Un criminale recidivo

Rapina con botte a una pensionata di 79 anni a Romano: arrestato un 25enne

L’aggressione dopo il prelievo al bancomat: Santina Farina operata al volto. Decisivi i filmati delle telecamere

Rapina con botte a una pensionata di 79 anni a Romano: arrestato un 25enne

Lo scorso 3 febbraio aveva rapinato con una violenza inaudita un’anziana a Romano di Lombardia, facendola cadere a terra dopo averla colpita. Con le indagini dei carabinieri, si è scoperto che non era nuovo a questo tipo di crimini ed è stato arrestato: a finire in carcere G.A., classe 2000 e residente a Seriate. Aveva già avuto problemi con le autorità, in passato, proprio per le sue aggressioni a donne di una certa età. A quanto pare, le pene alternative a cui era stato sottoposto non sono bastate a fargli passare il vizio.

La rapina violenta

La vicenda, che aveva destato particolare scalpore in paese oltre che preoccupazione, era avvenuta nel corso della Fiera di San Biagio. Santina Farina, 79 anni, quel giorno era uscita e si era recata alla 14 in centro alla cittadina, per effettuare un prelievo di duecento euro allo sportello bancomat di una filiale Bpm di via Rubini. Tuttavia, in quel momento deve essere stata individuata dal delinquente, che l’ha seguita per le strade fino a via Indipendenza. Quando la signora per rincasare aveva imboccato un passaggio pedonale che collegava a via Isonzo, alle 14.20, il giovane le aveva sferrato un colpo fortissimo alla nuca.

La pensionata aveva quindi perso l’equilibrio e aveva sbattuto il volto sull’asfalto, con conseguenti traumi plurimi che avevano richiesto il trasporto dall’ospedale di Romano, dove era stata ricoverata all’inizio, al Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Lì aveva subito un intervento chirurgico maxillofacciale. Si erano resi necessari diversi di punti di sutura, con trenta giorni di prognosi e l’avviso dei dottori che avrebbe avuto cicatrici permanenti.

La visita all’anziana del sindaco

La successiva domenica 8 febbraio, il sindaco Gianfranco Gafforelli e il suo vice Andrea Nozza avevano fatto visita all’anziana, per esprimere solidarietà e ribadire la necessità che il colpevole fosse assicurato alla giustizia. Ecco quindi che si torna alle indagini, con i militari dell’Arma, tra i primi a soccorrere la ferita poco dopo l’accaduto, a lavorare per trovarlo. Alla signora, in stato di shock, era stata sottratta la borsa con all’interno i soldi, oltre che i documenti, il cellulare e le carte di pagamento.

Grazie alle telecamere di videosorveglianza, i carabinieri hanno ricostruito i suoi movimenti prima e dopo la rapina. Nelle sequenze aveva il volto travisato e, anche per l’ombrello aperto, era difficile giungere al suo riconoscimento. Il criminale era fuggito verso la stazione ferroviaria e aveva preso un treno per Treviglio, nascondendosi nel bagno del convoglio per quasi tutto il tempo, per evitare controlli. Arrivato nella cittadina della Bassa, aveva poi prelevato a un bancomat usando la carta di debito della 79enne, prelevando altri 1.300 euro.

Individuato grazie ai filmati

Osservando i tratti somatici e l’abbigliamento, i militari avevano così ricondotto il profilo a un uomo di origini africane alto circa un metro e 75, con giubbotto blu navy recante un logo, una felpa rossa con cappuccio, un berretto nero e zaino scuro. Dal logo del giubbotto, si è risaliti a una società di calcio dilettantistica della Bergamasca, tra i cui tesserati figurava il soggetto, già gravato da precedenti specifici per rapina ai danni di persone anziane e che era destinatario di una misura alternativa con l’affidamento in prova ai servizi sociali.

La perquisizione domiciliare, eseguita lo stesso 8 febbraio, aveva portato al ritrovamento degli indumenti immortalati dalle telecamere, l’ombrello e il telefono appartenente alla vittima. A seguito dell’attività d’indagine, coordinata dalla Procura, il gip ha deciso nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di rapina pluriaggravata, con recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale, oltre alle lesioni aggravate e all’indebito utilizzo della carta bancomat.

Lo aveva fatto altre volte

La pericolosità sociale dell’indagato emerge non solo dalle modalità particolarmente efferate dell’episodio del 3 febbraio – commesso in pieno giorno, in centro abitato, ai danni di una persona ultra 79enne, colpita alle spalle con violenza tale da provocarle gravissime lesioni – ma anche dai vari precedenti. Lo stesso, infatti, nel marzo 2019 era stato arrestato in flagranza per furto aggravato all’interno di uno spogliatoio di un campo sportivo, reato per il quale era stato in seguito condannato.

Nel novembre 2019 era stato inoltre riconosciuto come l’autore di due rapine commesse a Bergamo ai danni di donne, una delle quali ultrasessantenne. Fatti per i quali si era autoaccusato, conducendo gli investigatori sul luogo dove aveva occultato la refurtiva. Nel giugno e nel luglio 2020 era risultato coinvolto in altri due episodi, avvenuti rispettivamente a Chiuduno e Treviglio, ai danni di due anziane, entrambe aggredite alle spalle e colpite al capo. Secondo chi ha condotto le indagini, le violente modalità con cui sono stati compiuti i diversi reati delineano un modus operandi consolidato e particolarmente allarmante.