una fine amara

Pierino di Ponte San Pietro è morto solo, in un freddo appartamento

Il corpo di Pietro Colombo, 85 anni, è stato trovato senza vita dai vigili del fuoco, dopo una segnalazione della vicina Mikaela Vasto. «Una casa piena di muffa e senza riscaldamento. Abbiamo cercato di aiutarlo, ma era orgoglioso». Quelle lacrime per la solitudine

Pierino di Ponte San Pietro è morto solo, in un freddo appartamento
Ponte San Pietro e Isola, 06 Aprile 2020 ore 11:45

di Laura Ceresoli

Pietro Colombo era un signore di 85 anni con una grande forza. Non era un anonimo vecchietto, ma un tipo molto eclettico e originale. A Ponte San Pietro lo conoscevano in molti come Pierino. Qualche giorno fa il suo corpo senza vita è stato ritrovato nel suo appartamento dai vigili del fuoco in seguito alla segnalazione di Mikaela Vasto, una vicina di casa che lavora al 118.

«È morto in solitudine, nell’indifferenza di tutti in una casa comunale – spiega Mikaela con la voce ancora spezzata dalla commozione -. Quando sono arrivata a Ponte lo vedevo spesso in giro. Era sempre gentile. Mi raccontava di quando da giovane aveva fatto alcune “cazzate” (così le definiva) e ne aveva pagato le conseguenze. Era consapevole di ciò che aveva fatto, ma il passato non si può cambiare. Dopo la pensione mi aveva detto che si arrangiava a dare una mano nei bar del paese. Credo che l’ultimo sia stato il Mingo».

Dopo quell’esperienza, accadde però qualcosa di strano che cambiò profondamente la vita di Pietro. Iniziò a isolarsi e a stare per lungo tempo chiuso in casa, senza più vedere nessuno. «Non mi ha mai detto di preciso cosa avesse – dice la signora Vasto -. Quando mi sono trasferita in via Isolotto, ho saputo che abitava lì e sono andata a trovarlo insieme al mio compagno. Siamo rimasti scioccati per le condizioni in cui era stato lasciato. Non so da quanti anni vivesse in quella casa, piena di muffa e senza riscaldamento. Abbiamo cercato di aiutarlo, per quel che ci permetteva (era un tipo molto orgoglioso). Aveva dei parenti, ma venivano solo nelle festività. Mi parlava di una nipote che lo chiamava ogni tanto e che gli faceva la ricarica telefonica. Credo sia la stessa che fu chiamata dai servizi sociali quando segnalai il degrado di quella situazione. Gli mancava molto il fatto di non avere affetti, anche se parlava poco dei suoi figli. Mi ricordo di una volta che tornò a casa un po’ alticcio e gli scesero le lacrime pensando a quanto fosse solo. Avete idea di che pena fa vedere un anziano in quello stato d’animo?».

Ma Pietro sapeva anche sorridere e trasmettere il buonumore: «A parte quei pochi momenti in cui si lasciava andare, era una persona spiritosa – continua -. Scherzava sempre. Anche sul fatto che aveva sconfitto una malattia. Mostrava orgogliosamente un referto in cui c’era scritto che gli asportarono 52 linfonodi e poi tirava fuori la lingua per far vedere che gliene mancava un pezzo…

L’articolo completo e altre notizie su Ponte San Pietro, nel numero di PrimaBergamo in edicola da venerdì 10 aprile.

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