idea dei ricercatori del Centro di Ricerche Cliniche “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri, che da anni si impegna nello studio dei difetti genetici che sono all’origine delle malattie.

Giuseppe Remuzzi

«Il Covid si può manifestare in molti modi diversi – afferma Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri -. Da un semplice raffreddore a un po’ di febbre e tosse, ma si possono avere nel 10%dei pazienti sintomi molto più seri che provocano addirittura crisi respiratorie e richiedono ricovero in ospedale. Vogliamo capire il perché di queste differenze e ci chiediamo se una risposta a questa domanda possa venire dai geni». Lo studio -– patrocinato dai Comuni di Albino, Alzano Lombardo e Nembro – verrà condotto su 1.200 persone: verranno selezionati 400 individui che hanno avuto una forma grave di Covid-19, 400 che hanno contratto il virus ma non si sono ammalati o hanno avuto sintomi lievi e 400 che non hanno contratto il virus. Sono invitati a partecipare al progetto, su base volontaria, tutti i cittadini adulti, di entrambi i sessi, residenti nei Comuni di Albino, Alzano Lombardo e Nembro, che abbiano eseguito almeno un test sierologico e/o tampone orofaringeo per Sars-CoV-2, indipendentemente dall’esito. In una prima fase verranno raccolti dell’esperienza personale, analizzati da un’équipe di medici e ricercatori del Centro di Ricerche Cliniche “Aldo e Cele Daccò”. Nella seconda fase le persone selezionate verranno contattate per un colloquio al Centro e per effettuare le indagini genetiche utili allo studio.

Camillo Bertocchi

«Siamo certi che la popolazione risponderà in modo massiccio grazie a quella responsabilità e senso del dovere che da sempre dimostra –-scrive il sindaco di Alzano Camillo Bertocchi -. L’Amministrazione comunale sta proseguendo con grande impegno e in modo costante su tutti i fronti, compreso quello scientifico, corroborando l’attività della comunità scientifica e di quella sanitaria. Ringraziamo il prof. Giuseppe Remuzzi, la dott.ssa Marina Noris capo laboratorio di Immunologia e Genetica e la dott.ssa Ariela Benigni Segretario scientifico e Coordinatore delle ricerche per lo straordinario lavoro che svolgono al servizio della scienza, per il nostro benessere, per il nostro futuro».

«Il genoma di due individui – spiega Marina Noris, Capo Laboratorio di Immunologia e Genetica – è identico per circa il 99,9%: è il restante 0,1% che li rende diversi. Queste differenze potrebbero spiegare la predisposizione o,viceversa, la resistenza alle complicanze da Covid‐19.  Sarebbe bello pensare che poi questo si possa anche tradurre in una diversa risposta al trattamento, ma questa è soltanto un’ipotesi». L’ipotesi alla base del Progetto Origin è che le variazioni dell’assetto genetico di un individuo possano avere una influenza sulla gravità della malattia Covid-19 e possano spiegare le diverse risposte all’infezione.

«I risultati di questo studio, ammesso di essere davvero capaci di trovare una spiegazione genetica al dramma che abbiamo vissuto in queste aree della nostra provincia, aiuteranno i ricercatori a comprendere i meccanismi attraverso cui l’infezione da SARS-CoV-2 danneggia i polmoni e molti altri organi, incluso il cuore e il rene – afferma Ariela Benigni, Segretario scientifico e Coordinatore delle ricerche -. Potremo sapere chi rischia di più di sviluppare una malattia grave e chi invece è portatore di geni protettivi. Questo potrebbe avere ricadute importanti per la prevenzione delle forme più gravi».
Per la fase iniziale dello studio, l’Istituto Mario Negri ha avuto un contributo dalla Fondazione Cav. Lav. Carlo Pesenti.

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