«I problemi attuali li vediamo tutti»

Piazzale Alpini, il Comune risponde alle critiche di Silvia Gambirasio

Piazzale Alpini, il Comune risponde alle critiche di Silvia Gambirasio
Cronaca 21 Settembre 2018 ore 11:28

«Anche l’architetto Gambirasio aveva considerato la possibilità di intervenire sul piazzale degli Alpini, in due sue proposte aveva anche pensato di eliminare le vasche del piazzale. Nel decidere di intervenire in questo luogo, nelle linee direttive che abbiamo dato al progettista, architetto Remo Capitanio, avevamo indicato anche la possibilità di intervenire sulle vasche, ma come eventualità. È poi il progettista che ha ragionato e definito un progetto di intervento». L’assessore Francesco Valesini si occupa dell’Urbanistica e della riqualificazione della città: la vicenda del piazzale degli Alpini è nelle sue mani. Interviene sulle pagine del nostro giornale per spiegare il significato dell’intervento che il Comune vuole realizzare e per rispondere anche all’architetto Silvia Gambirasio, figlia di Peppino Gambirasio (morto due anni fa) che, sempre sul nostro giornale, aveva criticato il progetto di intervento e, soprattutto, l’idea di fare del piazzale un luogo di mercato.

Aveva scritto Silvia Gambirasio dei rapporti geometrici e prospettici fra parco, verde, fontane e monumento degli Alpini; aveva sottolineato come questo fosse stato pensato dal padre come un luogo di contemplazione, di memoria antiretorica, di pensiero riguardo al sacrificio di tanti soldati, di tanti Alpini durante le guerre. Dice l’architetto Valesini: «Il piazzale degli Alpini è un luogo importante e problematico della città. Lo stesso architetto Gambirasio che aveva progettato il monumento inaugurato nel 1962 se ne rendeva conto e aveva già nel tempo elaborato diversi progetti. È una questione urbanistica, di funzionalità. Peppino Gambirasio sosteneva che “la città non deve avere paura di correggere le proprie incertezze”. E il piazzale degli Alpini è di sicuro una “incertezza”, un posto che non ha mai trovato una sua identità precisa, positiva, anche se l’intenzione di farne un punto di contemplazione, di memoria è sicuramente buona. Ma, di fatto, non è stato così. I problemi li conosciamo tutti: la cattiva frequentazione, l’insicurezza che questo posto genera, il degrado. E allora cerchiamo di affrontarlo questo problema, ben consapevoli che questo è soltanto un elemento di una questione che riguarda tutta quest’area, che comprende la stazione dei treni, la stazione autolinee, l’Urban Center, progettato proprio dall’architetto Gambirasio, ma che non è mai stato completato: anche questo bisogna considerare, a Bergamo le amministrazioni da venticinque anni continuano a cambiare, così diversi progetti sono rimasti a metà».

L’assessore Valesini spiega che con la nuova sistemazione si cerca di…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 27 settembre. In versione digitale, qui.

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