E gli altri capi di Stato?

Quanto prende il presidente cinese? 1.600 euro al mese, dopo l’aumento

Quanto prende il presidente cinese? 1.600 euro al mese, dopo l’aumento
23 Gennaio 2015 ore 14:46

C’è un solo Paese al mondo, oggi, dove alla notizia di un cospicuo aumento di stipendio degli ufficiali di pubblico impiego corrisponde un moto di approvazione da parte della popolazione: è la Cina. Il ministero delle Risorse umane e della Sicurezza sociale di Pechino ha infatti reso noto che dal 12 gennaio è scattato un consistente aumento degli stipendi nell’amministrazione pubblica, notizia diffusa poi all’intera popolazione grazie al giornale di Hong Kong, filo-Pechino, Wen Wei Po. Con questa misura, che ha effetto retroattivo dal primo ottobre 2014, i funzionari di Stato di ogni livello otterranno degli aumenti in busta paga. Gli stipendi dei dipendenti di grado inferiore saranno più che raddoppiati, mentre quelli di livello ministeriale otterranno un aumento pari al 62%. Tra questi c’è anche il presidente della Repubblica Popolare, Xi Jinping, che da adesso, dunque, incasserà 1.580 euro al mese contro i 986 euro precedenti.

 

 

Contro la corruzione. Nonostante le cifre siano ben lontane dagli standard di noi occidentali, è difficile comprendere come un aumento di stipendio deciso dal Consiglio di Stato (il governo cinese) per i suoi stessi dipendenti possa ottenere consensi nella popolazione locale. In realtà, però, la misura è vista da più parti come una misura giusta. Gli aumenti sono al passo dell’inflazione e vengono applicati con una contemporanea riduzione delle indennità supplementari, incorporate ora (in parte) nel salario. Soprattutto, però, si sottolinea che gli aumenti hanno avuto luogo anche (e soprattutto, in termini numerici) per i dipendenti statali che guadagnavano meno. La riforma, dunque, è vista come una riforma egualitaria. Ma il motivo per cui è stata presa questa decisione da parte del governo di Pechino va oltre il solo lato “morale”. La riforma è stata presentata come una forma di lotta alla dilagante corruzione interna alla pubblica amministrazione cinese, corruzione che iniziava ad essere sempre meno sopportata dalla popolazione, che a fronte di stipendi irrisori vedeva i funzionari pubblici lamentarsi delle proprie buste paga, ma poi potersi permettere immobili di proprietà multimilionari, Ferrari ed educazione per i propri figli nei migliori college occidentali.

L’aumento di stipendio, quindi, è visto come una misura contro il malaffare: aumentando i soldi in busta paga si vuole togliere ogni velleità ad accettare accordi illegali. Per questo la popolazione approva, anche se l’impressione è che si tratti principalmente di una mossa di facciata. Non è un caso che proprio in questi giorni, a misura già attuata, sia giunta la notizia che Zhu Mingguo, un alto funzionario della regione del Guangdong, vendeva seggi del locale consiglio consultivo agli uomini d’affari della zona per cifre comprese tra 150mila e 945mila yuan, cioè dai 21mila ai 131mila euro. Del resto con meno di 1.600 euro al mese non ci paghi di certo un rinomato college americano per l’educazione del giovane rampollo.

Le altre misure. L’aumento di stipendio dei funzionari rientra in una più ampia riforma della pubblica amministrazione. Dall’ottobre del 2015, infatti, cambierà anche il sistema pensionistico degli impiegati pubblici: attualmente è un sistema retributivo, che garantisce al momento del pensionamento circa il 90% dello stipendio avuto durante gli anni di lavoro; si passerà, invece, al sistema contributivo, così che la pensione sarà in linea con quanto versato durante gli anni di lavoro. Per questo, recentemente, c’è stato un vero e proprio boom di richieste di prepensionamento di soggetti pubblici impauriti dalla possibilità di vedersi, in futuro, “sottratta” buona parte del proprio stipendio. Lo Stato cinese però ha intrapreso da diverso tempo una politica tesa a diminuire consistentemente i costi di gestione.

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“Povero” Xi. Certo è che fa un po’ impressione il paragone tra lo stipendio di Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare cinese, e quello dei suoi “colleghi” esteri. Il vicino di casa di Singapore, Lee Hsien, è addirittura il capo di Stato più pagato al mondo, con una busta paga da ben 1,8 milioni di dollari l’anno. E nel 2012 si è addirittura ridotto lo stipendio. Guardando a casa nostra, il premier Matteo Renzi gudagna circa 114mila euro l’anno, mentre il presidente della Repubblica, al momento senza nome dopo le dimissioni di Giorgio Napolitano, arriva a 240mila. Barack Obama incassa 345mila euro l’anno (400mila dollari), mentre la cancelliera Merkel si ferma a 290mila l’anno. Decisamente più difficile sapere quanto guadagna Vladimir Putin. Si sa solo che, fino all’inizio del 2014, guadagnava meno del suo portavoce: 74mila euro l’anno contro 185mila. Naturalmente, non appena l’ha saputo, non ha esitato a rivedere la sua busta paga. Voci dicono che Putin si sia triplicato lo stipendio, arrivando a guadagnare circa 200mila euro l’anno. Certo, i costi della vita son differenti in ogni Nazione presa in considerazione, ma la differenza di cifre fa un certo effetto.

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