Contromosse alla crisi del marchio

I presunti soldi versati da Coca Cola all’organizzazione Usa anti obesità

I presunti soldi versati da Coca Cola all’organizzazione Usa anti obesità
26 Novembre 2015 ore 11:20

Proprio nel periodo in cui Coca Cola sta lanciando il suo nuovo piano commerciale per dare maggiore linfa alle proprie vendite, Associated Press, l’agenzia di stampa più importante al mondo, lancia uno scoop incredibile: la multinazionale di Atlanta pare abbia versato fior di quattrini nelle casse della no-profit Global Energy Balance Network (GEBN), impegnata nella lotta all’obesità, al fine di ottenere campagne favorevoli al consumo della bibita più famosa al mondo. Coca Cola, naturalmente, nega, ma sembrano esserci alcune e-mail che la incastrino in maniera incontrovertibile.

Le accuse di Associated Press. Secondo l’autorevolissima fonte, GEBN avrebbe ricevuto un milione e mezzo di dollari non solo per tacere dei rischi, in termine di obesità, che il consumo di Coca Cola porta, ma addirittura per presentarla al mondo come bevanda indicata per tutti coloro che intendano seguire uno stile alimentare sano. Il tutto attraverso campagne pubblicitarie, utilizzo dei social network e strumenti vari di sensibilizzazione. GEBN non ha negato di aver ricevuto tali sovvenzioni, sostenendo però che si trattasse di donazioni per favorire l’attività dell’ente, e non per orientare il proprio operato. Eppure, Associated Press sostiene di essere in possesso di alcune e-mail che lascerebbero intendere tutto il contrario, e ne ha persino reso noti alcuni stralci. Per esempio, in una mail delle scorse settimane, un alto dirigente di GEBN avrebbe scritto a un pari grado di Coca Cola Company: «Voglio aiutare la vostra azienda ad evitare l’immagine che la bibita costituisca un problema nella vita delle persone, e farvi tornare ad essere l’azienda che offre prodotti importanti e divertenti». La proposta, insiste Associated Press, sarebbe stata accettata assolutamente di buon grado dal colosso di Atlanta, che sarebbe stata ben felice di versare un milione e mezzo di euro a GEBN per favorire questo progetto. Contattato dall’agenzia stampa americana, il Ceo di Coca Cola Muhtar Kent ha compiuto una sorta di confessione, dichiarando che effettivamente non ci sono stati sufficienti gradi di trasparenza nei rapporti con GEBN, e che l’intento è quello di chiudere il prima possibile i rapporti con loro. Un mea culpa che però difficilmente scagionerà del tutto Coca Cola, almeno dal punto di vista dell’immagine, anche perché pare trattarsi solo dell’ultimo episodio in cui la compagnia ha tentato, a suon di denaro, di guadagnarsi il favore di fondazione ed esperti operanti nel campo della salute.

 

 

I precedenti. Lo scorso febbraio, per esempio, uscì la notizia secondo la quale Coca Cola avrebbe pagato numerosi esperti della salute e dietologi per consigliare ai pazienti una rinfrescante lattina di Coca come elemento imprescindibile delle diete. Ad agosto, invece, il New York Times riferì che molti degli enti no-profit legati al tema della salute e operanti negli Stati Uniti sarebbero stati fondati niente meno che da Coca Cola stessa, con il precipuo compito di portare avanti campagne che presentassero la Coca come una bevanda assolutamente in linea con i dettami salutistici tanto in voga di questi tempi. Solo poche settimane fa, ad inizio novembre, la facoltà di Medicina dell’università del Colorado restituì a Coca-Cola una donazione, fatta da quest’ultima, di un milione di dollari poiché pare che dietro ci fossero alcune richieste e pressioni non del tutto trasparenti. Ultimo, in ordine cronologico, il caso GEBN.

 

 

Udite udite: Coca Cola è in crisi. La ragione per cui una delle aziende più famose di tutto il mondo ha deciso di intraprendere azioni, per così dire, poco eleganti, è nel fatto che le vendite di Coca stanno attraversando un periodo di crisi come pochi se ne sono visti. Il 2014 è stato il decimo anno consecutivo in cui la percentuale di consumo di Coca Cola ha fatto registrare il segno meno, e al momento il consumo pro-capite si attesta ai livelli del 1986. Difficoltà dettate fondamentalmente da due fattori: il salutismo dilagante e la concorrenza agguerrita. Rispetto al primo, è noto come il tema della corretta alimentazione sia sentitissimo negli ultimi anni, e naturalmente una bevanda come la Coca Cola non rappresenta certo un elisir per coloro che intendono mantenere uno stile di vita sano; si spiegano, così, le forti pressioni operate dall’azienda, di cui si è detto, negli ambienti legati a questi temi. Rispetto invece alla seconda, dirette concorrenti come Pepsi Cola e Diet Coke sono in forte ascesa da diversi anni, e Coca Cola non sta riuscendo ad arginare l’attacco ad un primato di mercato che fino a pochi anni fa non poteva essere messo nemmeno lontanamente in discussione. Ecco perché, proprio in questi giorni, l’azienda ha presentato un nuovo piano strategico, fatto di diversificazione del prodotto e maggiori garanzie in termine di salute. Le recenti rivelazioni potrebbero, però, rendere tutto vano.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia