Cronaca
Una ricerca dell'Università di Berna

Perché nei nostri sogni (o incubi) corriamo spesso al rallentatore

Perché nei nostri sogni (o incubi) corriamo spesso al rallentatore
Cronaca 12 Gennaio 2015 ore 11:40

Vi sarà capitato molte volte, soprattutto nei vostri incubi: correte, o più precisamente inseguite o scappate da qualcosa, ma le vostre gambe sono pesanti, dolenti, come trattenute da una forza invisibile. E così, invece che correre come abitualmente fate, nei sogni vi capita spesso di muovervi in “slow-motion”, al rallentatore. Una sensazione strana, fastidiosa e che ci pone in uno stato di stress notturno che non aiuta il nostro sonno e il nostro riposo. Per questo, tale sensazione, è spesso collegata a degli incubi o comunque a delle inquietudini piuttosto che a dei sogni positivi.

La sensazione di cui stiamo parlando è assai comune, tanto che, negli anni, sono state diverse le ricerche riguardo il tema del movimento all’interno dei sogni. In ordine di tempo, l’ultimo studio è stato eseguito da Daniel Earlacher, psicologo dell’Università di Berna, in Svizzera, che ha svolto alcuni esperimenti per analizzare l’attività cerebrale durante il sonno, interessato a scoprire come il nostro cervello reagisce all’attività motoria all’interno di un sogno. In sostanza voleva capire se l’azione del correre all’interno di un sogno attivasse le stesse aree cerebrali che attiva l’azione del correre nella vita reale.

 

realtà sogno

 

Le difficoltà dell’esperimento. Apparentemente può sembrare un esperimento di semplice attuazione: due elettrodi attaccati alle meningi di svariati soggetti addormentati e via. Il problema, però, è che non tutti sognano di correre. Anzi, anche prendendo un campione di centinaia di soggetti è difficile ottenerne un numero di questi che abbiano sognato di correre e quindi siano utili alla ricerca in questione. Senza tenere conto che la maggior parte di noi neppure si ricorda cos’ha sognato. Per questo Earlacher ha deciso di usare come campione un nutrito gruppo di “sognatori lucidi”. Questi sono i cosiddetti onironauti, termine coniato dallo psichiatra e scrittore olandese Frederik Willem van Eeden, e sono soggetti in grado, con la pratica, di esplorare e modificare a piacere i propri sogni. Il punto centrale del “sogno lucido” è il rendersi conto di stare sognando. Gli onironauti sono in grado di farlo e, grazie a questa presa di coscienza, anche di far sviluppare il sogno secondo determinati input volitivi.

Dunque Earlacher ha creato un campione di studio composto da onironauti e ha poi chiesto loro di sognare di compiere determinate attività motorie, tra cui la corsa per l’appunto. Il risultato è che i soggetti hanno dovuto usare, per poter correre nei propri sogni, il 50% di “forza mentale” in più rispetto a quanto accade normalmente nella vita reale. È stato necessario, cioè, uno sforzo maggiore.

 

running away slow motion

 

Corsa al rallentatore, vita al rallentatore. Ma è veramente così comune sognare di correre al rallentatore? Ian Wallace, psicologo ed esperto di sogni, ammette che è un sogno abbastanza ricorrente nelle persone, ma non così diffuso come potrebbe sembrare: «Per i miei pazienti ho analizzato più di 200mila sogni e la corsa al rallentatore è solo al 55° posto dei sogni più comuni». Altrettanto numerose, infatti, sono le esperienze oniriche in cui i soggetti corrono a velocità altissime oppure normali. Secondo Wallace ogni sogno è il risultato dello stato d’animo che sta vivendo il soggetto in questione e, pertanto, i sogni in cui si corre al rallentatore non sono altro che la rappresentazione onirica di una difficoltà che stiamo vivendo nel quotidiano: «Le gambe rappresentano l’unità fondamentale del nostro movimento, sono ciò che ci spingono avanti, anche nella vita. Se si sogna di correre al rallentatore, o comunque di muoversi al rallentatore, significa quindi che c’è qualcosa che ci blocca o ci rallenta nella vita quotidiana». Una tesi interessante, soprattutto per chi crede nello studio e nell’interpretazione dei sogni.

Solo questione di lucidità. Per chi invece non credesse alle teorie astratte esposte da Wallace, c’è sempre la ricerca compiuta da Earlacher. Questa, in sostanza, ci dice semplicemente che è tutta una questione di lucidità: quando dormiamo anche il nostro cervello, in parte, riposa. Le nostre reazioni sono quindi naturalmente più lente e la cosa può riflettersi anche sui movimenti che sogniamo di compiere.

Quale delle due tesi è la più veritiera? Probabilmente entrambe. Come abbiamo detto in apertura, spesso la corsa al rallentatore è abbinata a degli incubi. Bisogna però capire se la sensazione di inquietudine è la causa o la conseguenza della lentezza dei nostri movimenti: nel caso in cui sia la causa, è molto probabile, allora, che ci si trovi in una di quelle situazioni ipotizzate da Wallace, ovvero uno stress nella vita reale che si riflette anche sulla nostra vita onirica; nel caso in cui, invece, l’inquietudine sia una conseguenza, rilassatevi. È solo il vostro cervello che ha bisogno di riposare, proprio come voi.